Record in Europa, risultati aziendali e inflazione Usa rassicurano – 15/05/2024 18:19

Record in Europa, risultati aziendali e inflazione Usa rassicurano – 15/05/2024 18:19
Record in Europa, risultati aziendali e inflazione Usa rassicurano – 15/05/2024 18:19
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di Claude Chendjou

Mercoledì i mercati azionari europei hanno chiuso a livelli record, spinti dalle forti pubblicazioni aziendali trimestrali e dai segnali di rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti.

A Parigi, il CAC 40 ha chiuso in guadagno dello 0,17% a 8.239,99 punti, con un massimo di seduta di 8.253,1 punti, molto vicino al suo massimo storico del 10 maggio, a 8.259,19 punti. Il britannico Footsie ha guadagnato lo 0,21% dopo aver registrato un record di 8.474,41 punti. Il Dax tedesco è avanzato dello 0,85%, dopo aver raggiunto un massimo senza precedenti di 18.892,92 punti.

L’indice EuroStoxx 50 è cresciuto dello 0,40% e il FTSEurofirst 300 dello 0,56%. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,60% con un record della sessione di 525,2 punti.

In chiusura in Europa, il Dow Jones è salito dello 0,61%, molto vicino alla soglia simbolica dei 40.000 punti. L’indice Standard & Poor’s 500, che ha registrato il record di 5.293,15 punti, è cresciuto dello 0,85%, mentre il Nasdaq, anch’esso salito al livello senza precedenti di 16.679.803 punti, ha guadagnato l’1,02%.

I mercati azionari americani beneficiano del forte allentamento del mercato obbligazionario, dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti. L’indice CPI è aumentato meno rapidamente del previsto in aprile, dello 0,3% su un mese. Su un anno, è aumentato del 3,4%, dopo un guadagno del 3,5% a marzo. Escludendo le voci volatili, anche l’indice CPI è rallentato allo 0,3% su base mensile e al 3,6% su base annua.

Inoltre, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono rimaste stagnanti rispetto al mese di aprile, segno che la spesa dei consumatori sta perdendo slancio, alimentando le speranze per un’efficace trasmissione della politica monetaria della Federal Reserve americana (Fed).

“Il mercato aspettava la conferma che la ripresa dell’inflazione nel primo trimestre non sarebbe continuata nel secondo trimestre”, osserva Marvin Loh, stratega macroeconomico di State Street.

Dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo, i futures sui tassi di riferimento della Fed hanno mostrato che la probabilità di un taglio del costo del denaro a settembre è aumentata dal 69% al 73%.

Nella zona euro, gli operatori ora vedono la Banca Centrale Europea (BCE) abbassare i suoi tassi di 73 punti base quest’anno rispetto a una riduzione di 71 punti prima della statistica.

Alla buona performance degli indici hanno contribuito anche gli ottimi risultati aziendali in Europa: tra le società Stoxx 600 che hanno già pubblicato i risultati del primo trimestre, il 60,7% ha superato le aspettative, contro una media storica del 54%, secondo i dati LSEG al Martedì.

VALORI IN EUROPA

Carrefour perde il 4,07%, penalizzato dalla revisione al ribasso della raccomandazione di JPMorgan da “sottopeso” a “neutrale”.

Trigano ha ceduto il 6,79%, gli analisti hanno giudicato “deludente” la generazione di cassa del produttore di camper.

CGG si è impennata del 19,63% dopo un aumento del 30% del fatturato derivante dalle sue attività nel primo trimestre.

Burberry perde il 7,27% dopo che il gruppo del lusso ha registrato un calo del 34% nell’utile operativo annuale.

Experian, specialista britannico di dati sul credito, è salito dell’8,127% sulla scia delle previsioni ottimistiche per il 2025, basate sull’aumento della domanda e sulla riduzione della spesa.

Merck KGaA avanza del 4,77% dopo un utile rettificato migliore del previsto.

Commerzbank ha guadagnato il 5,13% dopo aver registrato il profitto trimestrale più alto degli ultimi 10 anni, superiore alle aspettative.

ABN Amro ha perso il 6,11% a causa del calo del suo coefficiente patrimoniale nel primo trimestre, oscurando un utile netto migliore del previsto.

Il gruppo finlandese di biocarburanti Neste crolla del 14,88%, sul fondo dello Stoxx 600, dopo aver abbassato le prospettive di margine per il 2024 sui prodotti rinnovabili.

GLI INDICATORI DI OGGI

L’attività manifatturiera nella regione di New York ha registrato un calo più marcato del previsto a maggio, con l’indice Empire State sceso a -15,6 da -14,3 di aprile.

L’economia della zona euro è cresciuta dello 0,3% nel primo trimestre, una crescita in linea con le aspettative, mostra la seconda stima del prodotto interno lordo (PIL) dell’Eurostat.

L’inflazione in Francia si è confermata allo 0,6% su un mese in aprile e al 2,4% su un anno.

I CAMBIAMENTI

Il dollaro perde logicamente (-0,52%) rispetto al paniere delle valute di riferimento dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo americano. Il biglietto verde è sceso al minimo di un mese a 104,41 punti.

L’euro è avanzato dello 0,37%, a 1,0858 dollari, mentre la sterlina è stata scambiata a 1,2654 dollari (+0,52%).

VALUTARE

Il rendimento dei titoli del Tesoro USA decennali, sceso di 8,2 punti base al 4,3653%, è sceso al minimo di cinque settimane durante la sessione.

Quello del Bund tedesco della stessa scadenza ha perso in chiusura 11,7 punti, al 2,424%.

Quello del Gilt decennale britannico è ai minimi dal 10 aprile, a 4,067%, in calo di dieci punti nel corso della seduta.

OLIO

Il mercato petrolifero è volatile dopo che i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) hanno mostrato un calo della domanda di greggio quest’anno di 140.000 barili al giorno (bpd), a 1,1 milioni di barili al giorno. Il deprezzamento del dollaro e la prospettiva di una riduzione dei tassi di riferimento negli Stati Uniti controbilanciano tuttavia questa previsione.

Intorno alle 16:00 GMT, il Brent rosicchia lo 0,04% a 82,41 dollari al barile e il greggio leggero americano (West Texas Intermediate, WTI) lo 0,12% a 78,11 dollari dopo essere sceso al minimo di 11 settimane durante la sessione.

(Scritto da Claude Chendjou, a cura di Bertrand Boucey)

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