La NASA “impedisce” prima alla Cina di atterrare sulla Luna; Vuole i giapponesi come primi non americani per l’atterraggio sulla Luna

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media cinesi Fonti hanno suggerito che la recente proposta degli Stati Uniti di inviare un astronauta giapponese come primo non americano ad atterrare sulla Luna sia motivata dal desiderio di superare la Cina negli sforzi di esplorazione lunare.

Il piano delineato durante le discussioni tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il primo ministro giapponese Fumio Kishida il 10 aprile prevede che il Giappone lavori a stretto contatto con la NASA per posizionare uno dei suoi astronauti sulla superficie lunare come parte delle missioni Artemis della NASA.

La cronologia proposta prevede il primo sbarco sulla Luna del Giappone nel 2028, seguito da un altro nel 2032. Questo programma ambizioso mette il Giappone in diretta concorrenza con la Cina, che aveva annunciato i suoi piani per inviare astronauti sulla Luna entro il 2030.

I media locali cinesi hanno affermato che la partnership tra Stati Uniti e Giappone nelle imprese spaziali, in particolare le missioni Artemis, serviva a uno scopo simbolico piuttosto che pragmatico. Il rapporto aggiunge che l’obiettivo è mostrare alla Cina la profondità della cooperazione tra le due nazioni nello spazio e nell’intelligenza artificiale.

Gli esperti occidentali suggeriscono che gli Stati Uniti e il Giappone abbiano rispettato la loro tempistica di esplorazione lunare per impedire alla Cina di ottenere una vittoria simbolica facendo atterrare i suoi astronauti sulla luna prima di loro.

Esistono preoccupazioni che tali piani potrebbero indurre la Cina ad accelerare i suoi progetti lunari per assicurarsi un prestigioso trionfo nella corsa allo spazio sul Giappone.

Con la Cina sempre più in competizione con gli Stati Uniti, le preoccupazioni di Washington riguardo alle ambizioni spaziali di Pechino sono diventate più pronunciate. Recenti dichiarazioni di funzionari statunitensi, comprese quelle di Bill Nelson, il capo della NASA, hanno sottolineato la determinazione dell’America a raggiungere la Luna prima della Cina.

Nelson, parlando ad un’audizione del Comitato per gli Stanziamenti della Camera dei Rappresentanti, ha sottolineato l’urgenza per gli Stati Uniti di guidare l’esplorazione lunare e ha espresso preoccupazione per la potenziale militarizzazione dello spazio.

Ha messo in guardia contro i progressi segreti della Cina nella tecnologia spaziale, sottolineando i loro sostanziali investimenti finanziari e la necessità di vigilanza alla luce del loro budget espansivo per ulteriori progressi. Nelson ha sottolineato in particolare il rischio che la Cina rivendichi le risorse lunari per sé e ha esortato gli Stati Uniti a non abbassare la guardia.

Stati Uniti, strategie lunari cinesi

Gli Stati Uniti e la Cina stanno cercando con fervore partner internazionali per sostenere le loro ambizioni lunari mentre la corsa per stabilire una presenza umana a lungo termine sulla Luna prende slancio.

La Cina, che ha lanciato missioni lunari dal 2007, sta portando avanti in modo aggressivo i suoi piani, compreso l’ambizioso obiettivo di far sbarcare due astronauti sulla Luna entro il 2030 a bordo della navicella spaziale Mengzhou (“La nave dei sogni”) e di un lander chiamato Lanyue (“Abbracciando il Luna”).

Da parte sua, la Cina sta radunando alleati per un progetto rivale congiunto di base lunare noto come Stazione Internazionale di Ricerca Lunare, con potenziali partner che includono Russia, Tailandia, Pakistan e Sud Africa.

Nel frattempo, il programma Artemis della NASA, il successore delle storiche missioni Apollo, è pronto a ridefinire la presenza degli Stati Uniti nello spazio. Con una tempistica più ambiziosa rispetto ai piani lunari della Cina, la NASA mira a realizzare atterraggi lunari con equipaggio, stabilire una base a lungo termine e, infine, inviare i primi astronauti su Marte.

Gli Accordi Artemis, una serie di linee guida per l’esplorazione lunare approvate da 39 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Italia, India, Canada, Brasile e, più recentemente, Slovenia, costituiscono la pietra angolare del governo lunare guidato dagli Stati Uniti.

Concept artistico della NASA degli astronauti che lavorano sulla superficie lunare. –NASA

Il programma Artemis della NASA sta procedendo gradualmente, con Artemis II, la prima missione con equipaggio con quattro astronauti che si avventureranno intorno alla Luna, prevista per settembre 2025, seguita da Artemis III, che prevede di far atterrare gli astronauti vicino al Polo Sud lunare entro settembre 2026. Inoltre, Artemis IV, la missione inaugurale della stazione spaziale lunare Gateway, è prevista per il 2028.

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La competizione tra Stati Uniti e Cina per il dominio lunare è ovvia, ma è solo un aspetto delle complesse dinamiche che si svolgono nell’esplorazione spaziale. Con la sovrapposizione di adesioni a varie iniziative lunari e nessuna pratica di esclusione istituita finora, l’arena spaziale rimane aperta alla collaborazione e alla partnership.

Al di là della corsa ai traguardi, tuttavia, c’è la sfida finale: stabilire una presenza umana sostenibile e resiliente nello spazio.

Lo sforzo va oltre il piantare bandiere o raccogliere rocce; mette alla prova l’ingegno e l’adattabilità dell’umanità per vincere le gravi sfide nell’ambiente extraterrestre.

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