“Mi impegno ad aumentare l’importo delle loro pensioni indicizzandole all’inflazione” » Les Souligneurs

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Ospite delle 20 ore di France 2, sabato 15 giugno, il Primo Ministro, Gabriel Attal, si è impegnato a “rivalutare le pensioni in base all’inflazione”. Quindi sostiene il suo punto su X affermando “ Mi impegno ad aumentare l’importo delle loro pensioni indicizzandole all’inflazione “. Ma questo è già quello che prevede il codice della Previdenza Sociale.

Distinguere tra pensioni di base e pensioni integrative

Bisogna innanzitutto distinguere tra pensione di base e pensione complementare. Quando un dipendente del settore privato va in pensione, i diritti acquisiti nel corso della sua carriera professionale vengono restituiti sotto forma di pensione. Egli percepisce:

— Una pensione di base pagata dall’assicurazione pensionistica del sistema generale di previdenza sociale. Questa pensione viene calcolata in base allo stipendio medio dei migliori 25 anni e al numero di trimestri convalidati. Rappresenta un massimo del 50% di questo stipendio medio.

— Una pensione complementare versata dall’Agirc-Arrco, riguardante i settori dell’industria, del commercio, dei servizi e dell’agricoltura. Si tratta di un sistema pensionistico a punti che integra la pensione di base. I contributi vengono convertiti in punti pensione: al momento del pensionamento i punti vengono convertiti in pensione di anzianità (1 punto vale 1,4159 euro dal 1° novembre 2023). Per un lavoratore il cui stipendio era di 2000 euro netti (2600 lordi), l’importo della pensione complementare sarà di poco inferiore a 400 euro al mese.

Per i funzionari pubblici il sistema è più semplice. La pensione è pari al 75% della retribuzione degli ultimi sei mesi (ultimo stipendio indice) con riduzioni in caso di mancato trimestre. Esiste infatti una pensione complementare denominata pensione aggiuntiva del servizio civile (RAFP), ma riguarda solo bonus e indennità, benefici in natura, ecc., percepiti nel corso della carriera. Non ha quindi l’importanza delle pensioni integrative per i dipendenti del settore privato. Per gli agenti contrattuali è prevista anche una specifica pensione integrativa denominata IRCANTEC di importo contenuto.

La rivalutazione automatica delle pensioni di base esiste già nella legge

Secondo l’articolo L.161-25 del Codice della Previdenza Sociale, è prevista ogni anno una rivalutazione delle pensioni di base: essa viene calcolata sulla media dei prezzi al consumo, escluso il tabacco, calcolata sugli ultimi dodici indici mensili dall’INSEE. Se questa media è inferiore a 1, l’aumento sarà dell’1%. Se i prezzi scendono, le pensioni verranno mantenute.
Questa indicizzazione non è una novità: è stata introdotta per il pensionamento dei dipendenti del settore privato, 31 anni fa, dalla riforma Balladur del 1993, ed estesa alle pensioni dei dipendenti pubblici nel 2014. Si applica quindi a tutte le pensioni di base, compresi i regimi dei dipendenti pubblici .

Previdenza complementare privata: decidono le parti sociali

Le pensioni integrative non dipendono da questo meccanismo automatico. Ogni quattro anni le parti sociali ridefiniscono mediante contratto collettivo gli orientamenti strategici del piano pensionistico complementare AGIRC-ARRCO, e in particolare le modalità con cui avviene la rivalutazione.

Nel periodo 2019-2022, una trattativa tra le parti sociali (sindacati e datori di lavoro) prevedeva un meccanismo di incremento applicato a partire dal 1° novembre. A novembre 2021 le pensioni integrative sono state aumentate dell’1%, poi del 5,12% a novembre 2022.

Un Accordo Nazionale Interprofessionale del 5 ottobre 2023 ha determinato nuovi indirizzi strategici per il periodo 2023-2026, e in particolare un aumento del 4,9% delle pensioni integrative nel novembre 2023. Tale accordo prevede inoltre che, ogni anno fino al 2026, il valore del punto cambierà il 1° novembre poiché i prezzi al consumo, escluso il tabacco, stimati per l’anno in corso, meno un fattore di sostenibilità di 0,40 punti. Se l’indice dei prezzi aumenta del 3%, l’aumento delle pensioni complementari sarà del 2,6%.

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