Immersi prima delle elezioni legislative: “So che non cambierà nulla, voglio solo che passi la RN”, l’estrema destra disinibita a Valras

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E tu, cosa pensi della situazione politica del Paese? Per una settimana, Midi Libre va incontro agli abitanti dell’Occitania, lontani dagli apparati di partito e dalle parole degli esperti: a Uzès, la città da cartolina dove la RN ha appena conquistato il ducato, con gli allevatori e i contadini dei villaggi della La Montagna Nera dove pascolano pecore e mucche guasconi, con gli abitanti della cittadina media di Narbonne, le metropoli di Nîmes e Montpellier, con gli operai della cintura industriale di Rodez, nell’ex città mineraria di The Grand Combe. A Valras, dove l’estrema destra ha ottenuto più del 60% dei voti europei, pescatori e amanti del mare dicono la loro.

“La politica, da quando ho smesso di lavorare nella pescheria, è stata Marina” : sul lungomare di Valras-Plage, questi 1,8 km dove si incontrano residenti e turisti, con un cuore centrale di piccole costruzioni affacciate sul mare dopo la spiaggia protette da ordinate siepi di ganivelles e ristoranti al piano terra, incorniciati su un lato dal porto, fino alle bancarelle dei pescatori, dall’altro, una zona residenziale più selvaggia e meno vivace, Jean-François Liguori si racconta con semplicità.

La barca da crociera e da pesca in mare, bloccata da un problema meccanico, seguirà presto la costa, Jean-François Liguori ai comandi e Philippe Dziedzic, riqualificandosi professionalmente nelle professioni del mare, al suo fianco.

Philippe Dziedzic: “Le persone entrano in politica per ottenere il proprio mandato, non per aiutare le persone”.
Midi Libre – MICHAEL ESDOURRUBAILH

Sul piano politico, il contesto locale si può riassumere in un dato senza sfumature: l’estrema destra ha totalizzato il 67,93% dei voti alle elezioni europee se aggiungiamo i punteggi di Jordan Bardella, Marion Maréchal e Florian Philippot, con una buona mobilitazione, cinque punti sopra la media nazionale.

Lascia la Francia

Nel 2007, Jean-François Liguori votò per Sarkozy, prima di passare alla RN: “Voto “l’uomo”, a giudicare da come parla Marine, parla bene”.. E fa eco al contesto: “A 20 anni, quando facevo il pescatore, vivevo meglio di oggi. Quando avevo una pescheria, ho visto che il potere d’acquisto diventava sempre più leggero, la gente viveva all’aperto. Da quando ho venduto l’attività, faccio un tante sostituzioni, rimorchi, d’estate c’è sempre qualcosa da portare.”. Non per “conduci una vita di lusso”, Ma “farcela”.

Per i bambini è più complicato:”Sono in difficoltà, con lavori a salario minimo, e se oggi una coppia non ha 4mila euro al mese per vivere, è complicato”., nota l’Héraultais. Ma come “I politici danno soldi a chiunque…”

Per il momento resiste alla tentazione di stabilirsi in Spagna. Il suo compagno di squadra della giornata, Philippe Dziedzic, 57 anni, titolare “in fabbrica 9 ore al giorno” poi diventato dipendente pubblico, ha anche il progetto di “lasciare la Francia, per guadagnare soldi, per cambiare vita”. Ha fatto i suoi calcoli per comprare un catamarano, la dimostrazione è chiara, più precisa del suo pensiero politico: “Le persone non entrano in politica per aiutare le persone o difendere le idee, ma per avere un mandato. Vediamo più battaglie dell’ego che delle idee, e fomentano l’odio per ottenere voti.”

Nessuna lista avrà una propria: “Io non voto.”

Jean-Claude, ex delegato della CGT: “Non ci credo più”

E forse non quello di Jean-Claude (NdR: si danno solo i nomi di chi non ha comunicato il proprio nome), 58 anni, “ex delegato della CGT”, chi aiuta sulla banchina dei pescatori: “Per la prima volta nella mia vita non ho votato per le Europee, non ci credo più”. Se decide, “Non sarà per gli estremi”.

Jérémy Pace, capo della pesca, resta indeciso.
Midi Libre – MICHAEL ESDOURRUBAILH

Jérémy Pace, il capo della pesca, resta discreto riguardo alle sue intenzioni. Preferisce parlare della professione e dei soldi persi a margine: “Vendiamo la sogliola tra i 30 e i 32 euro, l’ho vista ieri su una bancarella a 56 euro”. I professionisti affrontano il “aumento del gasolio”, “del prezzo dei filetti”

“Le Pen padre, forse non avrei fatto il passo”, confida al collega Jérémie Sauzé, 47 anni, di cui “trentadue di professione”una “passione”. “Non mi interessa molto la politica, ma ho sempre votato. Penso che serva uno spostamento a destra. La RN non ci abbiamo provato. Sì, bene, certo, è una mia scelta, non lo faccio nascondetelo, non mi interessano le promesse, e so che il 7 luglio non cambierà nulla, voglio solo che passino, per vedere.spiega la quadra, che è spontaneamente sorpresa dall’atteggiamento “da un ragazzo come Kylian” (Nota del redattore: Mbappé): “Vorrei che avesse detto semplicemente vai a votare. Farebbe meglio a concentrarsi sulla palla.”

