Marco Mouly, il “re della truffa”, messo agli arresti domiciliari

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Marco Mouly alla corte di Parigi, nel marzo 2024. TOMMASO SANSONE / AFP

Si accumulano guai legali per “Marco l’Elegante”. Condannato per la gigantesca frode della “carbon tax” nel 2017, Marco Mouly è stato arrestato lunedì 17 giugno nella tarda mattinata, secondo le informazioni di BFM-TV, confermate su Mondo da una fonte vicina al caso. Questo ennesimo episodio giudiziario riguarda fatti di organizzazione concorsuale, frode giudiziaria e abuso di beni aziendali legati ad un vecchio caso di frode per banda organizzata risalente alla fine degli anni ’90.

Nel 2019, in questo caso il signor Mouly è stato condannato in via definitiva a una pena detentiva di tre anni con sospensione della libertà vigilata. Evita la carcerazione a condizione che adempia ad un certo numero di obblighi: esercitare un’attività professionale, sottoporsi a visite mediche o misure terapeutiche e pagare una multa di 15.000 euro all’Erario pubblico.

Ma, poiché la libertà vigilata stava teoricamente volgendo al termine, un giudice della sentenza ha deciso, a marzo, di revocare parte della pena detentiva sospesa, rimandandolo dietro le sbarre per scontare otto mesi dei tre anni inizialmente pronunciati. Secondo la decisione che Il mondo consultato, “Marco Mouly non ha rispettato obblighi specifici” contenute nella sentenza del 2019. Ha addirittura prodotto documenti falsi e ha organizzato la sua insolvenza per sfuggire ai suoi obblighi. Sono questi sospetti al centro di una nuova indagine giudiziaria, confermata nel Mondo dalla procura di Parigi, che oggi gli è valsa la custodia cautelare.

Buste paga, senza vera occupazione né stipendio

Alcuni elementi di questa indagine affidata agli agenti di polizia della brigata di repressione della criminalità economica erano già stati comunicati al giudice della sentenza dalla Procura di Parigi, che ha chiesto la revoca della sospensione condizionale della pena. Tendono a dimostrare le numerose manovre utilizzate dall’imputato per eludere i propri obblighi. Secondo gli scritti del giudice, “Mordoche Mouly [son vrai nom] non giustifica alcuna risorsa generata dalle sue attività “visibili”, vale a dire le serie Netflix e Canal+, i clip girati con i cantanti”. Autore del libro Loro sono (Harper Collins), lui, secondo le indagini, “ha chiesto di ricevere uno stipendio inferiore a quello della figlia, che tuttavia ha scritto solo poche righe”.

Durante il periodo di prova, Marco Mouly ha cercato di giustificare un’attività professionale evidenziando due lavori successivi. Per il primo, all’interno di un’azienda specializzata in “produzione chimica” per le sigarette elettroniche. Il giudice rileva che la società ha versato i contributi all’Urssaf per un anno e mezzo, mentre non lo ha fatto “ha ricevuto solo tre stipendi, pagati a dicembre 2021, gennaio e inizio marzo 2022”.

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