“Era importante lasciare un segno”: “Giroud”, il documentario che ripercorre la vita dell’attaccante dei Blues

“Era importante lasciare un segno”: “Giroud”, il documentario che ripercorre la vita dell’attaccante dei Blues
“Era importante lasciare un segno”: “Giroud”, il documentario che ripercorre la vita dell’attaccante dei Blues
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Giroud. Sei lettere per un documentario evento che ripercorre il percorso unico del capocannoniere della storia dei Blues (57 gol). Firmato David Perrier, basato su un’idea di Dominique Rouch (coautore della biografia del giocatore “Credetelo sempre”), sarà trasmesso questa domenica 26 maggio su Canal + in prima serata.

Proiettato in anteprima, dieci giorni fa all’Elysées-Biarritz, a Parigi, alla presenza dell’attaccante della nazionale e della moglie Jennifer, getta una luce diversa sulla carriera di questo autentico calciatore, modello di resilienza, ma ne rivela anche l’intimità di un marito e padre di 37 anni (quattro figli Jade, Evan, Aaron e Aria), modesto e visceralmente attaccato alle sue radici.

Basandosi, in particolare, su immagini d’archivio, spesso inedite, mostra le molteplici sfaccettature di un uomo profondamente religioso. ” Sono molto orgoglioso di donare questo documento in eredità ai miei figli e ai miei cari. Era importante, ai miei occhi, lasciare il segno, ci racconta il milanese. Volevo anche mostrare il dietro le quinte. Mia moglie era molto coinvolta. Abbiamo potuto raccogliere testimonianze emotive forti. »

A cominciare da quello di Viviane, sua madre. Spiega, davanti alla telecamera, che non voleva che Olivier nascesse. Dopo aver già dato alla luce Bertrand, Romain e Bérangère, confida di non volere un quarto figlio. Ma Olivier è nato, nonostante queste riluttanze. Tutto il mio essere ha rifiutato questo bambino »sottolinea la madre del futuro giocatore del Los Angeles FC.

Un periodo complicato, che racconterà alla campionessa del mondo 2018 durante la sua adolescenza. Questa è la scena che mi ha commosso di più. Mia madre ha dovuto accettarmi, lottare contro se stessa anche se non ero attesa, spiega Giroud. Non sono uno psicoterapeuta, ma forse c’è un legame da stabilire con il mio background. »

“Saliva, scendeva e poi risaliva”

Lungi dall’essere lineare, il suo percorso scandito da alti e bassi lo vedrà, infatti fin dai suoi esordi presso il club dilettantistico Froges OCF (Isère), prendere talvolta strade secondarie per delineare, nel corso degli anni e degli avvenimenti, i contorni di un’epopea . “Saliva, scendeva e poi risaliva”, riassume Arsène Wenger, il suo ex allenatore all’Arsenal con un certo senso della formula.

Il tecnico è uno dei relatori di questo documentario in cui anche Didier Deschamps, Frank Lampard, Michael Manuello (suo agente), Romain (suo fratello maggiore) e persino Zlatan Ibrahimovic parlano in modo preciso e concreto. “Ovunque Olivier sia andato, ha vinto”, insiste l’ombroso scandinavo. “Chi batte i record significa che ha fatto più degli altri”, dice l’allenatore francese.

Una pioggia di omaggi per questo concorrente, vittima collaterale della vicenda del sex tape tra Mathieu Valbuena e Karim Benzema, con l’emarginazione da parte della FFF dell’attaccante del Real Madrid. “Gli sono state fatte molte cose ingiuste”, insiste Deschamps. “Cosa devo fare per essere accettato”, sbotta a cavallo di una sequenza, un po’ disilluso, Giroud, ripensando alla sua uscita sotto i fischi del Beaujoire, a Nantes, il 30 maggio 2016 contro il Camerun.

Con questa voglia scritta nei geni di non arrendersi mai e di credere sempre nei suoi sogni, il ragazzino di Froges, una grande cittadina di 3.500 anime, a nord-est di Grenoble, ha dribblato queste insidie. Dopo aver visto questo film di poco più di un’ora, i suoi fan e i suoi inevitabili detrattori daranno, inevitabilmente, uno sguardo diverso a questo atipico centravanti.

Questo campione che rivolge occhi avidi e invidiosi agli Europei tedeschi (14 giugno – 14 luglio), sfida finale di un’avventura con gli azzurri iniziata l’11 novembre 2011, giorno festivo dedicato alla commemorazione della Vittoria e della Pace. Un bel simbolo.

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