quali film vedere questo 19 giugno?

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VS’è la settimana di tutte le emozioni al cinema. Emozioni che sono più che mai protagoniste nel resto del mondo Viceversa del 2015, posto ancora sotto la guida dello studio Pixar, che ha il pregio di riunire grandi e piccini, senza annoiare gli uni o stancare gli altri.

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Emozioni, sempre, con Olivier Assayas che, in Fuori tempo, immerge i suoi personaggi in un completo reclusione, in un momento di domande esistenziali. Ancora emozioni “roots” tra i motociclisti I motociclisti e il suo cast gravemente bruciato.

Infine, emozione o meglio sgomento nella storia dell’attrice Maria Schneider segnata per sempre dal suo ruolo in Ultimo tango a Parigi. Un destino di cui ci racconta il delicato film di Jessica Palud.

Viceversa 2 ✭✭✭✭

La lezione della felicità

La formula del primo Viceversa ha suscitato scalpore, con circa 4.355.748 spettatori in Francia. Nove anni dopo, Viceversa 2prodotto dal brillante Pete Docter (Lassù, Monsters & Co.), segue la stessa Riley in piena pubertà nel momento in cui sono necessarie delle scelte nella sua vita, quando le emozioni la travolgono. Riuscirà a unirsi alla squadra di hockey sul ghiaccio e a condurla alla vittoria? Dovrebbe abbandonare i suoi due compagni di classe per strada? Come acquisire fiducia in se stessi?

Dal loro quartier generale, davanti a un tavolo di controllo, strane creature chiamate Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia, Disgusto diventano gli sceneggiatori di un improbabile film. Ma tutto diventa complicato quando nascono nuove emozioni: Ansia, Invidia, Noia e Imbarazzo. È il caos totale nel cervello di Riley e l’inizio di nuove avventure.

Al di là delle sequenze virtuosistiche dell’animazione e di questo tuffo nelle emozioni che ricorda un gioco, punta alla filosofia del pensiero positivo, un messaggio molto semplice per un film d’animazione intriso di poesia e fantasia.

Maria ✭✭✭✭

È la storia di una ragazzina bisognosa d’amore: sua madre è gelosa di lei mentre suo padre, Daniel Gélin (Yvan Attal), famoso attore che – poiché sposato – non la fa riconoscere alla nascita , lo sta semplicemente scoprendo. E ora Maria (Anamaria Vartolomei) viene scelta per interpretare il ruolo principale nel film di un giovane regista geniale, Bernardo Bertolucci, accanto al più grande attore, Marlon Brando (Matt Dillon). Il film contiene scene esplicite, lei lo sa, e all’inizio va tutto bene. Fino al momento fatidico in cui Bertolucci decide di cambiare scenario e non la avverte di ciò che la aspetta.

Maria è quindi Maria Schneider, l’indimenticabile attrice di Ultimo tango a Parigi e di Professione: giornalista. La stessa regista Jessica Palud conosceva Bertolucci (come stagista). I sognatori), nonché l’atmosfera sui set e i rapporti di potere tra registi e attori. Ci sentiamo qui, in questo libero adattamento del bellissimo libro di Vanessa Schneider su sua cugina (Il tuo nome era Maria Schneider, Stock), tutto il peso di questa esperienza vissuta. Il cineasta osserva con attenzione l’aggressione subita da Maria Schneider sul set di L’ultimo tango e sulla discesa agli inferi che ne consegue. Magnifica anche la sua attrice, la bravissima Anamaria Vartolomei. Un film forte sul prezzo che tante attrici pagano per esercitare la propria professione.

I motociclisti ✭✭✭

Requiem per i ciclisti

Jeff Nichols, direttore di Speciale mezzanotte E Mettersi al riparo, è tornato con I ciclisti, portato da un cast muscoloso con, in testa, Austin Butler e Tom Hardy. In un bar di una piccola cittadina del Midwest, Kathy (Jodie Comer) racconta a un giovane fotoreporter (Mike Faist) del suo incontro con Benny (Austin Butler) che si è appena unito ai Vandals, un tranquillo club motociclistico gestito dall’enigmatico Johnny (Tom Hardy). La loro vita ? Tagliare la strada, bere birre, organizzare barbecue e litigare per nulla.

Per raccontare questa storia, il cineasta si è ispirato a un album fotografico omonimo di Danny Lyon che seguì per quattro anni un gruppo di motociclisti di Chicago negli anni ’60. Tutto qui è una scusa per osservare il rapporto del motociclista americano con la sua “bicicletta”. preferibilmente manomesso, e la sua giacca di pelle recante l’immagine della banda. I dialoghi sono piuttosto superficiali in questo universo di ribelli, di “fuorilegge” per i quali la parola futuro non esiste.

