Pierre-Louis Basse e Ernest Pignon-Ernest firmeranno The Gold Rush sabato 11 maggio a Bernay

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Di serge.velain
pubblicato su

9 maggio 24 alle 10:00

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Di Jesse Owens ha Teddy Riner, di passaggio Emil Zátopek, Cassius Clay, Colette Besson, Carl Lewis, Marie-José Pérec, Usain Bolt (elencati in ordine di apparizione, nella cronologia dei Giochi e nel libro)…sono 35 gli atleti che appariranno nel libro La corsa all’oro. Per ciascuno di essi Pierre-Louis Basse ha scritto un testo ed Ernest Pignon-Ernest ha realizzato uno, due, tre, quattro, cinque… disegni (130 in totale).

Teddy Riner in azione, fotografato da Ernest Pignon-Ernest. ©Disegni Ernest Pignon-Ernest, La corsa all’oro, Nelle edizioni in evidenza.

Pierre-Louis Basse racconta storie, gioie, dolori di cui Ernest Pignon-Ernest creò il movimento. Potrete beccare o divorare questo libro come desiderate, girovagando tra testi e disegni senza smettere di abbandonarvi a sognare ad occhi aperti.

Riguardo ai disegni di Ernest, Pierre-Louis dice che ciascuno di essi “est una storia che racconteremo al bambino che si rifiuta di dormire ; una bella avventura. ” Ha ragione lui.

Alice Coachman, Cassius Clay, Wilma Rudolph… buona parte dell’America razzista li odia.

Pierre-Louis Basse, scrittore

Queste avventure sono quelle di eroe dell’Olimpoche Pierre-Louis Basse ricorda come combatterono, durante la creazione dei Giochi in Grecia, 25 secoli fa, “nudi e spogliati di tutto ciò che non era il loro corpo”, per un ramoscello d’ulivo. E questo è tutto. Correvano, lanciavano e combattevano in modi diversi dalla guerra. Liberi ed uguali, fraterni, avevano tuttavia l’ambizione di arrivare primi.


La tradizione è continuata con i Giochi dell’era moderna (il primo dei quali ebbe luogo nel 1896 ad Atene), tutti partecipanti ai Giochi Olimpici in rappresentanza della loro nazione. Una responsabilità pesante, nel XX secolo, nell’era del fascismo, del nazismo, della guerra fredda e della segregazione razziale. Di questo si parla anche nel libro di Pierre-Louis Basse e Ernest Pignon-Ernest.

Pierre-Louis Basse viene dalla terra dei libri e della radio

Giornalista, Pierre-Louis Basse ha lavorato per 25 anni per Europe 1, una stazione radio per la quale ha commentato numerosi Mondiali di calcio e Giochi Olimpici. Scrittore, ha pubblicato una trentina di libri. Dal 2014 al 2017 all’Eliseo, è stato consigliere per i “grandi eventi” del presidente della Repubblica François Hollande. Pierre-Louis Basse vive e lavora a Bernay dal 2017. È lui il responsabile dell’arrivo, quest’estate del 2022, dell’artista visivo Ernest-Pignon Ernest. Prossimo libro in pubblicazione: Yesterday Again.

La corsa all’oro è infatti la storia di grandi campioni che hanno iscritto il proprio nome negli albi olimpici… ma non solo. Ad esempio, un capitolo è dedicato a Gretel Bergmann, campione mondiale di salto in alto bandita dalle Olimpiadi nel 1936 perché ebrea. Merlene Ottey ha la particolarità di aver gareggiato in 7 Olimpiadi (sì!) dai 20 ai 44 anni, di aver vinto 9 medaglie, ma nessuna d’oro.

Guy Drut, campione del mondo dei 110 metri a ostacoli nel 1976. ©Drawing Ernest Pignon-Ernest, The Gold Rush, Nelle edizioni in evidenza.

Tra coloro che hanno vinto l’oro, citato nel libro di Pierre-Louis Basse e Ernest Pignon-Ernest, c’era Alice Coachman, prima campionessa olimpica donna di colorea cui è stato vietato l’accesso agli impianti sportivi in ​​Georgia (Stati Uniti d’America); Cassius Clay, nipote di schiavi ; Wilma Rudolph, atleta di colore, medaglia d’oro nei 100, 200 e 4×100 metri nel 1960 a Roma, lo stesso anno di Cassius Clay. “Una buona parte dell’America razzista li odia”, osserva Pierre-Louis Basse.

Video: attualmente su -

Alzando il pugno nel 1968, i neri segnalano che non si accontenteranno mai più di correre in giro come animali da circo.

Pierre-Louis Basse

Poco dopo (nel 1968, anno dell’assassinio di Martin Luther King), altri campioni neri avrebbero alzato i pugni sul podio, facendo così un gesto per significare “che i neri non si accontenteranno mai più di correre come animali da circo”. »

Evocando la Guerra Fredda, questo periodo che vide contrapposti i blocchi dell’Ovest (gli Stati Uniti e i suoi alleati) e dell’Est (l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e i suoi Stati satelliti), ci raccontano Pierre-Louis Basse ed Ernest Pignon-Ernest DiEmil Zátopek, questo atleta cecoslovacco considerato il genero ideale dai leader del campo comunista, prima di essere considerato un traditore.

Ci ricordano anche che il 5 settembre 1972 i terroristi palestinesi assassinarono 11 campioni israeliani all’interno del Villaggio Olimpico di Monaco. Era lìIl momento scelto dal campione di nuoto Mark Spitz per concludere la sua carrierae. Mark Spitz, un ebreo americano, vinse 7 medaglie d’oro durante questi giochi e batté altrettanti record mondiali. Aveva 22 anni.

Non esistono giochi se non ci si diverte.

Teddy Riner, judoka, tripla medaglia olimpica

Vittime della segregazione per il colore della pelle/o per la religione, furono segregati anche altri grandi campioni razzismo di classe. Molti erano infatti di origine modesta, addirittura poveri o poverissimi. Hanno forzato le porte di un mondo per il quale non avevano i codici, e lì si sono imposti. Eppure non è scritto da nessuna parte che avessero da vendicarsi. Come se anche loro, come i loro lontani antenati, cercassero solo un ramoscello d’ulivo, come se fossero lì solo per divertirsi. “ Non esistono giochi se non ci si diverte.”dice a questo proposito Teddy Riner, l’ultimo atleta ad essere stato “crunch” da Pierre-Louis Basse e Ernest Pignon-Ernest.

“Disegnare lo sport è riscoprire questo orgoglio, questo coraggio, questa eleganza che accompagna ogni prestazione”, scriveva Pierre-Louis Basse in La corsa all’oro. Orgoglio, coraggio, eleganzae, tre qualificazioni che si sposano bene con il bellissimo lavoro che è La corsa all’oro.

La corsa all’oroEdizioni in evidenza, 240 pagine, 35 ritratti e 130 disegni, pubblicato il 26 aprile 2024, è in vendita a 39,90 € Ernest Pignon-Ernest e Pierre-Louis Basse dedicheranno questo libro sabato 11 maggio, dalle 11 all’1. e dalle 15 alle 17, presso la Galleria Alexandre, 25, rue Gaston-Folloppe a Bernay.

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