Condannato per l’omicidio della figlia ed ex compagno, è morto due giorni dopo il verdetto del processo

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Oggi alle 21:30 – di
Tommaso Fourcroy

Domenica 23 giugno alle 21:15 va in onda RMC Découverte Lasciate entrare l’imputato. Una questione che ritorna su un caso unico nella storia del diritto francese, quello di un padre incestuoso responsabile di un duplice omicidio, Dennis Mannechez.

Questa domenica, Lasciate entrare l’imputato si concentrerà su un caso particolare nella storia giuridica francese, un caso unico, quello di Denis Mannechez. Un padre incestuoso, colpevole di aver ucciso la compagna, che era anche sua figlia. Un crimine che fa seguito a molteplici stupri, in particolare contro un’altra delle sue figlie, Betty… Mannechez, un uomo trovato morto in prigione, solo due giorni dopo la sua condanna, nel 2018.

Denis Mannechez, un padre manipolatore al culmine dell’orrore

Già nel 2012 Denis Mannechez ha dovuto affrontare la giustizia. Davanti ai tribunali per rispondere all’accusa di stupro ripetuto contro le sue due figlie, Virginie e Betty, questo padre aveva rivelato il lato di un potente manipolatore. Ben presto, all’inizio, le persone a lui vicine hanno fatto pressioni sulle figlie che hanno smentito le loro dichiarazioni. La moglie lo ha coperto, parlando di atti consensuali. Condannata per complicità, vide il marito ricevere solo cinque anni di carcere, tre dei quali sospesi. Un processo che avrebbe potuto allertare le autorità, ma Mannechez ha perseverato con orrore. Sua figlia Virginie divenne così la sua nuova compagna e, dopo essersi trasferita dal padre, gli diede un nuovo figlio. Solo nell’ottobre del 2014 il 33enne ha deciso di lasciarlo, cosa che non poteva sopportare. A Gisors, nell’Eure, ha ucciso a colpi di arma da fuoco il suo ex compagno, ma anche il suo capo, un meccanico che aveva scelto di dare rifugio a lui e a suo figlio.

“Il suo corpo gli ha dato quello che voleva”

Dopo il duplice omicidio, Mannechez si è sparato ed è rimasto in coma per diversi mesi. Processato nel dicembre 2018, beneficiava di condizioni particolari, essendo divenuto muto ed emiplegico. Ancora cosciente, ha utilizzato un software specializzato e un tablet per rispondere ai giurati. Condannato all’ergastolo il 19 dicembre, morì due giorni dopo nell’ospedale della prigione di Fresnes, vittima di un arresto cardiaco. Nelle colonne di pariginoIo Marc François, il suo avvocato, è tornato alla morte del suo cliente, all’età di 56 anni: “Il suo cuore ha ceduto. Non aveva problemi cardiaci, è stato del tutto inaspettato. Il suo corpo in qualche modo gli ha restituito ciò che aveva desiderato nel 2014: si era perso il suicidio e alla fine è morto due giorni dopo il verdetto.”

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