Lavorare sulla propria capacità di creare valore economico aiuta a superare le difficoltà di raccolta fondi

Lavorare sulla propria capacità di creare valore economico aiuta a superare le difficoltà di raccolta fondi
Lavorare sulla propria capacità di creare valore economico aiuta a superare le difficoltà di raccolta fondi
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“Non dimentichiamo mai che lo scopo di una startup o di una scaleup, come di qualsiasi impresa, non è raccogliere fondi o ottenere aiuti e sussidi, ma generare profitti. Sono ciò che utilizza per investire e reclutare, in altre parole per sostenere e garantire la propria crescita. Sono anche loro che permetteranno agli investitori di generare redditività in linea con gli obiettivi fissati durante la tavola rotonda. »

A parte qualche notizia che annuncia importanti round di finanziamento, la raccolta fondi da parte di startup e scaleup francesi è in difficoltà: uno studio EY pubblicato all’inizio di aprile 2024 indicava che gli importi raccolti dalle startup francesi nel primo trimestre del 2024 erano in calo del 5% rispetto allo stesso periodo periodo del 2023, per raggiungere un totale di 1,9 miliardi di euro tra gennaio e marzo 2024. In diminuzione anche il numero delle operazioni: 183 raccolte nel primo trimestre 2024 contro 187 nel primo trimestre 2023 e 204 nel primo trimestre 2022.

Quando guardiamo ai fallimenti, la tendenza non è certo più ottimistica e si moltiplicano gli avvertimenti sulla capacità delle aziende di mantenere. I dati della società Altarès pubblicati all’inizio di aprile per il primo trimestre del 2024 indicano un numero di fallimenti al livello più alto degli ultimi 9 anni.

Gli esperti intervistati qua e là citano molteplici cause: la crisi della domanda in alcuni mercati come quello dell’edilizia; l’arrivo dell’intelligenza artificiale che sta sconvolgendo le pratiche commerciali; l’aumento dei tassi di interesse e l’aumento del costo del denaro; l’inflazione e il suo impatto sui costi delle materie prime e dell’energia; chiusura delle rotte logistiche a causa di conflitti geopolitici; carenza di competenze; eccetera.

A cui va aggiunta l’evoluzione dei criteri presi in considerazione dagli investitori. La loro attenzione è focalizzata da un lato su startup e scaleup che, nel loro piano di sviluppo, hanno integrato la creazione di valore extra-finanziario e che assumono impegni misurabili misurati attraverso criteri ESG. Poi, focalizzano il loro interesse soprattutto sulle startup il cui settore o modello di business offre un ROI garantito. Sono infine attenti a tutto ciò che, nell’organizzazione aziendale, concorre al raggiungimento degli obiettivi annunciati.

Di fronte a questa situazione, è fondamentale che i manager di startup e scaleup vigilino su quattro punti che focalizzano l’attenzione degli investitori.

Quattro best practice per le nuove regole del gioco degli investimenti

Innanzitutto, il modello di business deve tenere conto delle vecchie e nuove leve a disposizione e degli sviluppi del mercato (comparsa/scomparsa di concorrenti, nuove richieste dei clienti, evoluzione dei costi di produzione, ecc.). Non dimentichiamo mai che lo scopo di una startup o di una scaleup, come di qualsiasi impresa, non è raccogliere fondi o ottenere aiuti e sussidi, ma generare profitti. Sono ciò che utilizza per investire e reclutare, in altre parole per sostenere e garantire la propria crescita. Sono anche loro che permetteranno agli investitori di generare redditività in linea con gli obiettivi fissati durante la tavola rotonda.

Secondo punto a cui prestare attenzione: la strutturazione della società in modo da mantenere la promessa annunciata. Strutturare le tue operazioni ti consente di dimostrare ed evidenziare il valore aggiunto delle tue risorse e dei tuoi punti di forza. Non c’è niente di peggio per una startup che non mantenere i propri impegni aziendali. È per evitare questo tipo di situazioni che gli investitori sono sempre più attenti alla capacità di esecuzione delle scaleup, ovvero all’organizzazione messa in campo e alle competenze mobilitate per attuare il piano di sviluppo. Sapersi vendere è importante ma non basta più: bisogna anche saper fare quello che si dice.

Terzo punto: imparare a pensare “fuori dagli schemi”. Pensare fuori dagli schemi può essere molto efficace per andare avanti, guadagnare quote di mercato, distinguersi dalla concorrenza ed esplorare altre attività. È anche una forza trainante per continuare ad andare avanti e riprendersi dalle incertezze quando altri preferiscono aspettare. Alcuni buoni spunti possono venire da quanto osservato in altri settori. Ibridare il tuo modello di business è anche un modo per continuare a generare entrate quando una delle tue attività perde successo.

Quarto punto: affidarsi alle persone giuste, internamente ma anche esternamente. Gli investitori sono molto attenti ai partner. Garantiscono che i manager abbiano profili complementari e coprano tutte le competenze chiave richieste. Sanno anche che gli imprenditori supportati da terzi – partner operativi, consulenti, mentori, ecc. – sono spesso più efficienti. In alcuni casi, possono anche raccomandare ai manager di utilizzarlo sia per confermare il potenziale commerciale della startup prima di impegnarsi in un investimento, sia per avere maggiori garanzie post-investimento di raggiungere i risultati attesi.

In definitiva, la vera domanda che i manager devono porsi è: “Ci sono nuovi criteri introdotti nelle decisioni di investimento?” Quale visione e quali obiettivi hanno i fondi per il 2024? Di fronte ad investitori che hanno rivisto copy, posizionamento e strategia, i CEO devono imparare a conoscerli meglio per essere il più vicini possibile alle decisioni e ai contatti.

Una tavola rotonda organizzata durante il secondo Operating Partners Day del 30 maggio darà la parola ai leader di startup e scaleup sul tema.


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