Grasse abbandona il petrolio a favore di un biocarburante 100% francese per la raccolta dei suoi rifiuti

Grasse abbandona il petrolio a favore di un biocarburante 100% francese per la raccolta dei suoi rifiuti
Grasse abbandona il petrolio a favore di un biocarburante 100% francese per la raccolta dei suoi rifiuti
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Svolta verde. È stato durante l’ultimo salone Mobili’Pro a Cagnes-sur-Mer che il presidente della CAPG, Jérôme Viaud, ritirando le chiavi della flotta, ha simbolicamente segnato il cambio di rotta.

Basta motori termici, benvenuti ai biocarburanti!

Da diversi giorni, sedici camion con cassone ribaltabile, messi a disposizione da Azur Truck e dal gruppo Ippolito – sui diciassette di Veolia, fornitore di servizi di mercato fino al 2027* – raccolgono i rifiuti domestici nella regione mentre viaggiano sulla B100. Come riconoscerli? Portano con orgoglio lo slogan sui loro fianchi: “Nel Pays de Grasse si pedala anche con i fiori!”

Un carburante 100% francese

Sono infatti alimentati da Oléo100, un combustibile di origine vegetale, proveniente dalla coltivazione della colza. Un prodotto francese al 100% “completamente biodegradabile e rinnovabile”che dovrebbe consentire”una riduzione del 60% delle emissioni di CO22 e l’80% delle emissioni di particolato nell’aria”, precisa Julien Jamet, direttore della raccolta dei rifiuti della CAPG.

Una detrazione significativa, per quanto riguarda il consumo di tali macchine: “In media si tratta di un viaggio di 100 km per veicolo al giorno, sapendo che si consumano 60 litri o più ogni 100 km.”

E, per evitare di perdere parte di questo guadagno con i lunghi viaggi, Veolia ha installato, nel suo deposito di Roumiguières a Grasse, un serbatoio da 50.000 litri di B100, per rifornire la flotta.

Un impegno che si inserisce nel quadro più ampio del Piano Territoriale Clima Aria Energetico – e consente”per anticipare gli sviluppi normativi previsti per il 2025″, – aggiunge Jérôme Viaud – del CAPG per ridurre le emissioni di gas serra.

“Aspiriamo ad essere una città pionieristica”

“Gli obiettivi sono ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, ottimizzare al più presto il nostro mix energetico e offrire il miglior servizio ai cittadini.continua il presidente della CAPG. Aspiriamo ad essere una città pioniera nella sperimentazione delle energie rinnovabili per la raccolta dei rifiuti.

Un “mix energetico” che rappresenta, secondo Julien Jamet, “la soluzione giusta, in questo mondo in transizione, in attesa delle nuove tecnologie.”

Riferendosi all’idrogeno verde o anche all’energia elettrica, il direttore della raccolta spiega un”desiderio di una strategia a lungo termine. Non vogliamo mettere tutte le uova nello stesso paniere, preferiamo testare i progressi in tempo reale e monitorare la tecnologia. L’elettricità ci ha dato ragione”.

Dal 2015, infatti, due minicassonetti elettrici hanno cominciato ad attraversare il centro storico di Grasse; ci sono ancora e dovrebbero essere sostituiti da modelli di nuova generazione”quest’estate.”

Elettrico, non ancora ideale ovunque…

Quindi, nel 2021, un nuovo esperimento elettrico, con un camion da 26 tonnellate e due scooter. E lì…”A causa della durata dei tour [l’agglo fait 490 km2]la topografia accidentata del territorio e la progressiva perdita di autonomia della batteria, avevamo poche garanzie a lungo termineammette Julien Jamet. Abbiamo quindi preferito attendere gli sviluppi tecnologici”.

E poi passare ai biocarburanti. Se Veolia ha dato la decisione, la gestione intercomunale (che conta»nove autocarri con cassone ribaltabile) seguirà l’esempio. Senza fretta, quindi. “Abbiamo già un veicolo che può funzionare con biocarburante e, man mano che cambiamo la nostra flotta, al ritmo di un veicolo all’anno [le prix unitaire des camions bennes dont s’est doté Veolia est d’environ 260.000€]ci ribalteremo.”

*Nell’agglomerato Pays de Grasse (dove sono state raccolte 35.590 tonnellate di rifiuti domestici nel 2022), Veolia opera per la raccolta dei rifiuti nel territorio di Grasse e negli ex comuni di Terres de Siagne (Cabris, Peymeinade, Le Tignet, Saint- Cézaire, Saint-Vallier e Spéracèdes). O “circa il 75% della popolazione dell’area urbana”, precisa Julien Jamet.

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