“Maria”: il tragico destino di Maria Schneider, l’attrice del sulfureo “Ultimo Tango a Parigi”

“Maria”: il tragico destino di Maria Schneider, l’attrice del sulfureo “Ultimo Tango a Parigi”
“Maria”: il tragico destino di Maria Schneider, l’attrice del sulfureo “Ultimo Tango a Parigi”
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Era bella e libera, con uno stile particolare, e quel qualcosa in più che fa grandi destini. Ma quella di Maria Schneider si sarà spezzata molto presto, stroncata sul nascere fin dal primo successo, che avrebbe dovuto costituire la vendetta per un brutto inizio di vita. Un destino che risuona crudelmente con la nostra era post-#MeToo. Questo è ciò che ha portato la regista Jessica Palud a raccontarlo in un film che ha ricevuto molta attenzione all’ultimo Festival di Cannes e che è uscito questo mercoledì, “Maria”, in cui la giovane attrice Anamaria Vartolomei, César della migliore promessa femminile per “L ‘Event’ ha fatto scalpore incarnando tutte le sfaccettature – luminose o tragiche – dell’attrice di “Ultimo tango a Parigi”, morta nel 2011 all’età di 58 anni.

Anche chi ha visto il film all’uscita nel 1972, spesso non sa che Maria Schneider, nata nel 1952 a Parigi, è la figlia di Marie-Christine Schneider (straordinaria Marie Gillain nel film), modella diventata libraia, e l’attore Daniel Gélin, che non l’ha mai riconosciuta. Nata da una relazione adultera, come si diceva all’epoca, Maria vide il padre pochissimo durante la sua vita, come racconta la cugina Vanessa Schneider nel libro “Il tuo nome era Maria Schneider”, di cui è liberamente tratto il lungometraggio di Jessica Palud . E questo dà origine a scene sorprendenti nel film, come quando Maria fa visita a suo padre (interpretato da Yvan Attal) e parla con i suoi figli legittimi, vale a dire Manuel e Fiona Gélin!

Dopo questa infanzia straordinaria, Maria, che all’età di 15 anni voleva diventare attrice, venne avvicinata, dopo alcune interpretazioni in cui si distinse, dal regista italiano Bernardo Bertolucci per il ruolo principale in “Ultimo tango a Parigi” al fianco di una leggenda, Marlon Brando. Questa storia quasi televisiva racconta la storia di come un americano di mezza età e una giovane donna francese si incontrano regolarmente in un appartamento per fare l’amore senza sapere nulla l’uno dell’altra, nemmeno i loro nomi.

Il calvario della giovane durante una scena forzata

Il film suscitò scandalo, soprattutto a causa di una scena in cui il personaggio maschile sodomizza la sua compagna lubrificandola con del burro. Tutta la Francia non parla d’altro, il nome di Maria Schneider, che allora aveva 19 anni, viene sistematicamente menzionato accompagnato dalla grintosa espressione “passatemi il burro!” », mentre l’attrice cede, imbarazzata, lo cambia alla meglio nelle interviste raccontate in “Maria”. Nessuno sa quindi, prima di non volerlo sentire quando lo fa eco, che la giovane ha subito un calvario sul set, in particolare durante questa scena forzata in cui non era stata avvertita di ciò che stava per accadere.

La sua carriera però non è ancora rovinata, anche se Maria, demolita internamente, comincia a dedicarsi alle droghe pesanti. Brillerà ancora brillantemente nel favoloso “Mestiere reporter”, di Michelangelo Antonioni, nel 1974, un anno dopo aver fatto un coming out – per l’epoca – audace, rivelando la sua bisessualità. Il film mette in risalto questo periodo, mostrando ad esempio il suo disastroso licenziamento dal set di “Ce Obscure Object of Desire” di Luis Buñuel, e altri episodi dolorosi che distruggeranno la sua carriera.

Ciò che segue, molto duro, è intervallato da momenti felici: Maria Schneider, diventata eroinomane per molti anni, alla fine si arrenderà grazie al suo giovane compagno dell’epoca, interpretato nel lungometraggio da Céleste Brunnquell. Dopo alcuni ruoli tra gli anni ’80 e gli anni 2000, inizia la battaglia finale, contro il cancro, che perde nel 2011.

Ma la sua battaglia più grande rimarrà quella volta a ottenere il riconoscimento per ciò che aveva sopportato sul set di “Ultimo Tango”. “Maria avrà passato la vita a lottare per raccontare cosa è realmente accaduto durante queste riprese, di fronte a una società che non era pronta ad ascoltarla”, lamenta Anamaria Vartolomei. Lei lo ringrazia incarnandolo così bene in questo film bellissimo, duro e commovente.

Nota dell’editore:
“ Maria “,

Dramma francese di Jessica Palud, con Anamaria Vartolomei, Matt Dillon, Céleste Brunnquell, Marie Gillain… 1h40.

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