“Un ambiente familiare”. Quando Albi veste i colori del gay pride

“Un ambiente familiare”. Quando Albi veste i colori del gay pride
“Un ambiente familiare”. Quando Albi veste i colori del gay pride
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l’essenziale
È il turno di Albi di avere un gay pride. Sabato 22 giugno si svolgerà la prima marcia dell’orgoglio del Tarn. Per questo innanzitutto gli organizzatori stanno attenti a non mettere fretta agli albigesi.

Questa sarà la prima volta nel dipartimento del Tarn. Il 22 giugno Albi ospiterà il suo primo “gay pride”. Una marcia dell’orgoglio per tutte le comunità LGBTQIA+ organizzata dall’associazione Diversità pastello.

Nel programma della giornata: passeggiate per le strade di Albi, villaggi associativi (con la partecipazione di Enipse e Pollux), concerti… Non mancheranno anche attività come il tango che si ballerà con “una persona del stesso sesso”.

“Eravamo da anni che volevamo organizzare questo tipo di evento, ma dovevamo almeno affermarci”, confida Isabeau Glinka, la sua copresidente. Una sfida importante per l’associazione perché l’evento richiede un grande sistema logistico e una significativa mobilitazione di volontari. Inoltre, l’associazione ne sta cercando attivamente uno per la giornata del 22 giugno. Sui social è stato lanciato un appello.

“Dall’inclusione all’assimilazione”

“Abbiamo già fatto un primo test, due anni fa, portando la nostra vasca locale Ruraligay al Pride di Tolosa. Ci siamo allora detti: ‘perché non organizzarne uno nel Tarn'”, aggiunge Isabeau Glinka. La sfida? Rompere gli stereotipi: “Vogliamo raggiungere l’inclusione attraverso l’assimilazione”.

Diversità pastello al gay pride di Tolosa
Isabeau Glinka – IG

Ma perché ad Albi? Per l’associazione, l’obiettivo è sviluppare questa “causa comune” e radicarla nel patrimonio albigese. Un orgoglio che si distingue da quello di Tolosa, per il suo lato ecologico, gentile e innovativo, perché non saranno presenti veicoli. “Vogliamo creare un’atmosfera familiare e accessibile, senza stravolgere le abitudini degli abitanti della zona, poiché non tutti sono obbligati a unirsi alla nostra causa”, spiega il copresidente.

Un “attivismo gentile”

L’associazione nata a fine 2018 promuove “l’ascolto e l’informazione sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”. Aperto a tutte le sessualità, realizza diverse missioni sociali come dibattiti di prevenzione, missioni culturali e numerose attività. Il suo obiettivo è “rompere l’isolamento sociale ed essere un aiuto, un ascoltatore di qualità”, precisa Isabeau Glinka.

Con sede ad Albi, l’associazione promuove l’“attivismo gentile” attraverso la presenza a fiere, l’organizzazione di proiezioni, ecc. “All’inizio facevamo solo momenti di ascolto, ma volevamo sviluppare la nostra attività per una migliore visibilità”, afferma.

In particolare, il 18 maggio, l’associazione organizza davanti al Grand Théâtre una giornata di sensibilizzazione sulla “fobia LGBT” per combattere la discriminazione in ambito sportivo. Una data importante perché cade un giorno dopo l’altro per combattere l’omofobia e la transfobia.

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