Legge sull’“influenza straniera” in Georgia: martedì il Parlamento dovrà votare per superare il veto presidenziale

Legge sull’“influenza straniera” in Georgia: martedì il Parlamento dovrà votare per superare il veto presidenziale
Legge sull’“influenza straniera” in Georgia: martedì il Parlamento dovrà votare per superare il veto presidenziale
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All’ordine del giorno della sessione plenaria del Parlamento georgiano di questo martedì è stato inserito il voto sul testo sull’“influenza straniera”. La presidente del Parlamento, Chalva Papouashvili, ha affermato che i membri del partito di governo “Sogno georgiano” – la maggioranza nell’emiciclo – “riusciranno sicuramente a superare il veto” posto il 18 maggio dalla presidente Salomé Zourabichvili.

I critici di questa legge, che hanno manifestato a decine di migliaia dall’inizio di aprile, descrivono il testo come una “legge russa”, per la sua somiglianza con la legislazione sugli “agenti stranieri” utilizzata in Russia dal 2012 per reprimere qualsiasi voce dissenziente.

Manifestazioni continue

Dopo l’annuncio del voto di martedì, i manifestanti hanno iniziato a radunarsi davanti al parlamento di Tbilisi la mattina, molti dei quali sventolavano bandiere georgiane ed europee. Prima della votazione vera e propria, che avrebbe potuto svolgersi solo a fine giornata, si sarebbe svolto un dibattito.

L’opposizione georgiana e l’Unione europea hanno denunciato una legislazione che considerano incompatibile con le ambizioni manifestate da questa ex repubblica sovietica del Caucaso di aderire eventualmente all’Unione europea, e che al contrario la avvicina a Mosca.

Lo vedono anche come uno strumento di repressione contro le voci dissidenti in vista delle elezioni legislative previste nel Paese a fine ottobre.

La legge, adottata dal Parlamento il 14 maggio, prevede di imporre a qualsiasi ONG o media che riceva più del 20% dei suoi finanziamenti dall’estero di registrarsi come “organizzazione che persegue gli interessi di una potenza straniera” e di sottoporsi al controllo amministrativo.

Il presidente georgiano filoeuropeo Salomé Zourabichvili ha posto il veto il 18 maggio. Per superarlo è sufficiente un voto a maggioranza semplice del Parlamento.

“Ricatto del visto”

Il segretario di Stato americano Antony Blinken, da parte sua, ha avvertito la settimana scorsa che gli Stati Uniti avrebbero riconsiderato tutta la loro cooperazione con Tbilisi dopo l’adozione di questo testo. Washington ha anche annunciato restrizioni sui visti di soggiorno negli Stati Uniti destinati a persone ritenute responsabili di “minare la democrazia” in Georgia, nonché ai loro parenti.

Il partito “Sogno georgiano” ha reagito denunciando il “ricatto dei visti” e un “palese tentativo di invadere l’indipendenza e la sovranità della Georgia”. Accuse di “ricatto” sono state lanciate anche contro un commissario europeo che ha cercato di perorare l’adozione della legge presso il primo ministro georgiano Irakli Kobakhidze.

Sebbene la Georgia sia ufficialmente candidata all’UE dal dicembre 2023, e il “sogno georgiano” sostenga formalmente l’obiettivo sancito dalla Costituzione di entrare un giorno nell’UE e nella NATO, questo partito, al potere dal 2012, negli ultimi anni ha aumentato misure che avvicinano il Paese a Mosca.

La battaglia sul testo ha messo in luce anche l’influenza di Bidzina Ivanishvili, un uomo d’affari che ha fatto fortuna in Russia. Fondatore del partito Sogno Georgiano, è stato per breve tempo Primo Ministro dal 2012 al 2013, e secondo i suoi detrattori continua a governare il Paese da dietro le quinte. Anche se afferma di voler portare la Georgia nell’UE, negli ultimi tempi ha intensificato le sue dichiarazioni ostili contro l’Occidente e vede nelle ONG un nemico interno.

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