Morte di un gendarme mobile in Nuova Caledonia

Morte di un gendarme mobile in Nuova Caledonia
Morte di un gendarme mobile in Nuova Caledonia
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Il ministro degli Interni Gérard Darmanin ha annunciato mercoledì 15 maggio la morte del gendarme mobile gravemente ferito da colpi di arma da fuoco in Nuova Caledonia.

Il ministro degli Interni Gérard Darmanin ha annunciato mercoledì 15 maggio la tragica morte di un gendarme mobile gravemente ferito da colpi di arma da fuoco in Nuova Caledonia. “I nostri pensieri sono con la sua famiglia, i suoi cari e i suoi compagni. Niente, assolutamente niente, giustifica la violenza. L’ordine pubblico sarà ripristinato”, ha dichiarato con fermezza.

È in questo contesto di tensione che la gendarmeria nazionale ha annunciato mercoledì 15 maggio la morte di uno dei suoi uomini. “Dolore e forte commozione in seguito alla morte del nostro compagno dello squadrone Melun nell’esercizio delle sue funzioni. Le nostre più sincere condoglianze e tutto il nostro sostegno alla sua famiglia, ai suoi cari e ai compagni. »

Un eroe caduto

Il gendarme deceduto, di 22 anni, è stato gravemente ferito da un colpo di pistola alla testa martedì 14 maggio. Secondo i primi elementi dell’indagine, la vittima faceva parte di un equipaggio di gendarmi mobili aggrediti in un’imboscata mentre cercavano di rimuovere le barricate lungo una strada.

La morte di questo giovane gendarme sottolinea tragicamente la gravità della situazione in Nuova Caledonia, dove la polizia continua a subire violenze senza precedenti. Resta però inflessibile la determinazione delle autorità a ripristinare l’ordine pubblico, con l’invio di nuovi rinforzi e una mobilitazione nazionale per far fronte a questa crisi.

Un contesto di intense tensioni

Da diversi giorni la Nuova Caledonia è teatro di forti tensioni, esacerbate da un’intensa mobilitazione contro una riforma costituzionale discussa nell’Assemblea nazionale il 13 e 14 maggio. I separatisti si oppongono ferocemente a questa riforma e le manifestazioni sono degenerate in violenze significative.

Di fronte a questa situazione, la gendarmeria ha rafforzato il proprio personale sul posto, inviando quattro squadroni mobili di gendarmeria e 15 soldati del GIGN. Da lunedì 13 maggio le violenze si sono intensificate, con abusi contro le imprese, incendi dolosi e posti di blocco sulle strade principali. Di conseguenza, le scuole sono state chiuse e l’aeroporto internazionale di La Tontouta ha sospeso le sue attività. A Nouméa è in vigore il coprifuoco da martedì 14 maggio.

Un bilancio umano e materiale allarmante

Gli scontri sono già costati la vita a tre persone. La polizia ha effettuato più di 130 arresti, ma sono stati anche bersaglio di numerosi colpi di arma da fuoco. Un centinaio di gendarmi e agenti di polizia sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, e una decina di famiglie di gendarmi hanno dovuto essere evacuate.

In risposta a questa situazione critica, più di 550 gendarmi sono attualmente dispiegati in Nuova Caledonia, tra cui gendarmi dipartimentali, l’antenna GIGN e componenti corazzati e aerei. Questi numeri sono permanentemente rafforzati da sette squadroni mobili di gendarmeria (EGM). Per rinforzare questi soldati, martedì 14 maggio 2024 sono stati inviati altri quattro EGM e 15 uomini del GIGN.

Una reazione nazionale

L’organizzazione di questi rinforzi continua e il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha convocato mercoledì 15 maggio un Consiglio di difesa e sicurezza nazionale.

Il Presidente della Repubblica ha tenuto un Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale sulla situazione in Nuova Caledonia. Ha ribadito la sua solidarietà a tutti i caledoniani e ha ringraziato le forze di sicurezza che si sono particolarmente mobilitate per proteggere e sostenere la popolazione. Il Capo dello Stato ha espresso la sua profonda commozione per la morte di tre persone, mentre un gendarme è appena rimasto gravemente ferito. Dopo aver accolto gli appelli alla calma di tutti i leader politici – e come ha indicato oggi in una lettera agli eletti caledoniani – il Presidente della Repubblica ha ricordato la necessità di una ripresa del dialogo politico e ha chiesto al Primo Ministro e al Ministro degli Interni e I territori d’oltremare invitano rapidamente le delegazioni della Nuova Caledonia a Parigi. Ogni violenza è intollerabile e sarà oggetto di una risposta incessante per garantire il ritorno dell’ordine repubblicano. Il Presidente della Repubblica ha chiesto che il decreto volto a dichiarare lo stato di emergenza in Nuova Caledonia sia iscritto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si riunirà alle 16.30.

Inoltre, nelle prossime 24 ore sono attesi ulteriori 500 gendarmi e agenti di polizia come rinforzi.

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