Arrestato per traffico di droga, cosa succede a Jamilah Habsaoui, sindaco di Avallon?

Arrestato per traffico di droga, cosa succede a Jamilah Habsaoui, sindaco di Avallon?
Arrestato per traffico di droga, cosa succede a Jamilah Habsaoui, sindaco di Avallon?
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Molto atteso, questo lunedì, 13 maggio, si è svolto il primo consiglio comunale di Avallon, nell’Yonne, dopo l’incriminazione del sindaco Jamilah Habsaoui, coinvolto in un caso di droga.

Léa Coignot, la prima deputata, assume temporaneamente il ruolo di consigliera, mentre Jamilah Habsaoui, il 9 maggio, ha annunciato che si ritirerà dal suo incarico di eletta, senza dimettersi. Pertanto il suo compenso è sospeso.

Anche se questo consiglio comunale si è svolto con calma, una funzionaria eletta dell’opposizione, Aurélie Farcy, è comunque intervenuta per chiedere le sue dimissioni.

Imprigionato a Digione

Ricordiamo che il 10 aprile il sindaco di Avallon è stato posto in custodia cautelare nel carcere di Digione, in seguito all’accusa di “possesso e complicità nell’offerta o nella vendita di stupefacenti”.

In questo caso sono implicate altre cinque persone, tra cui Rachid e Benaïssa Habsaoui, i due fratelli del sindaco. Se uno ammetteva di aver preso parte al traffico di droga, escludeva però ogni responsabilità della sorella. Il secondo è stato rilasciato alla fine di aprile.

Le perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli imputati, nonché nella farmacia dove lavora la sig.ra Habsaoui e presso il municipio di Avallon, hanno portato al sequestro di “70 kg di resina di cannabis e 983 grammi di cocaina, principalmente” presso l’abitazione del sindaco, oltre a 7.143 euro in contanti, ha indicato il pubblico ministero di Auxerre, Hughes de Phily.

“Ho fiducia nella giustizia”

In una lettera che ha inviato ai suoi nuovi avvocati, Jamilah Habsaoui si è augurata “riaffermare” la sua innocenza e “grazie a tutti” che gli hanno dato il loro sostegno “soprattutto gli Avalloniani”. Indica avere “fiducia nella giustizia della Repubblica”al che la assicura “piena collaborazione, affinché la verità venga alla luce” e quello suo “l’innocenza sia ufficialmente riconosciuta.”

Il funzionario eletto aveva presentato una richiesta di rilascio che è stata infine respinta il 23 aprile.

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