In occasione degli allenamenti, il tradizionale club di canottaggio “Lous Ramaires”, un’istituzione della città, preferisce evitare l’argomento: “Ci stiamo allontanando il più possibile dalla politica”.

Presso la tradizionale società di canottaggio
Al tradizionale circolo di canottaggio “Lous ramaires”: “Ci allontaniamo il più possibile dalla politica”.
Midi Libre – MICHAEL ESDOURRUBAILH

Un valrasiano coinvolto nella vita locale ne parla con franchezza, a condizione di rimanere anonimo. C’è “oltre 70 anni” che lui “vieni qui”. “Mi chiedono ancora se sono gabiano, e per questo bisogna essere nati e aver frequentato le scuole elementari a Valras. È un mondo a parte, il paese si difende. Con questa situazione la gente fa delle amalgame, crea tensioni e dà un risultato forte per gli estremi, assunti in modo disinibito”analizza, citando alla rinfusa “l’esplosione del turismo estivo”la popolazione passa da 4.000 a 45.000 abitanti, a disagio di fronte “Biterrois che scendono alla stazione e non fanno fatica”e anche il “parcheggio appena pagato”.

“Le persone hanno l’impressione che tutto stia cambiando e di non avere alcun controllo”. E questa città “i pensionati e le persone messe in difficoltà dalla crisi pensano di essere rimasti indietro, non è la prima volta, Valras non era presente nella missione di sviluppo costiero di Racine“, ricorda, ansioso di non farlo “non avere problemi con i miei vicini”.

Al campeggio
Al campeggio “Le Central”, la “violenza” e la “mancanza di rispetto per gli altri” preoccupano i pensionati.
Midi Libre – MICHAEL ESDOURRUBAILH

“Siamo così delusi da tutto”: al campeggio Le Central, turisti in piena sintonia

“Molti clienti abituali”spesso turisti locali, immersi nella vita della città: Freddy Corbière, l’accogliente direttore del Central, “l’unico campeggio in città”, apre le porte all’incontro con la clientela già presente nonostante il timido inizio d’estate. Su Avenue Charles Cauquil, la via dello shopping di Valras-Plage, potresti quasi perdere l’ingresso del sito, vicino al condominio Le bleu marine.

Il contesto politico non risparmia i vacanzieri. “Vado alla Marina Militare, te lo dico francamente”, annuncia Véronique, ospite nel bungalow di Marie-Josée. I vicini vivono a Mondavezan, nell’Alta Garonna, una cittadina molto vicina a Martres-Tolosane, il villaggio della presidente della Regione Carole Delga. “È stato un disastro ultimamente, ho perso solo 200 euro, l’equivalente dell’affitto”. Véronique, 62 anni, fatica a far quadrare i conti con un reddito fornito principalmente da un assegno per adulti disabili, aumentato dopo il conflitto dei Gilet Gialli, ma i progressi si sono rivelati penalizzanti con i suoi effetti collaterali.

“Tutto è diventato un lusso, un chilo di pesche a 4 euro non è possibile, ciliegie a 12 euro non è possibile” continua Marie-Josée, in pensione, che ha mancato “per la prima volta un’elezione nelle ultime elezioni europee”e sarà assente anche al primo turno delle elezioni legislative, senza rimpianti: “Siamo così delusi da tutto.”

“Sono favorevole ai social se mirati”

“La mia principale preoccupazione è l’aumento della violenza”annuncia Annick in arrivo dalla Côte-d’Or. “Violenza e mancato rispetto di tutto La gente non sa più come farsi rispettare e niente è rispettabile”., aggiunge Frédérique, di Loir-et-Cher. Lo dice anche a se stessa “favorevole al sociale se mirato, agli accidenti della vita”.

Ma in politica “itcome possiamo posizionarci? Non sappiamo chi rappresenta chi”. Annick non crede più nella politica e in ciò che vede oggi“malato.” Con suo marito, invece, sì “speravamo in Macron”, “ci dicevamo che era giovane…”

“Non so ancora per chi voterò” assicura Annie, delle Ardenne, spaventata dalle notizie quotidiane: “Non è felice. Ogni giorno ci sono accoltellamenti, furti… Ci sono troppi immigrati, non si osano più reagire troppo, la gente non rispetta più niente. La politica, io faccio il mio dovere ma non ci ho mai creduto. Tanti diciamo che il cambiamento è necessario, sarà migliore o peggiore…” Huguette, della periferia di Tolosa, ricorda il tempo in cui “era la campagna”. Adesso lei “Non uscire più la sera.” Anche lei farà il suo dovere, con un’idea in mente: “O“Non l’ho mai provato, cambia.”

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