“Savage Cathedral”, il documentario da vedere questo fine settimana su Reporterre

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Se guardi la cattedrale di Strasburgo dalla piazza, potresti vedere un gheppio comune volteggiare sopra, o anche qualche corvo che gioca sullo scivolo sui tetti di rame della navata. Ma come possiamo immaginare che questo edificio gotico, tra i più visitati di Francia, custodisca un intero ecosistema? ? Che, dalla guglia al seminterrato della cappella di Saint-Laurent, passando per i passaggi e il giardino del chiostro, poiane, falchi, falchi, barbagianni, gufi comuni e passeri dormono, giocano, cacciano o nidificano ? Come se questo spazio di 6.000 m2 L’arenaria dei Vosgi era, per gli uccelli, solo una roccia naturale e un sito di grotte.

Questa “ cattedrale selvaggia »Cédric Chambin e Pauline Bugeon lo rivelano in un documentario prodotto tra il 2021 e il 2022, uscito nelle sale e recentemente accessibile sulla piattaforma Salamandre tv. Armati di macchina fotografica, questi due strasburghesi hanno effettuato un sopralluogo dell’edificio insieme al curatore-restauratore Mathieu Baud per documentare le specie che ospita (uccelli, ma anche insetti, piccoli mammiferi, flora) e confrontare questo rilievo con quello realizzato dal naturalista Ferdinand Reiber nel 1882. L’opportunità, per questi tre “ ornitofo »per fare di questa toccante indagine sulla biodiversità urbana un manifesto per un’efficace protezione delle specie.

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Mathieu Baud, il curatore che da più di vent’anni veglia sulla cattedrale di Strasburgo e sui suoi selvaggi abitanti.
© TEMPO Produzione

Un viaggio a volo d’uccello

C’è così tanta poesia in questo film che dimentichiamo che si tratta di un documentario. Per prima cosa scopriamo come di sorpresa l’habitat degli uccelli e dei mammiferi, con il trio di investigatori, che seguiamo nei luoghi più incongrui della cattedrale. Amante dell’azzurro (caccia solo nell’aria), il falco pellegrino, ad esempio, ha installato la sua dispensa nella guglia, tra doccioni e arcangeli di pietra, a 100 metri di altezza. Un po’ più in basso, un rapido si intrufola, non si sa bene come, dentro un minuscolo foro di bullone, uno di quelli usati per fissare le impalcature durante la costruzione dell’edificio.

Prolungando l’incanto della scoperta, le varie inquadrature del cameraman ci conducono in un viaggio a volo d’uccello. Viste panoramiche o dal basso simulano quelle di un uccello in volo o in picchiata sulla preda, così come le rapide salite verticali lungo i lati della cattedrale e le inquadrature fisse sui trespoli ornati ci immergono nella loro percezione dello spazio. C’è l’infanzia ritrovata Cattedrale selvaggia : come il cameraman, l’eccitazione del codirosso spazzacamino vi farà forse ridere.

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Un rondone nero che emerge da una buca di legno: guarda quanto poco spazio ci vuole per passare.
© La nuvola blu/Alain Mauviel

A questa telecamera utilizzata per quattro mesi in modo frammentario – con l’obiettivo di riprendere sia gli uccelli migratori (kinglet a tripla fascia, rondoni, ecc.) che quelli stanziali – i direttori hanno aggiunto fototrappole in vari punti del sito, tra il 2020 e il 2020. 2021. L’inventario rivela così gradualmente un ecosistema ricco, con le sue logiche di funzionamento. Plume-Blanche, il falco pellegrino locale, caccia i piccioni, i cui resti forse mangeranno i topi di campo, mentre i corvi curiosi rimuovono tutta la spazzatura accumulata nei canali d’acqua.

Invisibili ormai, le taccole, le rondini, i passeri…

Nonostante questo “ regolazione naturale », nonostante le leggi varate a partire dagli anni 2000 per fermare l’erosione della biodiversità, il massacro continua. E in questo “ oasi azzurra » quella che era la cattedrale di Strasburgo per Ferdinand Reiber, le rondini e le taccole sono ormai invisibili, così come i passeri, la cui popolazione in città è diminuita di quasi 90 unità %.

Fedeli alla loro ambizione di far sentire la voce di chi si occupa di protezione della natura, i due registi, con Mathieu Baud ed esperti come Olivier Steck, specialista in rapaci del Grand Est, aprono una salutare riflessione sulle ragioni di questa carneficina e sulla significa rallentarlo.

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Un colombaccio posa su uno dei doccioni animali della cattedrale.
© La nuvola blu/Alain Mauviel

Se le ragioni di ciò sono sempre più note (la scomparsa o l’avvelenamento delle risorse alimentari, una crisi abitativa senza precedenti), ciò che misuriamo meno, forse, è che tra norme e usi c’è un abisso. Anche le specie protette, come i rondoni, devono soffrire la mania umana di riempire i buchi nelle facciate, spesso per impedire l’accesso ai piccioni – quelli intelligenti riescono ancora a infilarsi in certi buchi della cattedrale, perché tra il rivestimento di riempimento e la pietra, bastano dai 6 ai 7 centimetri. Ma ogni estate, organizzazioni come la Lega per la Protezione degli Uccelli (LPO) salvano migliaia di persone che si gettano dai tetti delle città dove si sono ritirate per impostazione predefinita, soffocando sotto le ondate di caldo.

Perché non installare più nidi artificiali e utilizzare colombaie contraccettive, come già avviene a Colonia e in altre città, si chiedono i protagonisti del film ? Perché imporre ancora norme dannose per gli esseri viventi, come le reti di protezione durante i restauri, che intrappolano le api, senza chiedersi come proteggerle? ?

Cattedrale, “ una rappresentazione della natura »

Come nel loro secondo documentario, che racconta, tra le altre bellissime battaglie, il salvataggio di un’importante rotta migratoria degli uccelli nella Rift Valley giordana, i registi dimostrano che ora sarebbe possibile, con un po’ di volontà istituzionale, tradurre tutto ciò in regolamentazione e desensibilizzazione a “ le false credenze persistono nell’inconscio collettivo », per proteggere sia il patrimonio che la fauna selvatica. E non sorprende, una volta visto il film, che ciò accada Cattedrale selvaggia ha ricevuto il Premio per la Protezione della Natura nel 2023 al Festival Internazionale del Cinema Ornitologico di Ménigoute (a Deux-Sèvres).

Ma, sostengono, la cattedrale non è stata la migliore sostenitrice degli animali sin dalla sua costruzione, tra il 1176 e il 1505? ? Maiali, pecore, cani, pipistrelli, cicogne di pietra non sono le stelle accanto ai santi e a Noè ? “ La cattedrale rappresenta la natura, in tutta la sua generosità, in tutte le sue dimensioni: animale, vegetale. La cattedrale è una rappresentazione della natura. Viviamo in un mondo, dobbiamo convivere tutti insieme, e la cattedrale è questo »insiste Mathieu Baud, che fa eco al filosofo Baptiste Morizot, analizzando la crisi ecologica come una “ crisi di sensibilità ». Del resto, è vero, lo Spirito Santo stesso non si era incarnato in una colomba, cioè in uno di quei piccioni bianchi che oggi trattiamo così male… ?

Cattedrale selvaggia accesso libero:

Dopo due giorni di accesso gratuito, il 18 e 19 maggio, il film resterà visibile sulla piattaforma documentaria Salamandre. tv. Potrai beneficiare di 10 Sconto del % sull’abbonamento annuale per vederlo o rivederlo (normalmente solo gli abbonati possono noleggiare i film su Salamandre tv).

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