Partita: Dortmund/PSG (1-0), prestazioni individuali

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Nella semifinale d’andata di Champions League, il PSG ha perso 1-0 contro il Dortmund, troppo dominato nel primo tempo e poi troppo impacciato nel secondo. Uno sguardo alle prestazioni individuali dei parigini caso per caso.

Donnarumma: Qualcuno inevitabilmente gli darà la colpa del gol subito, ma il tiro di Füllkrug, tanto basso quanto potente, sembra imparabile da dietro. Per il resto, il portiere parigino ha tenuto in vita la sua squadra, in particolare contro Sabitzer due volte, ma non ha realizzato l’impresa più importante che sarebbe stata una parata sulla porta tedesca. Con i piedi o in aria si esibiva, soprattutto perché c’era poca richiesta.

Hakimi: Il terzino destro ha vissuto una partita abbastanza contrastata a seconda delle circostanze della partita. Quando gli si è aperto lo spazio davanti, le sue corse e i suoi continui richiami in avanti hanno messo a morte il Borussia, senza contare che è andato vicino al gol con un tiro da distanza ravvicinata e un assist da centro perfetto. Ma quando si è trovato nel duello ha sofferto molto: Adeyemi gli ha fatto commettere troppi falli e l’esterno lo ha spesso ostacolato quando è tornato in difesa. Lungi dall’essere il peggiore, ma può fare di meglio.

Marquinhos: Il capitano parigino si vergognerà sicuramente di aver coperto il Füllkrug sull’unico gol della partita, azione che ha descritto come praticata peraltro in allenamento, ma per il resto ha fatto tutto bene. La sua presenza difensiva è stata molto utile, inclusa un’enorme parata davanti a Brandt, ed è stato nel complesso bravo a gestire i contropiedi tedeschi. Con la palla, si è assicurato nel gioco corto e ha brillato nel gioco lungo con due passaggi superbi, tra cui questo eccezionale cross senza controllo sulla testa di Fabian Ruiz.

Hernandez: L’inizio di gara lo mostra aggressivo e pronto a avventarsi sul Füllkrug, senza mai tirarsi indietro davanti all’imponente centravanti tedesco che tuttavia gli impone una dura sfida fisica. È stato proprio nel tentativo di impedirgli di segnare che Hernandez si è infortunato, forse per molto tempo.

Beraldo lo ha sostituito e si è ritrovato di fronte allo stesso colosso, inevitabilmente dominato su qualche pallone giocato da pivot. Ma il giovane brasiliano non si è arreso ed è riuscito ad avere la meglio in alcuni momenti, anche in volo. D’altra parte, è colto di sorpresa in alcune azioni rapide, con un posizionamento troppo fluttuante. Con la palla ha provato a far valere la sua qualità nei passaggi, ma un errore è quasi costato caro alla sua squadra.

Nuno Mendes: Il portoghese sembrava preso di mira dal BVB per attaccare fin dall’inizio della partita e i tedeschi giustamente colpiscono la sua squadra. Dopo un inizio in cui ha più o meno resistito nel duello, Sancho lo ha fatto esplodere a poco a poco e il mancino si è trovato in immensa difficoltà, sopraffatto dal virtuosismo e dal pugno dell’esterno. Sott’acqua contro l’inglese, sul filo del rasoio contro gli altri, Mendes ha chiuso un po’ meglio la partita ma ha purtroppo confermato gli enormi timori difensivi che pesavano su di lui dopo il doppio confronto con il Barça. Cosa ancora più fastidiosa, ha avuto anche difficoltà con la palla tra i piedi, venendo spesso bloccato in ripartenza.

Zaire-Emery: Posizionato molto a destra del centrocampista per equilibrio, il giovane centrocampista ha risposto inizialmente fisicamente, non lasciandosi impressionare, ma francamente ha avuto difficoltà nel tempo a esistere e a pesare in gara. I suoi difetti tecnici si sono manifestati regolarmente, prima più vicino alla superficie avversaria per poi allargarsi, e Zaire-Emery quindi non ha brillato davvero. Anche lui non si è mai arreso, ma a questi livelli non basta.

