Diritti umani – La signora Bouayach riceve a Lisbona il Premio Nord-Sud del Consiglio d’Europa

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La presidente del Consiglio nazionale dei diritti umani (CNDH), Amina Bouayach, ha ricevuto il Premio Nord-Sud, assegnato dal Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, “in riconoscimento del suo eccezionale contributo alla difesa e alla promozione dei diritti umani.

Il premio è stato consegnato alla Sig.ra Bouayach, martedì, presso il Parlamento portoghese, dal Presidente della Repubblica del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, e dal Presidente dell’Assemblea della Repubblica portoghese, José Pedro Aguiar-Branco, alla presenza di personalità eminenti del mondo della politica, dell’impresa, delle arti e dei media.

Questo prestigioso premio viene assegnato ogni anno dal 1995 a due candidati (personalità, attivisti o organizzazioni) che si sono distinti per il loro eccezionale impegno nel promuovere la solidarietà tra il Nord e il Sud.

+ 20° anniversario della creazione dell’Autorità per l’equità e la conciliazione +

In un discorso tenuto in questa occasione, la signora Amina Bouayach ha dichiarato: “Questo onore ha un significato molto speciale per me, poiché coincide con il 20° anniversario della creazione dell’Autorità per l’equità e la riconciliazione. Come sapete, questo organismo rappresenta un esempio pionieristico di giustizia di transizione nel mondo arabo e musulmano e, attraverso la sua attenzione alla riparazione della comunità, l’adozione dell’approccio di genere e l’effettivo risarcimento delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani del passato, costituisce un’esperienza unica al mondo.

Aggiungendo che: “Questo passo fondamentale nella costruzione dello Stato di diritto in Marocco, è stato anche il fondatore di un approccio marocchino ai diritti umani, basato sulla costante interazione tra la società civile e lo Stato, e caratterizzato da tre elementi chiave: (i ) consenso tra tutte le parti interessate, anziché compromessi, (ii) innovazione in grado di sviluppare le risposte adeguate più adatte al contesto nazionale e (iii) inclusività di tutte le parti interessate, in un approccio partecipativo che includa le 12 regioni del Regno.

Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Diritti Umani (CNDH) ha infine sottolineato che: “La riforma del codice della famiglia non avrebbe potuto essere realizzata senza la visione unificatrice di Sua Maestà, che ha saputo trasformare le esitazioni della società, negli anni 2000, sulla questione dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere, ottenendo un successo decisivo e raro nella regione.

Articolo 19.ma

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