2a edizione del Festival del Disegno ad Arles: Scoprire (…)

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Anche il disegno, uno dei primi gesti dell’uomo per manifestare la propria presenza e lasciare traccia, è un disegno, un progetto di rappresentazione di una realtà in movimento fermata per un attimo, dove si sviluppa un’immagine che condensa una visione, un pensiero, un processo di interpretazione e sintesi.

Che si tratti di schizzo, schizzo o studio, richiede una scelta di rappresentazione per passare da un soggetto, da un oggetto in volume a un disegno piatto, o da una rappresentazione immaginata alla sua iscrizione su carta. È necessariamente singolare e allo stesso tempo esprime l’essere che lo progetta.

Quest’anno il Festival rende omaggio a Tomi Ungerer, residente a Strasburgo, geniale designer, pioniere di universi, architetto, umanista e ribelle.

Lou Doillon, attrice, cantante, ma anche stilista amante delle arti e della poesia ne è il presidente onorario

Tanti posti da visitare, un giorno non basta,

©Festival del disegno

– A Museo dipartimentale dell’antica Arles, possiamo restare affascinati dalla presentazione delle opere di Félix Valloton che, con la sua scelta radicale del bianco e nero in zone nette e pianeggianti che hanno sicuramente ispirato il cinema, descrivono universi e stati d’animo molto complessi. La sua profondità di riflessione si riflette in ammirevoli disegni, stampe e incisioni su legno che esprimono tensioni sociali o psicologiche latenti.

Nello stesso museo scopriamo disegni poco conosciuti dell’espressionista Kokoshka o del tuttofare concettuale Joseph Beuys.

Nello Spazio Van Gogh, diverse mostre.

Scopriamo i primi disegni di René Goscinny di cui conosciamo soprattutto il genio come sceneggiatore. Tuttavia, i suoi disegni e le caricature realizzati mentre era ancora al liceo mostrano il suo talento e il suo gusto per la derisione. Infatti era un disegnatore professionista prima di scambiare la matita con la macchina da scrivere quando incontrò Uderzo. Questo tuffo nella sua giovinezza annuncia il suo talento di osservatore insolito e divertito dei fallimenti dei suoi contemporanei.

Per scoprire i disegni parigini di Giacometti con la sua particolare tecnica delle linee moltiplicate ad imitazione dell’incisione calcografica, precursori del suo brillante stile “penna a sfera”.

Le incisioni-scritti di Carlo Maryon, acqueforti di eccezionale finezza, le figure mostruose, fantastiche e metafisiche di Gourmelin, i molteplici stili di Chantalpetit, Chi, ” perché le sue parole non sono sempre in linea con i suoi pensieri ”, ha sempre disegnato. Da vedere anche le coloratissime rappresentazioni ispirate alle mitologie e alle fiabe dei fratelli Grimm Frederique Loutz.

- Nella cappella Méjeantra i più giovani, la serie di “Connected” semplice, ma molto raccontata, daAdele Chevarale fittissime xilografie di Lucile Pickett e tante altre mostre da scoprire.

In tutto, quarantadue artisti, alcuni da rivisitare come Jean Dubuffet, Alberto Giacometti, Oskar Kokoschka, Félix Vallotton, Joseph Beuys, Kiki Picasso, Goossens, Georges Wolinski, ma ovviamente tanti altri da incontrare per la prima volta.

©Festival del disegno

Il Festival permette di visitare i luoghi storici della città

Palazzo Arcivescovile, Cappella Museon Arlaten – Museo della Provenza, Museo Réattu, Museo dipartimentale dell’antiquariato di Arles, Cappella Méjan, nonché istituzioni private recenti e prestigiose come la Fondazione Lee Ufan, la Fondazione Manuel Rivera-Ortiz o la zona delle Crociere.

Dibattiti, incontri, proiezioni di film e concerti completano questo Festival ricco e promettente.

Programmazione completa sul sito, non tardare chiude il 19 maggio!

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