[Cannes 2024] “Furiosa” è all’altezza di “Mad Max: Fury Road”?

[Cannes 2024] “Furiosa” è all’altezza di “Mad Max: Fury Road”?
[Cannes 2024] “Furiosa” è all’altezza di “Mad Max: Fury Road”?
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È con un’eccitazione venata di paure che aspettavamo questo prequel di “Mad Max: Fury Road”, vale a dire con l’irresistibile speranza di rivivere lo stupore del 2015 per quello che la storia ricorderà almeno come il kolossal del decennio, e allo stesso tempo la lucidità di riconoscere che queste epifanie non sono fatte per essere rieditate. “Furiosa” non potrebbe essere di nuovo “Fury Road”; allora doveva essere qualcos’altro.

Il film si distingue soprattutto per il volume dei dialoghi (Charlize Theron aveva ottanta battute nella parte in cui non era l’eroina ufficiale, Anya Taylor-Joy ne ha solo trenta nel suo spin-off – dal lato di John Wick è un vero burlone), o per la sua distensione comica spinta fino a una certa buffoneria (Chris Hemsworth nei panni di un bandito-guru, un cattivo un po’ disinvestito il cui secondo grado evoca il Thor di Taika Waititi).

Ma soprattutto nasce piuttosto da una forma di dispiegamento che passa da un principio di scrittura del racconto e dello spazio (che qui equivale a coincidere) estremamente allusivo e raffinato – uno spicchio di deserto, un viaggio, un ritorno – a uno praticamente universo mappato, storicizzato, distribuito nell’arco di quindici o vent’anni di cronaca politica delle guerre tribali della Zona Contaminata. Modo di rifare il passaggio di MadMax2 ha Oltre la cupola del tuono : un western acuto, quasi teorico, con una chiara unità d’azione (difesa di una raffineria, fuga dalla Cittadella), seguito da un peplo proliferante in ordine disperso, con una dimensione di apprendimento messianico. Il videogioco di Avalanche Studios, sviluppato in collaborazione con Via della Furiasembra passare anche attraverso questo: Furiosa ha qualcosa delmondo aperto – letteralmente dalla sandbox. Il suo susseguirsi di infiltrazioni e prese di roccaforti influisce sulle dinamiche di gioco, così come le sue scene di saccheggio (Miller si prende sistematicamente il tempo di filmare i suoi personaggi mentre raccolgono munizioni o pezzi di ricambio dai cadaveri di uomini e veicoli): il film è un correrein parte filmato.

Superlativi

Ma allora perché, in fondo, tornare nella Zona Contaminata? Non tanto per rimpolpare il carattere ostinatamente unidimensionale di Furiosa, che resta una porta chiusa per tutto il film, quanto per riprendere e valorizzare l’opera prometeica aperta da Via della Furiaovvero quello di una sorta di film ferroviario senza treno, il cui convoglio di camion e macchine muscolari è sempre connesso come un’immensa carovana, incapace di fermarsi o deragliare dal suo asse infinitamente rettilineo e senza meta – o che continuiamo a dimenticare. Lo sgargiante inseguimento centrale le cui misure superlative hanno invaso la stampa, prima ancora del festival (78 giorni di riprese, 15 minuti di pirotecnia, e quanto è grande il tuo?) e il suo sciame di sorelline non così piccole, sono il motivo essere un film più interessato alla danza delle cose che alle passioni delle donne e degli uomini; o più precisamente il cui grande compito è trascendere il secondo nel primo. È questa la lezione più importante di un burlesque muto di cui il cineasta sembra aver trovato più che mai la chiave con il casting di Anya Taylor-Joy: marionetta muta, bambola invincibile, guidata da un’idea fissa che la renderebbe quasi disumana senza questo velo di malinconica ironia nello sguardo; in breve, furiosamente keatoniana, quando si trova nel mezzo dell’apocalisse ambulante di questo racconto”Generale” di cui lei è proprio il meccanico.

Un anno dopo la Missione impossibile: resa dei conti di Christopher McQuarrie, il motivo del treno, originariamente consustanziale al cinema, ossessiona instancabilmente un certo campo di blockbuster demiurghi, attaccati a bucare più e più volte lo schermo del salotto indiano, teso verso una destinazione sconosciuta che qui sembra nientemeno che la finiscano i tempi.

Furiosa, di George Miller, con Anya Taylor-Joy, Chris Hemsworth. Fuori concorso

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