Scontri in Nuova Caledonia: la procura conferma che il poliziotto sospettato della sparatoria mortale a Dumbéa non era in servizio

Scontri in Nuova Caledonia: la procura conferma che il poliziotto sospettato della sparatoria mortale a Dumbéa non era in servizio
Scontri in Nuova Caledonia: la procura conferma che il poliziotto sospettato della sparatoria mortale a Dumbéa non era in servizio
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La procura fornisce i dettagli questa domenica sera, dopo la morte di un uomo venerdì a Dumbéa. Il presunto autore della sparatoria mortale è un agente di polizia fuori servizio. La procura menziona l’apertura di un’indagine giudiziaria per violenza intenzionale senza intenzione di provocare la morte.

Dopo una prima dichiarazione del ministro dei Territori d’Oltremare, il pubblico ministero conferma le sue dichiarazioni, dopo la morte di un uomo venerdì a Dumbéa. Il settimo ucciso a colpi di arma da fuoco dall’inizio degli scontri, secondo il rapporto ufficiale. “All’inizio del pomeriggio, l’ufficiale di polizia ha deciso di accompagnare il suo collega al centro ospedaliero territoriale Médipôle, a Dumbéa, per motivi personali. Gli agenti che non indossano l’uniforme non sono quindi in missione di servizio.”

Il pubblico ministero precisa che i due uomini “esitano a imboccare la strada che porta al centro ospedaliero, vista la presenza di posti di blocco. Tuttavia, arrivato loro, l’autista dell’ambulanza li rassicura invitandoli a seguirlo”.

Fu allora che loro “sono stati aggrediti mentre attraversavano un secondo posto di blocco, riportando numerosi proiettili di pietre che hanno causato la rottura del finestrino lato guida.” Avvicinandosi ad una terza diga, “Il loro veicolo viene bloccato da tre auto parcheggiate. Vengono nuovamente presi a sassate da un gruppo di 40-50 persone che si avvicinano al veicolo in modo molto veemente.”

Sempre secondo le informazioni fornite dalla Procura, “l’autista scende dal veicolo, declina la sua posizione e procede alla citazione. L’agente di polizia, che occupa il posto del passeggero, vede un uomo, vicino alla sua porta, sferrare un violento colpo, con un oggetto di una certa lunghezza, contro la finestrino del lato passeggero, che si è frantumato in pezzi.”

Fu allora che vide che l’uomo riarmò il braccio per colpirlo con quell’oggetto “l’ufficiale di polizia, in posizione seduta, estrae l’arma d’ordinanza, gridando ‘Polizia, polizia!’. Precisa nelle sue dichiarazioni che spara una sola volta, a casaccio e senza mirare. Il proiettile colpisce mortalmente l’uomo al torace .’

I due agenti sono poi riusciti a raggiungere il Médipôle.

Secondo i primi elementi dell’indagine, “i rilievi effettuati sul veicolo evidenziano molteplici impatti sulla carrozzeria, coerenti con proiezioni di sassi. I due finestrini del conducente e del passeggero anteriore sono rotti. L’utilizzo di un video trasmesso sui social network evidenzia la presenza di una sciabola sotto la braccio di un uomo, disteso a terra, inanimato, probabile che corrisponda alla vittima deceduta.”

I due agenti di polizia sono stati sottoposti a visite mediche che attestano “presenza di lesioni al volto consistenti con proiezione di schegge di vetro e sassi. Dal medico è stata prescritta l’inabilità totale al lavoro per un giorno, avendo le vittime di tali atti di violenza deciso di sporgere denuncia per tali fatti.”

Il pubblico ministero aggiunge che durante la sua detenzione, “L’ufficiale di polizia ha ammesso di aver sparato un solo colpo, in un gesto istintivo di difesa, senza aggiustare il fuoco verso la vittima, rilevando un contesto di forte ostilità nei suoi confronti”.

La procura ha aperto un’indagine giudiziaria questa domenica, 26 maggio, mantenendo la qualificazione penale di violenza intenzionale senza intenzione di provocare la morte, aggravata dall’uso di un’arma. “LIl presunto tiratore è incriminato per l’accusa di aggressione mortale aggravata dall’uso di armi e posto sotto controllo giudiziario, decisione conforme alle richieste dell’accusa.”

Proseguono le indagini, “È disposta l’autopsia sul corpo della vittima e verrà decisa anche una perizia balistica”conclude il pubblico ministero.

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