Mélenchon si dice sollevato nel vedere Ousmane Sonko “vivo dopo tanti insulti e accuse”

Mélenchon si dice sollevato nel vedere Ousmane Sonko “vivo dopo tanti insulti e accuse”
Mélenchon si dice sollevato nel vedere Ousmane Sonko “vivo dopo tanti insulti e accuse”
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Il 15 maggio 2024, Ousmane Sonko, primo ministro del Senegal e presidente del partito Pastef, ha ricevuto Jean-Luc Mélenchon, presidente del partito francese La France Insoumise. Questo incontro ha segnato un momento significativo di dialogo tra due figure politiche della sinistra, ciascuna rappresentante dei movimenti considerati radicali nei rispettivi paesi.

L’incontro è iniziato con il discorso di benvenuto di Ousmane Sonko, che ha poi ceduto la parola a Jean-Luc Mélenchon. Durante il suo discorso, Mélenchon ha sottolineato la fratellanza che lega il Senegal e la Francia, pur riconoscendo i disaccordi che potrebbero emergere tra le due nazioni. Ha anche reso omaggio alla statura di Sonko, descrivendolo come una figura che va oltre il territorio senegalese e le cui idee risuonano in tutta l’Africa.

Senego trascrive integralmente il discorso di Jean-Luc Mélenchon

Grazie signor presidente del Pastef, caro Ousmane Sonko. Avete ragione a collocare il quadro in cui si è svolto il nostro incontro. Quali che siano i miei rapporti con il governo e le autorità francesi, è ovvio che auguro i rapporti più intensi, più sinceri e reciprocamente proficui tra la mia Patria e la vostra. Da allora in poi ci incontriamo come partner politici, e partner non significa identico.

Preferisco chiarire adesso un possibile discorso: non siamo più nel XX secolo e non formiamo più unioni di partiti fratelli o supposti tali. Siamo partner, il che significa che ognuno di noi ha una politica e degli obiettivi. E’ vero che, su molti punti, le nostre opinioni coincidono assolutamente.

Sul rapporto tra sovranità popolare, indipendenza e libertà siamo in assoluta convergenza. Rifiutiamo le politiche imperiali e sentiamo il bisogno di passare dai buoni sentimenti agli accordi concreti sulle grandi questioni del nostro tempo. La Francia e il suo popolo hanno disperatamente bisogno dell’aiuto del Senegal, della sua gioventù intraprendente e della sua intelligenza a disposizione. Penso in particolare a tutto ciò che potremo realizzare nella conquista e nell’esplorazione dello spazio, poiché la vostra Nazione è tra le prime in Africa in questo ambito.

Il XX secolo è finito, così come i periodi di colonizzazione che vi hanno travolto. È giunto il momento di entrare in nuove epoche di lavoro, cioè di cause comuni che ci uniscono. Esiste una causa comune sullo spazio, una causa comune sul mare e una causa comune su come possiamo affrontare il problema del linguaggio comune.

Che importa se questo dispiace a qualcuno dei miei connazionali: la lingua comune, di cui Léopold Sédar Senghor è stato il primo paladino, appartiene innanzitutto a coloro che la parlano, e quelli che la parlano in maggior numero sono gli africani. Da allora in poi, è la loro inventiva, la loro creatività e il loro talento artistico ad alimentarlo. Mi aspetto assolutamente che i francesi ne traggano beneficio, anche se loro stessi non sono più in grado di capirlo subito.

Incontrare Ousmane Sonko è un momento commovente. Ousmane Sonko, forse non lo sai ancora, ma occupi un posto unico nel panorama del continente africano. Per quello ? Perché il Senegal ha un posto speciale. Avevamo tanta paura, ad un certo punto, che questo paese che amiamo e di cui conosciamo la natura particolare dei legami – parlo sentimentali e culturali – con il popolo francese, finisse terribilmente male. Lei, signor Presidente, è riuscito, in ogni fase di una situazione complicata e violenta, a superare le sfide e a portarci tutti al punto in cui siamo oggi: un Senegal democratico, impegnato nei suoi compiti, si presenta mano nella mano il resto dell’umanità.

Che sollievo è stato vedere lei, Presidente, dopo tanti insulti e accuse, vivere e dirigere gli affari di Stato. Il resto, ne sono certo, lo faremo in base all’entusiasmo che vi ha portato fin qui. In Senegal ha avuto luogo una rivoluzione cittadina che si è conclusa democraticamente con un’elezione che ha aperto un orizzonte completamente nuovo alla patria comune dei senegalesi.

Dico che Ousmane Sonko occupa un posto speciale nel continente africano perché, onorevoli colleghi, tutta l’Africa vi guarda. Ne sono stato testimone con le diaspore africane che si sono congratulate con me per essere venute ad incontrarvi. Incarni grandi aspettative. Immagino che, come hai detto, tu sia ottimista in ogni situazione. Vedo però come questo possa essere un carico pesante sulle spalle di chi lo deve portare. L’Africa guarda in questa direzione perché il popolo senegalese, come tutti gli altri popoli africani, vuole controllare il proprio futuro. Muovendosi, è riuscito a raggiungere questo obiettivo in modo democratico, attraverso un voto, un’elezione senza alcun dubbio sul risultato del primo turno. Ciò dimostra la forza dello slancio attuato qui, una lezione su cui i nostri paesi devono meditare.

Non dirò altro perché domani mi fa l’onore, signor Presidente del partito e anche Primo Ministro del Senegal, di tenere una conferenza congiunta, la prima nella mia vita di attivista. Incontreremo giovani e intellettuali senegalesi, che sono in prima linea tra gli intellettuali della lingua comune. Per questo, dal momento in cui ho messo piede in terra senegalese con la mia delegazione, ho provato una gioia profonda e intensa nel vivere ciò che stiamo vivendo e che continueremo a vivere domani. Ho iniziato questa giornata con l’imam di Léopold Sédar Senghor, la continuerò con voi e domani con i giovani e gli intellettuali del vostro Paese.

Grazie a tutti per l’accoglienza riservataci, non solo a me, ma anche alla mia delegazione, quella parte del popolo francese che vi guarda con affetto e fraternità. Credetemi, questo va oltre i confini dei soli elettori di Jean-Luc Mélenchon.

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