Corte d’assise di Perpignan – Nuovo processo per omicidio dopo essere stato assolto: “Crediamo che sia assolutamente innocente e ne abbiamo bisogno da nostro figlio”

Corte d’assise di Perpignan – Nuovo processo per omicidio dopo essere stato assolto: “Crediamo che sia assolutamente innocente e ne abbiamo bisogno da nostro figlio”
Corte d’assise di Perpignan – Nuovo processo per omicidio dopo essere stato assolto: “Crediamo che sia assolutamente innocente e ne abbiamo bisogno da nostro figlio”
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Médéric Meunier, 52 anni, è processato da lunedì 24 giugno 2024 davanti alla Corte d’assise dei Pirenei orientali per l’omicidio di uno dei suoi “amici” nel 2011 a Leucate. Nel primo giorno di questo secondo processo, l’accusato, assolto con il beneficio del dubbio quattro anni fa in Aude, ha continuato a protestare la sua innocenza.

Cammina avanti e indietro, sgranchisce le gambe, fa respiri profondi, poi si siede su una sedia davanti al separé, giunte le mani o tamburella con le dita sulle ginocchia. Capelli decolorati, barba emergente, Méderic Meunier, oggi 52enne, appare molto magro rispetto alla sua prima apparizione nel 2019 a Carcassonne. E fin dall’inizio, questo lunedì, il suo nervosismo permea la corte. Paura, senza dubbio, quando si guida la battaglia finale. Perché, lo sa, la posta in gioco di questo processo è immensa. Lì mette in gioco la sua libertà, pesata per dodici anni, e per tutta la vita.

Ma oggi la sua posizione non è cambiata di un centimetro. “Io contesto i fatti e li contesterò sempre” risponde laconicamente al presidente. “Sto solo dicendo: ‘Non sono io’.” L’uomo ha ora quattro giorni per convincere i giurati, come fece quattro anni fa, di non essere lui l’assassino di Eric Démier. Questo “buon amico” trentenne, noto spacciatore locale, trovato morto il 28 ottobre 2011 nel suo appartamento a Leucate. Sdraiato sul letto in una pozza di sangue, un cuscino sopra la testa, il cranio spinto con un oggetto contundente e il viso fratturato più volte.

Ne sono certi i genitori di Méderic Meunier. Il loro unico figlio è innocente e non avrebbe potuto fare una cosa del genere. Febbrilmente, con l’angoscia nello stomaco di non dire le parole giuste davanti al tribunale, cercarono, con tutto il loro amore, di venire a perorare la causa del “ragazzo” come lo chiamano ancora. Un ragazzo “gentile”, “premuroso”, “disponibile”, “adorato da tutta la famiglia”, loro ripetono. Chi non li ha “Non ho mai avuto problemi”.

“Se avesse fatto una cosa del genere, l’avrebbe detto almeno a me o a suo padre”

Naturalmente lo ammettono. Non hanno visto nulla della sua dipendenza da eroina. “OhPensavo avesse fermato tutto”, dicono. In ogni caso, se Eric Démier, la vittima, fosse andato a trovarli per rivelare la verità, come avrebbe minacciato di fare per ripagare un debito di droga, “non sarebbe cambiato nulla”. “On lo avrebbe aiutato. Naturalmente saremmo andati a cercare il ragazzo, avremmo pagato ciò che doveva e ci saremmo presi cura di lui.”

“Ci abbiamo sempre creduto”, insiste il padre del bar, commerciante di vino in pensione di 75 anni, malato di cancro e poi di tumori al cervello. “Te ne rendi conto in tutto questo tempo. Médéric è stato in detenzione per 13 mesi. Terribile. Il processo è arrivato 6 anni dopo. Poi è stato assolto. C’è stato subito appello e abbiamo aspettato altri 4 anni. È molto molto lungo, troppo lungo.Qualunque cosa accada, non sarò qui a lungo. Non credo che arriverò alla fine…”

“Sai, è la nostra vita, Méderic,” confida la madre, ex segretaria, con la voce rotta dall’emozione.I l è stato molto colpito dalla morte di Eric Démier. E sSe lo avesse fatto, me lo avrebbe detto, almeno a suo padre. Perché siamo molto uniti e molto vicini. Méderic ha paura di tutto, della malattia, del sangue. Ma lui dice sempre: “Andrà tutto bene, andrà tutto bene…”. Crediamo che sia assolutamente innocente e ne abbiamo bisogno da nostro figlio”.

La sentenza è prevista per giovedì 27 giugno 2024.

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