l’errore che fanno tutti e che può rovinare tutto

l’errore che fanno tutti e che può rovinare tutto
l’errore che fanno tutti e che può rovinare tutto
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“Carina, carina, carina”, la tua macedonia? Solo se non commetti questo errore fatale – eppure ricorrente –…

Preparare una macedonia, dirà qualcuno, è come imburrare una fetta di pane tostato: assolutamente impossibile. Prendendo alcuni esemplari maturi dal cestino, tagliandoli rapidamente a cubetti o fette e mettendo insieme il vostro piccolo miscuglio in una grande ciotola o insalatiera, non vedete davvero quale potrebbe essere un problema. Solo che quando sei un esteta accoppiato con un buongustaio, capisci presto che questo giochino, dalle regole apparentemente così semplici, si rivela molto più sottile di quanto sembri.

Ricorda, non hai già provato una certa frustrazione mentre contemplavi o assaggiavi il tuo cocktail vitaminico all’ora del dessert? Colori che speravi fossero vibranti, e alla fine molto pallidi, per non aver punteggiato il tuo trio monocromatico mela-pera-banana con qualche frutto rosso? Una dimensione leggermente approssimativa, che ha sconvolto l’armonia visiva del tuo capolavoro? Troppa dolcezza in bocca, che hai involontariamente accentuato aggiungendo quella dannata bustina di zucchero vanigliato? Una mancanza di sollievo, dovuta al fatto di non aver inserito una spezia ben scelta o un’erba fresca per esaltare i sapori? Facile, facile… Non così tanto, alla fine.

E le difficoltà non finiscono qui. Resta una trappola ancora più insidiosa, nella quale cadiamo tutti – tranne forse i cuochi appassionati di biochimica. Una trappola che questa volta riguarda la consistenza delle nostre macedonie. Avete notato la sua fastidiosa tendenza ad ammorbidirsi ad alta velocità, soprattutto quando lo preparate con troppo anticipo? Ebbene, immaginate che molto probabilmente il colpevole si nasconda tra i protagonisti nella vostra insalatiera. Si si…

Si scopre che il kiwi contiene un enzima specifico chiamato actinidina, che ha la proprietà di scomporre le proteine ​​alimentari. Il problema è che attacca senza tante cerimonie anche tutti i poveri compagni di ciotola del kiwi che ne vengono a contatto… per farli zoppicare. Senza resistenza, senza difesa e soprattutto senza masticare tra i denti.

Dovremmo quindi semplicemente escludere il kiwi dai nostri mix fruttati? Per fortuna no: basta aggiungerlo all’ultimo momento per conservare un po’ più di croccantezza. Tieni presente che alcuni frutti tropicali, come la banana, la papaia, il mango o l’ananas, contengono anche una certa percentuale di actinidina. I più meticolosi applicheranno quindi la stessa precauzione con questi frutti esotici affascinanti (ma poco socievoli).

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