Giornata internazionale di solidarietà con i rifugiati

Giornata internazionale di solidarietà con i rifugiati
Giornata internazionale di solidarietà con i rifugiati
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Nel 2024, in tutto il mondo, i conflitti sempre crescenti stanno causando massicci spostamenti di popolazione. Milioni di persone sono costrette a fuggire perché le loro vite sono in pericolo. Rifugiati o sfollati all’interno del proprio Paese, hanno tutti diritto alla protezione garantita dal diritto internazionale, fornita dall’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) o dall’UNRWA (Ufficio ONU per i Rifugiati di Palestina).

Dal 1948 i palestinesi vivono una situazione unica, che va sempre più peggiorando e che deve essere denunciata con forza in occasione di questa Giornata Internazionale.

I rifugiati palestinesi del 1948, così come quelli del 1967 e i loro discendenti oggi ammontano a quasi 8 milioni, distribuiti principalmente in Libano, Siria, Giordania, Cisgiordania e Gaza. Lo Stato di Israele rifiuta di attuare la Risoluzione ONU 194 sul diritto al ritorno. I rifugiati palestinesi vivono in condizioni precarie, senza nazionalità palestinese, senza diritti civili.

Nella Striscia di Gaza, sotto brutale assedio da 17 anni, oltre il 70% della popolazione è composta da rifugiati, discendenti dei palestinesi spodestati e sfollati durante la Nakba del 1948. L’offensiva israeliana seguita al violento attacco di Hamas il 7 ottobre 2023 ha precipitato l’intera popolazione in una drammatica crisi umanitaria. Vincolato da “ ordini di evacuazione » successivamente, circa 1,7 milioni di persone – su 2,2 milioni di abitanti – hanno dovuto abbandonare le proprie case, spostandosi più volte senza possibilità di ritornare a casa. Vivono in case di fortuna, sotto le bombe, e sono privati ​​di cibo, acqua, elettricità e medicine. Nessun posto è sicuro, la possibilità di fuggire difficilmente esiste. L’UNRWA è l’unica istituzione autorizzata e in grado di fornire protezione e aiuti umanitari di emergenza, ma è essa stessa vittima delle operazioni militari israeliane mortali e distruttive.

I palestinesi di Gaza che sono riusciti ad attraversare il confine a Rafah sono preda dei trafficanti che approfittano della loro assoluta precarietà.

Le istituzioni internazionali (UNHCR e UNRWA) devono essere rafforzate nella loro missione di proteggere i rifugiati palestinesi e gli sfollati interni, ovunque vivano, rimanendo garanti del rispetto dei loro diritti fondamentali;

L’UNRWA è nel mirino dello Stato di Israele che sta lavorando attivamente per la sua scomparsa, con l’intento di liquidare la questione dei rifugiati e quindi il loro diritto al ritorno. Dopo le campagne di discredito che hanno portato diversi Stati a cessare il loro contributo finanziario al funzionamento dell’UNRWA, dopo l’attacco e l’incendio del suo quartier generale a Gerusalemme da parte di coloni pesantemente armati, è stato compiuto un ulteriore passo. Mercoledì 29 maggio il parlamento israeliano ha adottato in prima lettura due progetti di legge, uno volto a revocare le immunità e i privilegi concessi all’UNRWA, l’altro a designarla come organizzazione terroristica.

La Francia non deve solo riaffermare il suo impegno finanziario nei confronti dell’UNRWA, ma aumentarlo per consentirle di svolgere le sue missioni con i rifugiati palestinesi.

Poiché è necessario fare tutto il possibile per porre fine il più rapidamente possibile all’esilio dei rifugiati, la Francia deve contribuire alla ricerca di una soluzione politica che metta fine a questa ingiustizia: lavorare per l’attuazione della risoluzione 194 e promuovere l’autodeterminazione. determinazione del popolo palestinese.

Nell’immediato futuro, anche la Francia deve accogliere con dignità e senza riserve tutti i palestinesi e le loro famiglie che vengono a cercare rifugio sul nostro territorio e garantire loro protezione.

L’Ufficio nazionale dell’AFPS, 20 giugno 2024

Foto: Palestinesi sfollati si precipitano a Khan Younis dopo il ritiro dell’esercito israeliano © Quds News Network

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