Mercati azionari cauti prima dei dati sull’inflazione e del record per il Nasdaq

Mercati azionari cauti prima dei dati sull’inflazione e del record per il Nasdaq
Mercati azionari cauti prima dei dati sull’inflazione e del record per il Nasdaq
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Martedì i mercati globali sono scesi, ad eccezione del settore tecnologico del Nasdaq, ancora guidato da colossi come Nvidia, a causa della cautela degli investitori prima della pubblicazione degli indici di inflazione alla fine della settimana e della situazione geopolitica. Parigi è scesa dello 0,92%, Londra dello 0,70%, Francoforte dello 0,52% e Milano dello 0,29%. A Wall Street, dopo un weekend di tre giorni, il Nasdaq guadagna lo 0,59% e tocca un nuovo massimo, superando i 17.000 punti. Il Dow Jones ha invece perso lo 0,55%, mentre l’S&P 500 è rimasto stabile (+0,02%).

Indicatore principale della sessione, la fiducia dei consumatori è ripresa a maggio negli Stati Uniti, sorprendendo gli analisti che prevedevano un ulteriore peggioramento, ma permangono preoccupazioni per i mesi a venire. Il resto della settimana sarà più impegnativo con le notizie sull’inflazione provenienti dal Giappone, dall’Eurozona e dagli Stati Uniti. “Gli operatori di mercato stanno diventando un po’ più cauti in vista della prossima pubblicazione dei dati sull’inflazione e sull’economia americana”, stima Andreas Lipkow, analista indipendente. L’ottimismo degli ultimi mesi sui mercati, con gli indici che hanno battuto nuovamente i record a maggio, “ora deve essere supportato dai dati economici” secondo lui.

La Fed ha alzato i tassi

Ad attirare maggiormente l’attenzione sarà soprattutto l’indice americano PCE (in aprile), l’indicatore d’inflazione preferito dalla banca centrale americana (Fed), in arrivo venerdì. Per riportare l’inflazione al 2%, la Fed ha alzato i tassi tra marzo 2022 e luglio 2023, spingendoli fino all’intervallo 5,25-5,50%, il livello più alto degli ultimi vent’anni, livello che mantiene ancora oggi. Gli operatori del mercato stanno quindi esaminando le pubblicazioni macroeconomiche per anticipare il primo taglio dei tassi americani, che sperano di vedere arrivare a settembre.

Sul mercato obbligazionario, i rendimenti dei titoli di stato si sono leggermente ridotti dopo le emissioni di obbligazioni americane, che ogni settimana forniscono una panoramica dell’appetito degli investitori per questi investimenti. Il tasso di interesse delle obbligazioni americane a 10 anni è salito al 4,55%, rispetto al 4,47% del giorno prima intorno alle 20:55 GMT, e quello tedesco è salito al 2,59% rispetto al 2,55% di lunedì.

Nvidia è in crescita

Nvidia, società produttrice di chip di intelligenza artificiale, guadagna il 6,98% beneficiando dell’entusiasmo per la notizia che xAI, la startup AI di Elon Musk, ha raccolto circa 6 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti per il suo sviluppo in questo settore in forte espansione. “Gran parte di quel capitale andrà ai chip AI di Nvidia.”, ha commentato Patrick O’Hare di Briefing.com. Seguono i settori dei semiconduttori come AMD (+3,16%), Intel (+1,11%) o Qualcomm (+1,29%).

La piattaforma britannica di consegna di generi alimentari Ocado ha chiuso in rialzo di quasi il 10% a Londra dopo aver visto il suo outlook alzare gli analisti della banca JP Morgan e dopo che la stampa della scorsa settimana aveva riferito di una possibile acquisizione di un database di clienti della turca Getir, che aveva annunciato il mese scorso il suo ritiro dai mercati americano ed europeo.

Petrolio trainato dalle tensioni geopolitiche

I prezzi del petrolio sono saliti, spinti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla prospettiva della riunione dell’OPEC+ sui tagli alla produzione il 2 giugno, per non parlare di una nuova nave mercantile attaccata al largo delle coste dello Yemen. Il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a luglio, è salito dell’1,34% a 84,22 dollari.

Il suo equivalente americano, un barile di West Texas Intermediate (WTI), con consegna lo stesso mese, è salito del 2,71% a 79,83 dollari. Sul mercato dei cambi la moneta europea ha perso lo 0,02% a 1,0857 dollari per euro. Il Bitcoin è sceso dell’1,96%, a 68.234 dollari.

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