Opportunità, sfide e urgente necessità di collaborazione – OpEd – Eurasia Review

Opportunità, sfide e urgente necessità di collaborazione – OpEd – Eurasia Review
Opportunità, sfide e urgente necessità di collaborazione – OpEd – Eurasia Review
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All’interno del Pentagono, quartier generale delle forze armate statunitensi, prospera una vasta rete burocratica. Diplomatici e personale militare, entrambi in uniforme, trascorrono le loro giornate in cubicoli interconnessi, impegnandosi in discussioni sulla sicurezza tramite una connessione a banda larga senza interruzioni che li collega a consulenti esterni in tutta la nazione.

Durante una di queste conversazioni, l’argomento si sposta sul ruolo dell’intelligenza artificiale (AI) nella sicurezza globale. Un ufficiale militare senior mantiene un atteggiamento calmo mentre contempla l’uso di veicoli aerei senza pilota (UAV) autonomi dotati di capacità di intelligenza artificiale che possono essere controllati a distanza dalle basi della campagna. Questi UAV possiedono la capacità non solo di localizzare i nemici ma anche di eliminarli. Tuttavia, è riconosciuto che questo nuovo paradigma ha il potenziale per provocare crisi globali impreviste. L’impatto dell’automazione assistita dall’intelligenza artificiale sulla guerra moderna, come Arkin ha costantemente sostenuto, è significativo: “Le guerre sono più che mai influenzate dall’intelligenza artificiale automazione.”

Questo saggio si propone di approfondire l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla sicurezza nazionale. L’attenzione si concentrerà sulla categorizzazione dei diversi gruppi di IA fornendo esempi specifici per ciascuna categoria ed esaminando i rispettivi compiti e responsabilità. Inoltre, verrà condotta un’esplorazione delle tecnologie sviluppate da questi gruppi e del loro utilizzo attuale insieme a una valutazione di come queste tecnologie hanno influenzato l’ambiente fisico e naturale. Inoltre, verrà presentato uno schema dei piani per ciascun gruppo AI.

Per quanto riguarda la sicurezza internazionale, si assiste ad una lenta convergenza delle applicazioni dell’IA. Ad esempio, gli Stati Uniti, che vantano le maggiori risorse militari e finanziarie a livello globale, sostengono fermamente l’uso dell’intelligenza artificiale per la sicurezza internazionale, poiché mantenere la supremazia militare è uno dei suoi obiettivi primari. Al contrario, paesi in via di sviluppo come l’Indonesia e le Filippine non hanno i fondi per investire nell’intelligenza artificiale e fanno affidamento sul sostegno di paesi come gli Stati Uniti. È un evento comune che il paese con maggiori risorse abbia un vantaggio in conflitto. Di conseguenza, sorgono preoccupazioni sul fatto che, se gli Stati Uniti aiutano questi paesi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, potrebbero impiegarla in modo distruttivo nella guerra. Pertanto i paesi in via di sviluppo sostengono le normative internazionali riguardanti l’intelligenza artificiale e l’utilizzo nel contesto internazionale della sicurezza.

Inoltre, l’Europa affronta l’IA e la sicurezza internazionale con cautela, dando priorità alle considerazioni etiche e all’uso responsabile. Hanno già implementato norme che disciplinano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in questo contesto. Ogni paese si trova in una fase diversa nell’implementazione dell’intelligenza artificiale per la sicurezza internazionale, con gli Stati Uniti che attualmente sono in testa alla classifica perché il loro accesso alle risorse, alla ricerca e alle capacità produttive pone diverse minacce alla sicurezza internazionale. La preoccupazione principale riguarda le armi autonome che possiedono la capacità di esprimere giudizi indipendenti. Ciò solleva notevoli dilemmi etici e potrebbe potenzialmente costituire una violazione del diritto internazionale. La seconda minaccia riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla guerra informatica e sullo spionaggio, nonché la preoccupazione per le armi di disruption di massa. Il rischio che l’IA rappresenta per la sicurezza internazionale copre l’intero spettro delle armi.

