Finanziamento dei trasporti pubblici | All’alba di un accordo, una nuova guerra di numeri

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Entro l’estate è previsto un accordo per garantire i finanziamenti ai trasporti pubblici, ma già, come l’anno scorso, governo e trasportatori non si accordano sui contributi passati. Il Quebec dichiara regolarmente di finanziare la metà delle operazioni, mentre l’Autorità regionale dei trasporti metropolitani (ARTM) stima il suo contributo in questo capitolo solo al 13%.


Inserito alle 5:00

Questa nuova guerra di numeri arriva pochi giorni dopo i commenti del ministro dei Trasporti, Geneviève Guilbault, a Radio-Canada.

Giovedì scorso, ha detto al conduttore Patrice Roy che il governo “è salito al 50, 51, 52% dei finanziamenti per le operazioni di trasporto pubblico” durante il COVID-19, quando le entrate tariffarie erano diminuite a causa delle misure sanitarie e del confinamento.

Tali dichiarazioni non sono nuove per il governo. Il 26 aprile, nell’aula dell’Assemblea nazionale, il primo ministro François Legault ha dichiarato: “Quando siamo arrivati, i liberali finanziavano il 39% delle spese di esercizio dei trasporti pubblici. Siamo al 48%, quindi non abbiamo mai fatto così tanto da quando c’è il CAQ. »

All’ARTM rispondiamo invece, con grafici e cifre di supporto, che la realtà è ben diversa. Nel 2018, il governo ha immesso nello sfruttamento 259 milioni, ovvero circa il 13%, poi nel 2019 sono stati 256 milioni, ovvero il 12,4% del totale. L’anno successivo, con l’inizio della pandemia, gli aiuti sono aumentati a 266 milioni (12,5%), poi 225 milioni nel 2021 (10,7%), 285 milioni nel 2022 (13%) e 290 milioni nel 2023 (11,5%).

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CORTESIA ART

Finora, nel 2024, il Quebec ha già investito 327 milioni nel trasporto pubblico della Grande Montreal, che rappresenta circa il 12,2% della bolletta. A ciò bisogna però aggiungere circa 73 milioni di sovvenzioni al Réseau express métropolitain (REM). L’anno precedente, nel 2023, la metropolitana leggera aveva raggiunto i 21 milioni, nel suo primo anno di esistenza.

Aiuto al centro del dibattito

Questi dati tuttavia escludono la dotazione di emergenza di oltre 2 miliardi che è stata concessa alle imprese di trasporto durante la pandemia, ribatte il gabinetto del ministro Guilbault interrogato sull’argomento. Al momento del suo intervento, l’eletto parlava di “tutte le spese”, illustriamo.

Nel settore dei trasporti pubblici, tuttavia, ricordiamo che questi soldi sono stati inizialmente utilizzati per compensare significative perdite tariffarie. Il funzionamento – e ancor meno lo sviluppo delle reti – ha quindi apportato pochissimi benefici, se non nulli.

Tutto ciò avviene in un momento in cui gli aiuti temporanei del governo “sono destinati a diminuire e scomparire”, teme il portavoce dell’ARTM Simon Charbonneau. Il ministro dei Trasporti non lo nasconde: gli aiuti compensativi diminuiranno man mano che il numero di passeggeri aumenterà.

Insomma, fino ad allora bisognerà trovare nuove fonti di finanziamento. Finora la quota dei servizi finanziari spettante ai Comuni è rimasta stabile. Tra il 2019 e il 2020 la quota di utenti è scesa dal 30% al 14%. Dal 2022 si è stabilizzata attorno al 20-22%.

Il calo della quota di utenti è stato compensato in particolare tra il 2020 e il 2023 dal sostegno e dagli aiuti di emergenza del governo, poi nel 2024, dal sostegno e dagli aiuti di emergenza del governo e dall’aumento della tassa di immatricolazione, imposto agli automobilisti, a tutti e 450.

Saperne di più

  • 2025
    Entro l’estate dovrebbe essere siglato un accordo sul finanziamento dei trasporti pubblici per il 2025, come auspicato dal ministro Guilbault, che vuole accordarsi anche per i prossimi due anni.

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