“Noi diplomatici non possiamo accettare che una vittoria dell’estrema destra indebolisca la Francia e l’Europa mentre la guerra è qui”

“Noi diplomatici non possiamo accettare che una vittoria dell’estrema destra indebolisca la Francia e l’Europa mentre la guerra è qui”
“Noi diplomatici non possiamo accettare che una vittoria dell’estrema destra indebolisca la Francia e l’Europa mentre la guerra è qui”
-

NONNoi, diplomatici ed ex diplomatici, di tutte le sensibilità repubblicane, siamo testimoni degli sviluppi nel mondo e attori del ruolo che il nostro Paese gioca in essi.

Dall’inizio del secolo abbiamo visto moltiplicarsi le crisi. I pericoli stanno emergendo. Le minacce si accumulano. Abbiamo portato la voce della Francia, più potente di quanto talvolta i nostri concittadini percepiscono ma soprattutto necessaria, in Europa e nel mondo, al servizio della pace, della libertà, della nostra sicurezza e degli interessi dei francesi.

Abbiamo visto il mondo intero spegnersi durante una pandemia. Abbiamo visto l’Europa rispondere con giustizia e solidarietà, con un’efficienza che ha superato, per i suoi cittadini e per i più vulnerabili, quella di qualsiasi altro continente e quella, fantasticata, delle autocrazie.

Leggi anche | Articolo riservato ai nostri abbonati Muta preoccupazione tra i diplomatici per un possibile arrivo della Marina militare al Quai d’Orsay

Aggiungi alle tue selezioni

Abbiamo visto potenze straniere annullare i principi internazionali stabiliti dal sacrificio dei nostri padri e che ci hanno dato, per decenni, la possibilità di far prevalere il diritto e il dialogo sul confronto e sull’arbitrarietà.

Pericoli

Abbiamo visto la Russia invadere stati sovrani e distruggere con una lunga serie di carri armati ciò che aveva garantito la pace nel continente europeo. L’abbiamo vista, insieme ad altri, spiegare che le nostre democrazie erano modelli antiquati e decadenti, destinati a una rapida scomparsa, a vantaggio di regimi autoritari, violenti e imperialisti. Abbiamo visto le stesse persone seminare nelle nostre democrazie, attraverso le armi della propaganda, dell’ingerenza e della menzogna, il fermento della divisione e dell’odio, sperando, così facendo, di indebolire la nostra sovranità e le nostre libertà.

Abbiamo visto il terrorismo colpire le democrazie, regimi illiberali ridurre il pluralismo e la libertà dei media, l’antisemitismo aumentare in modo inaccettabile e massicce violazioni del diritto internazionale umanitario nella Striscia di Gaza, che destabilizzano l’intera regione.

Di fronte a questi pericoli, negli ultimi anni i francesi hanno scelto costantemente l’Europa. Un’Europa che, nonostante le sue imperfezioni, ci protegge. Anche la Francia ha scelto di sostenere il popolo ucraino, per la sua libertà, per la nostra sicurezza. Queste scelte sovrane erano nell’interesse del nostro Paese e ogni volta motivo di orgoglio e messaggio di cui l’Europa e il mondo avevano bisogno.

Il nostro dovere come cittadini e servitori dello Stato è non scendere a compromessi con la verità. Sottomettersi alla Russia, ai regimi autoritari, disfare l’Europa e le nostre alleanze, ignorare il diritto internazionale, significa scegliere l’impotenza e la servitù. Credere che la Francia possa sottrarsi alla marcia del mondo ritirandosi significa rinunciare ad avere qualsiasi influenza e a mantenere il controllo del nostro destino. La Francia non è e non sarà mai un’isola riparata dai venti e dalle maree del mondo.

Ti resta il 41,48% di questo articolo da leggere. Il resto è riservato agli abbonati.

-

PREV Incidente mortale in un cantiere di Prilly
NEXT Per abbassare i prezzi dell’elettricità, il prossimo governo dovrà cambiare le regole