Il giovane pedofilo separato dai minori: “Quello che ho fatto è atroce”

Il giovane pedofilo separato dai minori: “Quello che ho fatto è atroce”
Il giovane pedofilo separato dai minori: “Quello che ho fatto è atroce”
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Il 24enne lussemburghese, arrestato per possesso e distribuzione di immagini pedopornografiche descritte come disgustose da coloro che avevano accesso al file, è stato informato della sua condanna. Nel corso di una perquisizione nell’abitazione dei suoi genitori sono state sequestrate 3.500 immagini e 1.200 video. Uno shock terribile per genitori noti che hanno visto il figlio finire in cella per motivi odiosi che non sospettavano.

A denunciare i fatti è stata la società americana NCMEC (Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati) che ha trasmesso il dossier alla sezione belga del servizio di polizia “Child Abuse”.

Nathan Gofflot, di Etalle, taciturno e riservato, non ha cercato di negare o minimizzare i fatti: “Due anni fa mi sono imbattuto per caso in un’immagine. Ha attirato la mia attenzione, volevo vedere di più e ne sono diventato dipendente. Nonostante i miei sforzi, non potevo più farne a meno.”

“Quello che ho fatto è stato atroce”

Durante l’udienza istruttoria, l’imputato ha espresso il suo rammarico: “Sapevo di essere incapace di agire. Non mi rendevo conto che quello che stavo facendo era sbagliato, perché era dietro uno schermo. Oggi mi rendo conto dell’atrocità delle mie azioni.

Dietro di lui, in aula, a sostenerlo ci sono i suoi genitori e la sua fidanzata.

La relazione del Centro di salute mentale non rassicura Florence Ricci, rappresentante della Procura: “L’esperto psichiatrico rileva che l’imputato ha sviluppato un intenso interesse per la pedofilia. Insiste sull’importanza di mettere in atto un sistema terapeutico oltre a seguire le linee guida che devono includere l’evitamento duraturo di qualsiasi popolazione minore. Il rischio di recidiva è grave.”

Il giudice Jean-Paul Pavanello ha ricordato che lo scopo della sanzione era proprio quello di evitare qualsiasi forma di recidiva, o addirittura la commissione del fatto. Praticamente ha seguito il sostituto Firenze Ricci che, dato “questa dipendenza irrefrenabile” aveva chiesto 18 mesi di reclusione, ma che aveva soprattutto chiesto misure severe affinché all’imputato fosse vietato lavorare in un ambiente in cui potesse entrare in contatto con bambini.

Il giovane pedofilo viene condannato a 15 mesi di carcere, ma beneficia di una sospensione della pena di cinque anni per quanto eccede la detenzione preventiva.

Oltre alle raccomandazioni proposte dall’esperto psichiatra, gli viene interdetta ogni diritto per 5 anni. Non può, tra l’altro, essere eletto, ricoprire cariche pubbliche, detenere armi, prestare servizio nelle forze armate, partecipare a qualsiasi titolo all’istruzione destinata ai minori, prestare servizio come membro, volontario o membro del personale di un’associazione o, o , in generale, avere un rapporto di autorità o di fiducia con minori.

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