Dominique Reynié, i tristi tormenti di un politologo

Dominique Reynié, i tristi tormenti di un politologo
Dominique Reynié, i tristi tormenti di un politologo
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RITRATTO – Professore a Sciences Po e direttore generale della Fondazione per l’innovazione politica (Fondapol), chi da anni analizza la vita pubblica francese non nasconde una forma di sgomento di fronte alla situazione politica nata dopo lo scioglimento del 9 giugno.

“Quando descriviamo e cerchiamo di comprendere un argomento di interesse che è diventato motivo di preoccupazione, ciò turba il cuore e non solo la mente. Questo è preoccupante. La politica è un argomento affascinante, ma è anche un argomento drammatico e serio”.

“Turbana il cuore e non solo la mente”… La formula riassume bene i sentimenti contrastanti che attraversano Dominique Reynié. Incontriamo il politologo, le cui analisi i francesi sono abituati a sentire dai media, nel suo piccolo ufficio a Fondapol, il think tank liberale di cui è direttore generale dal 2008. E, pochi giorni prima di un secondo turno di elezioni legislative il cui esito raramente è stato così incerto, riconosce facilmente questo professore di Sciences Po. Lui, che da più di trent’anni è abituato ad analizzare le forze della politica francese, è rimasto scosso e turbato dalla situazione politica derivante dallo scioglimento annunciato il 9 giugno da Emmanuel Macron. E, non lo nasconde, invaso anche lui…

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