una madre e suo figlio processati a Pau per omicidio con un atto di tortura e barbarie

una madre e suo figlio processati a Pau per omicidio con un atto di tortura e barbarie
una madre e suo figlio processati a Pau per omicidio con un atto di tortura e barbarie
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Un processo di raro orrore si aprirà lunedì 27 maggio presso la Corte d’Assise dei Pirenei Atlantici, a Pau. Una madre e suo figlio verranno processati per omicidio accompagnato da atti di tortura e barbarie. Sono accusati di aver provocato, in circostanze orribili, la morte di un uomo di 66 anni di Pau il 16 ottobre 2020.

Quella sera, nell’appartamento di un residence in rue Léon-Say a Pau, la polizia, dopo un certo ritardo da parte dell’imputato, ha scoperto il corpo della vittima in una camera da letto. Risale a pochi giorni fa la morte dell’uomo che dava rifugio all’imputato.

Dietro porte chiuse

Madre e figlio sono preoccupati e incriminati per omicidio. Dall’indagine è emerso che si trovavano nell’appartamento al momento del presunto delitto, che si erano scambiati e che almeno sapevano della morte. Ma il ruolo di ciascuno è confuso, le dichiarazioni spesso sono state diverse.

La madre, 51 anni all’epoca dei fatti, ha cominciato negando qualsiasi coinvolgimento nella morte della sessantenne prima di essere meno affermativa. Il figlio afferma di aver fatto sparire le armi bianche solo gettandole in acqua. Ha indicato agli investigatori la loro posizione, in uno specchio d’acqua a Beaumont Park.

Nel corso del procedimento si accusarono a vicenda di essere all’origine della morte di Palois. Il gip rimanda uno dopo l’altro i due protagonisti che dal 27 al 31 maggio daranno le loro spiegazioni in Corte d’Assise. Per il magistrato le diverse tipologie di lesioni consentono di coinvolgere più persone e non un solo individuo.

“Tormento”

Perché dopo l’autopsia la vicenda prese una piega ancora più sordida. Sembra che la vittima abbia diverse decine di fratture e ferite da arma da taglio, in particolare nella parte superiore del corpo. Sono stati trovati “corpi estranei taglienti” nel suo tratto respiratorio e digerente, stabilendo che non era morto al momento dell’ingestione.

Durante un’udienza davanti alla Camera di Istruttoria nell’aprile 2023, l’avvocato della parte civile, Me Florence Hegoburu, si indignò per la sorte inflitta ai Palois: “un uomo coraggioso picchiato, trascinato, pugnalato, tagliato, a cui furono dati dei neon mentre lui era ancora vivo. Nel fascicolo viene denunciata una “tortura”, qualificabile come atto di tortura e barbarie.

Madre e figlio furono quindi incriminati per omicidio preceduto, accompagnato o seguito da altro delitto. Rischiano l’ergastolo. Anche la fidanzata del figlio sarà processata per aver manomesso la scena del crimine. L’accusa è di aver, con l’aiuto del fidanzato, spostato il corpo della sessantenne dal piano terra ad una camera da letto al piano superiore. Il verdetto della Corte è atteso venerdì 31 maggio.

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