Siamo in un’America separata, come la descrive Benny, il narratore di questa storia epica che andrà storta. Lontani dalla fraternità degli inizi, cadono nella violenza, confrontandosi con le nuove generazioni di motociclisti senza legge e veterani del Vietnam convertiti al traffico di droga.

Ciò che ci racconta Jeff Nichols è un’estensione di due film cult, La squadra selvaggia di Laszlo Benedek (1953), con Marlon Brando, vero simbolo del ribelle, e Easy Rider di Dennis Hopper (1969), con Peter Fonda, film emblematico della generazione hippie. Ma porta con sé un plus: la sua produzione, la regia degli attori e la ricostruzione degli anni settanta sono notevoli. Inoltre, ha avuto la buona idea di lasciare la narrazione a Kathy/Jodie Comer che, davanti alla telecamera o in voce fuori campo, porta un po’ di umanità in questo mondo di ragazzi duri.

Fuori tempo ✭✭✭

Confessione intima

Nel pieno del Covid, un regista, Paul (Vincent Macaigne), e suo fratello Étienne (Micha Lescot), giornalista musicale, sono confinati in campagna nella casa in cui sono cresciuti. Al loro fianco, Morgane (Nora Hamzawi) e Carole (Nine d’Urso), le loro nuove compagne. Per Paul questo soggiorno forzato è un pretesto per ricordare la sua infanzia e i suoi genitori che gli hanno lasciato in eredità questa casa abitata da libri, foto, oggetti, quadri.

In questa commedia sotto forma di confessione intima, a volte compiacente, il cineasta Olivier Assayas parla in voce fuori campo, riscopre le sensazioni del passato, senza nostalgia, e fa di Vincent Macaigne il suo sosia. Quest’ultimo ammette che “in questo genere di giochi c’è sempre un po’ di sé stessi”. Egocentrico, disconnesso dalla realtà e divertente suo malgrado, Paul non ha paura di prendersi in giro, pieno dei suoi dubbi esistenziali e della sua ipocondria, anche se è piuttosto privilegiato nel ritrovarsi in questa casa nel bel mezzo della campagna. Senza vincoli. “Con Paul”, aggiunge Vincent Macaigne, “ritrovo in un certo senso lo stesso regista che ho interpretato nella serie Irma Vep dallo stesso Assayas. »

Fuori tempo Ricordare Estate (2008) dello stesso Aassayas. La storia di una riunione di famiglia in cui i bambini festeggiano il 75° compleanno della madre, Hélène, che ha dedicato la sua vita alla posterità dell’opera di suo zio, il pittore Paul Berthier. In questi due film è sempre una questione di trasmissione e di patrimonio culturale.

Sei piedi per terra ✭✭

Diplomazia di facciata

Figlio di un diplomatico algerino, Sofiane (l’onorevole Hamza Meziani, visto in Gli Apache) non ama né il lavoro, né la religione, né gli studi – ai quali rinuncia allegramente. Preferisce cento volte le feste, la droga e l’alcol. Quando suo padre va in pensione, un altro fallimento accademico lo costringe a lavorare presso un’impresa di pompe funebri musulmana, per ottenere la proroga del suo permesso di soggiorno in Francia. Un’esperienza che gli permetterà di sentirsi paradossalmente più vivo che mai…

Dopo la scoperta del macabro primo lavoro del nostro protagonista, purtroppo abbiamo troppo poco su cui affondare i denti. Il lungometraggio segue lo svolgersi della sua storia, presumibilmente iniziatica, nella quale non vediamo (purtroppo) nulla dell’evoluzione morale di Sofiane. Molte delle relazioni umane che intrattiene sono sconcertantemente superficiali. Come questa pseudo-coppia che forma con la giovane Rachel (Magdalena Laubisch), tanto effimera quanto superflua.

Resta questo rapporto privilegiato con El Haj (Kader Affak, Nell’entroterra), un becchino tanto esperto quanto silenzioso, che si commuove più di una volta quando capiamo che il silenzio esteriore nasconde in realtà un grande cuore. Ricorderemo anche una manciata di scene festive tra studenti, pezzo forte di un’interessante fotografia. Ma insufficienti per superare la media.

LE STELLE DEL PUNTO

✩✩✩✩✩: Coraggio, scappiamo

✭: Russiamo

✭✭: Sbadiglio

✭✭✭: Apprezziamo

✭✭✭✭: Applaudiamo

✭✭✭✭✭: Siamo lodati fino al cielo

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