“Rafforzare” Arcom, rafforzare il controllo dei canali… quanto contenuto nel rapporto parlamentare su TNT, reso pubblico martedì

“Rafforzare” Arcom, rafforzare il controllo dei canali… quanto contenuto nel rapporto parlamentare su TNT, reso pubblico martedì
“Rafforzare” Arcom, rafforzare il controllo dei canali… quanto contenuto nel rapporto parlamentare su TNT, reso pubblico martedì
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l’essenziale
Martedì 14 maggio la commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale sull’assegnazione delle frequenze della TDT ha presentato le sue raccomandazioni. Il suo rapporto chiede in particolare una “ascesa al potere di Arcom” e un controllo più stretto delle catene in tutte le fasi.

Rafforzare il controllo dei canali in tutte le fasi, rafforzare la polizia dell’audiovisivo: la commissione d’inchiesta dell’Assemblea nazionale sulla ripartizione delle frequenze della DTT ha formulato martedì le sue raccomandazioni, in pieno accordo con quelle di C8 e CNews.

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Dalla scelta dei canali che detengono le frequenze al rispetto dei loro impegni, il rapporto finale consultato dall’AFP copre tutti i collegamenti, redatto dal deputato della LFI Aurélien Saintoul. Il suo gruppo ha lanciato la commissione d’inchiesta sei mesi fa, con nel mirino C8 e CNews, il secondo canale di notizie più grande.

“Proteggere” una “specificità dell’audiovisivo francese”

“Se la TDT privata regolamentata resta una specificità dell’audiovisivo francese, occorre tutelarla contro alcuni abusi”, scrive il parlamentare senza nominarli. “Abbiamo bisogno di accordi solidi” che stabiliscano gli obblighi dei canali, sostiene, deplorando che troppo spesso vengano rinegoziati nel tempo con Arcom, l’ente regolatore dell’audiovisivo. E bisogna arrivare fino alla “revoca dell’autorizzazione alla trasmissione” in caso di mancato rispetto delle regole.

Aurélien Saintoul invoca anche una “ascesa al potere di Arcom”, un’autorità definita “debole” e che “lotta per preservare un panorama mediatico diversificato e rispettoso della buona condotta del dibattito democratico”, lo ritiene in questo rapporto di 200 pagine. Le sanzioni dovrebbero poter raggiungere il 10% del fatturato in caso di violazioni ripetute da parte di un editore.

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Ad Arcom dovrebbe inoltre essere dato “il potere di accertare i documenti e di accertare sul posto il funzionamento e l’indipendenza della redazione”, sostiene. Anche se quest’anno saranno rinnovate 15 frequenze, tra cui quelle di C8 e CNews, egli ritiene di aver “aperto il bilancio della liberalizzazione della televisione”, che vuole “restituire al popolo”, ha dichiarato all’AFP.

Mano a mano

In totale, il rapporto contiene 47 proposte, di cui nove del relatore personale, un duro compromesso con il presidente della commissione Quentin Bataillon (Rinascimento) la settimana scorsa. È una “vittoria” per il ribelle che temeva che il suo lavoro venisse sepolto per mancanza di accordo.

Aurélien Saintoul propone così l’eliminazione del modello a pagamento di Canal + o il principio di una tariffa per i detentori di queste frequenze pubbliche, che sarebbe proporzionale al fatturato. Ciò mette in discussione “il futuro di TNT”, agli occhi di Quentin Bataillon.

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Il relatore suggerisce inoltre di vietare i programmi per i giovani prima della scuola. Ma il presidente della commissione si oppone, sostenendo che i bambini ripiegherebbero su tablet e piattaforme a pagamento. Infine, Aurélien Saintoul vuole una “rinuncia” agli editorialisti dei canali d’informazione perché sono, secondo lui, “intrinsecamente legati alla stampa d’opinione scritta”. Ma per Quentin Bataillon sarebbe un attacco alla “libertà di stampa”.

Mercoledì alle 13.30 il presidente della commissione d’inchiesta presenterà gli orientamenti della maggioranza presidenziale. Alcune sono severe per i canali: possibile “divieto temporaneo di un programma” o “diretta” e “livello minimo di copertura sul campo” sui canali di informazione per un migliore equilibrio con i dibattiti sul set.

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