“Molti di noi temono che qualcosa si stia rompendo”, avverte Jean-Jacques Urvoas

“Molti di noi temono che qualcosa si stia rompendo”, avverte Jean-Jacques Urvoas
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Di Martin Lagrave

Pubblicato
1 minuto fa,

Aggiornamento 1 minuto fa

Jean-Jacques Urvoas.
GEOFFROY VAN DER HASSELT/AFP

COLLOQUIO – L’ex ministro della Giustizia, che nel 2015 è stato relatore della missione d’informazione permanente sul futuro istituzionale della Nuova Caledonia, è preoccupato per la situazione dell’isola.

IL FIGARO. – In che modo questi eventi sollevano lo spettro della violenza avvenuta negli anni ’80? ?

JEAN-JACQUES URVOAS. – Sono immagini che speravamo di non rivedere mai più. In Nuova Caledonia, come nella Francia continentale, ci sono ovviamente conflitti sociali, manifestazioni, ma saccheggi, abusi, colpi di fucile di grosso calibro contro la polizia, non si vedevano dall’inizio degli anni ’80, ovviamente, brutti ricordi e preoccupazioni a chi li ha vissuti. È un territorio di 270.000 abitanti e oggi sappiamo che, legalmente o nascoste, esistono tra le 60.000 e le 100.000 armi. Nella notte tra lunedì e martedì si sono verificati saccheggi di armerie nei quartieri di Nouméa. Tutto ciò non può che richiedere una risposta ferma da parte dello Stato. L’ordine pubblico non può essere negoziato.

Perché la questione caledoniana è così delicata? ?

È un territorio che ha una lunga storia, una storia, come…

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