cosa dicevano i sondaggi un mese prima delle elezioni?

cosa dicevano i sondaggi un mese prima delle elezioni?
cosa dicevano i sondaggi un mese prima delle elezioni?
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Tra meno di un mese gli elettori saranno chiamati a recarsi alle urne in tutti i Paesi dell’Unione Europea. In Francia, domenica 9 giugno, si svolgeranno le elezioni per eleggere 81 deputati europei con il sistema proporzionale.

A meno di 30 giorni dalle elezioni, i sondaggi si moltiplicano e sono quotidiani anche su LCI, Le Figaro e Sud Radio, con un sondaggio quotidiano dell’Ifop-Fiducial per LCI. Abbastanza per dare una buona immagine delle forze presenti, mentre la campagna pian piano si intensifica. Dal 2009, questo è ciò che indicavano i sondaggi un mese prima delle elezioni.

I sondaggi riflettono, elezione europea dopo elezione europea, l’inesorabile ascesa del Fronte Nazionale divenuto Raggruppamento Nazionale, che, un mese prima delle elezioni del 2009, contava solo il 7% delle intenzioni di voto, rispetto al 31% di oggi, quindici anni dopo , secondo un’indagine Ifop Fiducial per LCI-Le Figaro-Sud-Radio.

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Ma i sondaggi effettuati un mese prima delle elezioni sono talvolta un po’ lontani dal verdetto delle urne. Se nel 2009 i sondaggi avevano visto nettamente in testa l’UMP, con il 27% delle intenzioni di voto, contro il 27,88% dei sondaggi, il PS era stato sopravvalutato: 22% in un sondaggio di Opinionway, contro solo il 16,48% nelle urne. Al contrario, l’EELV, con il 9%, aveva raccolto il 16,48% dei voti il ​​giorno delle elezioni. In misura minore rispetto al PS, il Modem era stato sopravvalutato, attestandosi al 13% contro poco più dell’8% il giorno delle elezioni.

Nel 2014, in alcuni sondaggi come quello di Opinionway, un mese prima delle elezioni, la RN è arrivata al secondo posto, con il 20% delle intenzioni di voto, mentre gli elettori alla fine l’hanno messa in testa, con quasi il 25% dei voti.

L’UMP, allora in testa con il 22% dei voti, alla fine ha raccolto solo il 20,8%. Ancora una volta, il PS è stato sopravvalutato nei sondaggi un mese prima delle elezioni: con il 18% delle intenzioni di voto, il giorno delle elezioni raccoglierà solo il 14% dei voti. E ancora una volta, ma in misura minore rispetto al 2009, è stato l’EELV a essere sottovalutato, attestandosi al 7% contro il 9% del giorno delle elezioni.

Nel 2019, durante le ultime elezioni, i sondaggi vedevano una stretta corrispondenza tra RN e maggioranza presidenziale, a favore del partito allora guidato da Marine Le Pen. Un risultato confermato dalle urne. I sondaggi, invece, davano al terzo posto LR, con il 14% delle intenzioni di voto. Tuttavia, il giorno delle elezioni, la lista già guidata da François-Xavier Bellamy aveva raccolto solo l’8,48% delle intenzioni di voto.

La sorpresa è arrivata ancora una volta da EELV, accreditato nei sondaggi con il 7% delle intenzioni di voto, ma che non è lontano dal raddoppiare il suo punteggio il giorno delle elezioni con il 13,48% dei voti. Da notare che LFI, a cui viene accreditato il 9% delle intenzioni di voto, aveva raccolto solo il 6,31% dei voti.

Per le elezioni europee del 9 giugno 2024, i sondaggi danno in testa il Rassemblement National con il 31% delle intenzioni di voto, molto davanti alla lista della maggioranza guidata da Valérie Hayer (16% delle intenzioni di voto) e a quella del PS -Place Publique di Raphaël Glucksmann, con il 14% di intenzioni di voto. Le liste LR, Ecologisti (ex-EELV) e LFI sono pari al 7% di intenzioni di voto, un mese prima delle elezioni. L’astensione resta maggioritaria e riguarderebbe più di un elettore su due (52,5%), secondo il barometro IFOP-Fiducial.

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