Chi è responsabile in caso di guasto dello scaldabagno?

Chi è responsabile in caso di guasto dello scaldabagno?
Chi è responsabile in caso di guasto dello scaldabagno?
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Da un giorno all’altro, Théo* si ritrova senza doccia. “Ho sentito un forte boom provenire dalla mia cucina: una delle viti che fissano il serbatoio dell’acqua calda si era rotta”, ricorda questo inquilino parigino. Anche se il dispositivo è ancora in equilibrio precario, è impossibile continuare ad utilizzarlo. «Per precauzione ho tagliato l’elettricità tramite l’interruttore e l’acqua», racconta il giovane, che ha poi informato la sua agenzia, prima di pazientare. “Non ho potuto fare la doccia per diversi giorni.”

Nel caso di Théo, la cui abitazione è dotata di uno scaldabagno elettrico, la legge non impone la manutenzione obbligatoria dell’apparecchio. Se invece affitti un immobile dotato di caldaia a gas, gasolio, carbone o policombustibile, spetta a te assicurarne la manutenzione annuale. Questo è obbligatorio per i dispositivi con una potenza compresa tra 4 e 400 kilowatt, come specificato nel codice ambientale (articolo R224-41-5). Per fare ciò è necessario rivolgersi ad un professionista: può essere il termotecnico di vostra scelta, oppure quello consigliato dal vostro padrone di casa.

Spetta inoltre all’affittuario provvedere alla sostituzione di piccole parti dello scaldabagno o della caldaia, se necessarie, come bimetalliche o pistoni. L’elenco delle riparazioni a carico dell’affittuario figura in questo decreto del 26 agosto 1987.

Ma la responsabilità dell’inquilino si ferma qui: “le riparazioni importanti e i guasti legati all’obsolescenza dello scaldabagno sono a carico del proprietario”, spiega Michel Veneau, presidente dell’Unione nazionale degli inquilini indipendenti (UNLI). Di conseguenza, il locatore dovrà sostenere le spese di riparazione o sostituzione dello scaldabagno o della caldaia, a meno che non possa dimostrare che il malfunzionamento è stato causato dal locatario.

Non appena si verifica un guasto, “avvisate il vostro locatore il più rapidamente possibile e tenete un registro dei vostri scambi, per ogni evenienza”, consiglia Michel Veneau. Potete avvisare telefonicamente il vostro proprietario o la vostra agenzia, per una maggiore reattività, quindi inviare un’e-mail o una lettera per mettere per iscritto il fatto che avete segnalato il guasto.

“In effetti, il guasto deve essere risolto al più presto possibile, altrimenti l’inquilino avrà il diritto di chiedere una riduzione del canone, da stimare in base all’entità del disagio subito”, precisa Michel Veneau. Il guasto è avvenuto in pieno inverno? La riparazione si è protratta e sei rimasto a lungo senza acqua calda? Ti ha privato non solo dell’acqua calda, ma anche del riscaldamento? Ecco alcuni punti critici che possono permetterti di negoziare uno sconto.

Se il tuo padrone di casa non risponde rapidamente, puoi inviargli una lettera raccomandata con avviso di ricevimento, per avvisarlo di effettuare la riparazione. L’Agenzia Nazionale per l’Informazione sugli Alloggi (ANIL) fornisce questo modello di lettera.

Se questa lettera non è sufficiente, puoi rivolgerti gratuitamente alla commissione dipartimentale di conciliazione (CDC, i cui recapiti sono online qui), prima di rivolgerti al giudice per le controversie di tutela. “L’affittuario può anche richiedere un decreto ingiuntivo per obbligare il locatore a eseguire i lavori”, spiega Michel Veneau. Questo processo può essere svolto compilando questo modulo online o recandosi presso il tribunale più vicino a te.

Il tuo padrone di casa potrebbe essere condannato a risarcirti per il disagio subito, perché il riscaldamento e l’acqua calda fanno parte dei criteri per un alloggio dignitoso.

* Il nome è stato cambiato.

VIDEO – Manutenzione caldaia: chi deve pagare tra inquilino e proprietario?

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