L’uso dell’intelligenza artificiale nella guerra informatica e nello spionaggio introduce complessità nell’attribuzione, rendendo difficile identificare la fonte delle violazioni abilitate dall’intelligenza artificiale. Inoltre, l’intelligenza artificiale rappresenta una duplice minaccia poiché influenza l’opinione pubblica di massa e provoca il caos. Ciò non implica solo la capacità di manipolare la leadership democraticamente eletta e la legittimità del governo, ma ha anche il potenziale per creare caos. Generando deepfake persuasivi di discorsi autentici dei leader mondiali, l’intelligenza artificiale può delegittimare i governi e minare le relazioni internazionali. È importante notare che l’intelligenza artificiale in sé non è intrinsecamente pericolosa. Tuttavia, la sua applicazione nel campo della sicurezza comporta implicazioni globali che richiedono una collaborazione di valutazione completa e linee guida chiare. Gli studiosi riconoscono ampiamente l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla sicurezza internazionale e sostengono l’azione in varie discipline. I primi passi per affrontare questo problema potrebbero includere il divieto di alcune forme di sviluppo dell’intelligenza artificiale e la definizione di linee guida per il comportamento abilitato all’intelligenza artificiale, in particolare negli attacchi informatici. È fondamentale raggiungere un consenso globale sugli usi etici e legali dell’IA nella politica di sicurezza.

Per concludere, è della massima importanza trovare un equilibrio tra la sicurezza internazionale e la prevenzione dei conflitti alimentati dall’intelligenza artificiale. È necessario adottare misure per autoregolamentare le armi e le operazioni informatiche basate sull’intelligenza artificiale, dando priorità anche alla trasparenza. Ciò contribuirà a prevenire una corsa agli armamenti legati all’intelligenza artificiale e a contrastare le campagne di informazione con la verità.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore.

Riferimenti

  1. Arkin, WM (2005). Il caso delle armi autonome. Affari esteri, 84(4), 94-105.
    • Discute le implicazioni etiche delle armi autonome e la necessità di una regolamentazione internazionale.
  2. Biddle, S., Horowitz, JB e Lewis, JA (2016). L’intelligenza artificiale e la politica estera degli Stati Uniti: principi e opzioni politiche. Centro per una nuova sicurezza americana.
  3. Fornisce una panoramica del ruolo dell’intelligenza artificiale nella politica estera e offre raccomandazioni politiche.
  4. Brundage, M., Danks, D., Anderson, M., & Greenberg, M. (2018). L’uso dannoso dell’intelligenza artificiale: previsione, prevenzione e mitigazione. Istituto per il futuro della vita.
  5. Si concentra sul potenziale uso improprio dell’intelligenza artificiale in attività dannose e propone strategie di mitigazione.
  6. Gesso, P. (2017). Intelligenza artificiale e sicurezza informatica: una tabella di marcia per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel campo della sicurezza informatica. Società Rand.
  7. Offre una tabella di marcia per l’integrazione dell’intelligenza artificiale negli sforzi di sicurezza informatica.
  8. Drell, GS, Feigenbaum, EA e Nye, JS (2016). Intelligenza artificiale e sicurezza nazionale. Istituzione Hoover.
  9. Esamina l’intersezione tra intelligenza artificiale e sicurezza nazionale, comprese le implicazioni per la guerra e la diplomazia.
  10. Fink, C. (2019). Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella guerra moderna. Consiglio per le relazioni estere.
  11. Discute il ruolo dell’intelligenza artificiale nella guerra moderna e le sue implicazioni per la sicurezza internazionale.
  12. Goodman, B. (2019). Deepfake e democrazia: l’infodemia in arrivo. Forum economico mondiale.
  13. Esplora l’impatto della tecnologia deepfake sulla democrazia e sulle relazioni internazionali.

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