Fine vita: cosa significa condizione “fase avanzata o terminale” che sostituisce in bolletta la “prognosi vitale impegnata”?

Fine vita: cosa significa condizione “fase avanzata o terminale” che sostituisce in bolletta la “prognosi vitale impegnata”?
Fine vita: cosa significa condizione “fase avanzata o terminale” che sostituisce in bolletta la “prognosi vitale impegnata”?
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Fino all’estate del 2025 la legge sul fine vita sarà oggetto di dibattiti parlamentari. Un testo che suscita preoccupazioni e che mira a offrire per la prima volta la morte assistita. L’impegno della prognosi vitale era una delle condizioni principali di questo aiuto, che è stato modificato. Diamo uno sguardo più da vicino a cosa verrà sostituito.

Da questo lunedì, 27 maggio, l’Assemblea nazionale francese esamina un disegno di legge sulla fine della vita, che prevede per la prima volta in Francia un “morte assistita” per alcuni pazienti, non senza sollevare preoccupazioni e divisioni.

“Prognosi vitale”

Si discutono diverse condizioni. Tra queste condizioni c’è il fatto di essere affetto da una “condizione grave ed incurabile in fase avanzata o terminale“, essere maggiorenne, capace di esprimere la propria volontà in modo libero e informato, e presentare sofferenze refrattarie alle cure o insopportabili, indica l’AFP.

Questa nozione di “condizione grave ed incurabile in fase avanzata o terminale” ha sostituito il criterio secondo cui i pazienti dovevano avere il loro “prognosi vitale commessa a breve o medio termine”per accedere alla morte assistita, giovedì 16 maggio, in occasione dell’esame del disegno di legge.

Se questa modifica può dare l’impressione di un gioco di parole, gli oppositori di questo emendamento deplorano la scomparsa della nozione di prognosi vitale, che fa temere ad alcuni deputati la possibilità di ampliare il campo di applicazione della legge, spiega Informazioni sulla Francia.

Il concetto di fine vita

Didier Martin, il relatore della legge rinascimentale, ha deplorato la soppressione della nozione di prognosi vitale, ricordando che per lui, “La morte assistita può essere considerata solo alla fine della vita”riferiscono i nostri colleghi.

Tuttavia, dietro i termini “condizione grave ed inguaribile in fase avanzata o terminale”si tratta infatti di una prognosi vitale poiché è esattamente in questi termini che il sito dell’assistenza pubblica degli ospedali di Parigi (APHP) definisce la “fine vita” in un articolo dedicato a questa nozione.

Dopo 100 ore di udienze e dibattiti, la commissione speciale ha votato per il PJL Fine Vita. Prevede in particolare il diritto all’assistenza alla morte in caso di malattia grave ed incurabile, in fase avanzata o terminale e di sofferenza fisica e psichica refrattaria o insopportabile. pic.twitter.com/496i7mRf8k

— Olivier Falorni (@OlivierFalorni) https://twitter.com/OlivierFalorni/status/1791731329689591992?ref_src=twsrc%5Etfw

Al termine dell’esame in commissione, Olivier Falorni, deputato Modem e relatore generale di questo testo, ha difeso questo emendamento, ricordando che “grave e incurabile definisce che la tua prognosi vitale non solo è compromessa ma è anche seriamente, molto seriamente compromessa. E la fase avanzata o terminale rafforza questo sistema”.

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