In Nuova Caledonia, terzo giorno di forti tensioni – Libération

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Narrativa

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Per il terzo giorno consecutivo, mercoledì 15 maggio, Nouméa è stata teatro di violenti scontri perpetrati dai manifestanti che denunciavano la riforma costituzionale del corpo elettorale avviata da Emmanuel Macron. Almeno quattro persone hanno perso la vita, tra cui un agente di polizia.

Sono tre giorni che Sylvie (1) non è uscita di casa. Nel suo quartiere Portes de Fer, a Nouméa, “tutto bruciato”, si lamenta: delle auto parcheggiate davanti ai palazzi, della chiesa e perfino dell’asilo che vede dalla sua finestra. “Sono chiuso in casa. Sento esplosioni, colpi. Di notte non dormo perché sono sveglio. Ho paura”, dice al telefono questo Kanake cinquantenne. Per il terzo giorno consecutivo, mercoledì 15 maggio, la capitale del territorio d’oltremare è stata teatro di rivolte e scontri violenti tra manifestanti e popolazione o polizia.

All’origine della rabbia: la volontà dell’esecutivo francese di ampliare il corpo elettorale territoriale provinciale, specifico per le schede locali e congelato in seguito all’accordo di Nouméa firmato nel 1998. Fortemente contestato dai separatisti che vi vedono un prolungamento del dominio coloniale sul territorio arcipelago, riforma costituzionale sostenuta dal governo

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