La NASA cattura tre brillamenti solari di classe X, incluso il potente brillamento solare X8.7

La NASA cattura tre brillamenti solari di classe X, incluso il potente brillamento solare X8.7
La NASA cattura tre brillamenti solari di classe X, incluso il potente brillamento solare X8.7
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Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha catturato questa immagine di un brillamento solare – come si vede nel lampo luminoso a destra – il 14 maggio 2024. L’immagine mostra un sottoinsieme di luce ultravioletta estrema che evidenzia il materiale estremamente caldo proveniente dalle eruzioni e che è colorato di rosso e giallo. Credito: NASA/SDO

NASAIl Solar Dynamics Observatory, che monitora costantemente il Sole, ha appena catturato immagini di 3 potenti brillamenti solari di Classe X. Il primo è stato classificato come un brillamento di Classe X1.7 e ha raggiunto il picco alle 22:09 ET del 13 maggio 2024 classificato come bagliore di classe X1.2 e ha raggiunto il picco alle 8:55 ET del 14 maggio 2024. Il terzo è stato classificato come maggio 2024.

I brillamenti solari sono intense esplosioni di radiazioni emanate dalla superficie del Sole, spesso accompagnate dal rilascio di particelle cariche. Questi brillamenti si verificano a causa del rilascio improvviso di energia magnetica immagazzinata nell’atmosfera del Sole.

Quando dirette verso la Terra, le radiazioni provenienti da un brillamento solare possono disturbare la ionosfera, influenzando le comunicazioni radio GPS sistemi. Le particelle energetiche possono anche rappresentare un pericolo per i satelliti e gli astronauti, danneggiando potenzialmente i componenti elettronici e aumentando i rischi di radiazioni. Al suolo, eruzioni particolarmente intense possono indurre correnti nelle linee elettriche, causando instabilità di tensione e interruzioni di corrente.

Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha catturato queste immagini di brillamenti solari – come mostrato dal lampo luminoso sul lato destro delle immagini – il 13 e 14 maggio 2024. Queste immagini mostrano un sottoinsieme di luce ultravioletta estrema che evidenzia il materiale estremamente caldo. a razzi e che si colora di viola, rosa e oro. Credito: NASA/SDO

I brillamenti solari sono classificati in base alla loro luminosità nelle lunghezze d’onda dei raggi X, osservate da satelliti come NOAALa navicella spaziale GOES. Il sistema di classificazione comprende cinque categorie:

  • Una classe: i brillamenti più deboli, che hanno poco o nessun effetto sulla Terra.
  • Classe B: un po’ più forte, ma comunque generalmente irrilevante in termini di meteorologia spaziale.
  • Classe C: ancora più forti, con alcune eruzioni capaci di provocare lievi interruzioni radio nelle regioni polari.
  • Classe M: brillamenti moderati che possono causare brevi interruzioni radio che colpiscono le regioni polari della Terra e tempeste radioattive minori.
  • Classe X: i brillamenti più forti, che possono innescare blackout radio su tutto il pianeta e tempeste radioattive di lunga durata.

Comprendere e prevedere l’attività dei brillamenti solari è fondamentale per mitigare i loro potenziali disagi, soprattutto perché aumenta la nostra dipendenza dalla tecnologia sensibile alla meteorologia spaziale. Agenzie come la NASA e lo Space Weather Prediction Center della NOAA monitorano continuamente il Sole per fornire avvisi tempestivi per proteggere i sistemi tecnologici e le attività umane nello spazio e sulla Terra.

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