Vitina: Se il PSG ha avuto regolarmente la testa sott’acqua nel primo periodo, non è affondato e ha mantenuto la sua posizione per tutta la partita. Perfetto sotto pressione tranne un’eccezione, molto spesso ben posizionato per bloccare i contropiedi avversari con intercettazioni molto sentite, è stato anche uno dei facilitatori più ispirati del gioco parigino. Tecnicamente pulito, la sua capacità di ribaltare la partita ha fatto molto bene alla squadra e spesso si è lanciato in attacco. Come per l’unico tiro mancato della partita, probabilmente avrebbe dovuto essere reso ancora più responsabile.

Fabian Ruiz: Posizionato sulla sinistra per aiutare Nuno Mendes, lo spagnolo ha fatto un buon inizio di partita, con apprezzabili qualità tecniche e reale resistenza alla pressione avversaria. In partita, però, la sua tendenza a cercare costantemente Mbappé era già troppo presente e si è solo confermata nel corso della partita, con un effetto negativo abbastanza significativo. A poco a poco, ha anche pesato meno nel gioco o nella ripresa, con uno spreco che è cresciuto, ed è stato con le sue incursioni in superficie che si è rivelato interessante ma ha mancato i suoi due colpi di testa da buona posizione , anche se non facili da Mettere.

Dembelé: Il suo ritorno al Dortmund è stato complicato, lontano dai giorni di gloria locali, e l’attaccante ha vissuto molti periodi diversi durante la partita. Prima da protagonista centrale e in un duello a due con Emre Can dal quale non si sottrarrà davvero, pesa pochissimo sul gioco parigino nonostante tiri dalla distanza e tentativi di dribbling mal gestiti. Posizionato francamente più a destra nell’intervallo, ha firmato un inizio decisamente migliore del secondo tempo e poi ha fatto soffrire il Borussia quasi ogni volta che prendeva palla. Ciò purtroppo non troverà conferma nel tempo e la sua ultima mezz’ora è segnata soprattutto da due enormi fallimenti contro la porta. La sua prima occasione è stata ben respinta da Kobel, ma la seconda non è nemmeno andata a segno ed è costata il pareggio alla sua squadra.

Barcola: Con un posizionamento sulla fascia sinistra non facile da leggere per lui e per la sua squadra, si faceva trovare raramente e anche il suo gioco decisivo nelle ripartenze era insufficiente per inserirlo maggiormente nei circuiti di passaggio. Quando è stato trovato più in alto in campo, ha alternato il bene e il male, con Ryerson che ancora non gli dava molto. Con un po’ più di applicazione nei suoi centri avrebbe potuto comunque essere decisivo.

Kolo Muani lo ha sostituito posizione per posizione e ha tenuto meglio la corsia da un punto difensivo. Ha provato a portare la sua potenza sulla palla ma il suo buon inizio di azione è stato quasi sempre rovinato da problemi tecnici nel finale.

Mbappe: Solo in prima linea di fronte ad un cardine che doveva gestire solo lui, il francese non ha mai saputo uscire dalla trappola e ha avuto una partita francamente mediocre. Troppo impreciso tecnicamente, ad esempio, non sapeva mai voltare le spalle alla porta e generalmente non andava d’accordo con i compagni che lo circondavano. Nella ripresa, ha realizzato un bel tiro sul palo e poi un magnifico lay-up per Dembélé, ma questo non ha salvato la sua partita. I suoi movimenti sollevano interrogativi, con il rifiuto di attaccare la superficie ma anche le sostituzioni tardive che generano fuorigioco. L’equazione iniziale non era facile, ma sembrava che tentasse di risolverla al contrario e quindi non ebbe successo.

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