Questa città dell’Essonne ha condannato a risarcire un agente di polizia municipale vittima di disprezzo e ribellione

Questa città dell’Essonne ha condannato a risarcire un agente di polizia municipale vittima di disprezzo e ribellione
Questa città dell’Essonne ha condannato a risarcire un agente di polizia municipale vittima di disprezzo e ribellione
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Di Editoriale Essonne
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2 maggio 24 alle 6:32

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E’ arrivata la sentenza. Il tribunale amministrativo di Versailles ha ordinato alla città di Massy (Essonne) di risarcire uno dei suoi agenti di polizia municipale che era stato vvittima di atti di disprezzo e di ribellione nell’esercizio delle sue funzioni.

Due minorenni condannati nel 2020

Tale funzionario dell’amministrazione penitenziaria era stato infatti distaccato, tra il 1° ottobre 2018 e il 1° ottobre 2021, in qualità di “guardiano-brigadiere” all’interno della polizia municipale di Massy.

Il 13 settembre 2019 era stato infatti vittima insieme a “molti dei suoi colleghi” di atti di disprezzo e di ribellione per i quali “due minorenni” sono stati condannati l’8 ottobre 2020, riferisce il tribunale amministrativo di Versailles, in una sentenza del 2 febbraio 2024 appena reso pubblico. Il sistema giudiziario penale aveva ordinato loro di pagarlo “300€ di danni” e “€ 150” per le sue spese legali.

Una terza persona, questa volta adulta, è stata condannata dal tribunale penale per atti di ribellione commessi contro di lui il 26 maggio 2020. Questa persona è stata condannata a pagarlo 150€ di “danni”oltre a “€ 150” per “spese processuali”.

Ha chiesto 20.000 euro

Ma il vigile municipale no mai riuscito ad “ottenere il recupero di tali somme” : si è quindi rivolto al tribunale amministrativo di Versailles per condannare il suo datore di lavoro, la città di Massy: ha chiesto un risarcimento totale di “20.000 euro” per i “danni subiti” a causa dei fatti di cui è stato vittima nel settembre 2019 e maggio 2020.

Infatti, “vista la natura degradante dei commenti formulati e le conseguenze sulla deterioramento del suo stato psicologicoa causa soprattutto dell’inerzia della sua gerarchia”, ha stimato di poter pretendere 20.000 euro.

“La comunità pubblica è tenuta a farlo tutelare il pubblico ufficiale contro attentati volontari alla sua integrità personale, violenza, atti costituenti molestie, minacce, ingiurie, diffamazioni o oltraggi di cui potrebbe essere vittima senza che gli sia imputabile alcuna colpa personale. È tenuta a riparare, se necessario, il danno che ne è derivato”, recita il codice generale della funzione pubblica.

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Tale ente pubblico è quindi “surrogato nel diritto della vittima di ottenere dagli autori dei fatti (…) la restituzione delle somme corrisposte al pubblico agente” e dispone, a tal fine, di un “azione diretta” che può esercitare “a titolo di costituzione di parte civile” davanti al giudice penale.

Radiato dalla polizia municipale

In questo caso, se tale “tutela” comprende “la riparazione del danno subito dall’agente vittima di attentati nell’esercizio delle sue funzioni”, essa non comporta però “la sostituzione della comunità pubblica sulla quale egli dipende, per risarcimento dei danni riconosciuto con una decisione del tribunale, agli autori di questi fatti quando sono insolventi o si sottraggono all’esecuzione di tale decisione del tribunale”, anche se “l’amministrazione sarebbe surrogata nei diritti del suo agente”.

Tuttavia “spetta all’autorità pubblica che riceve una richiesta in tal senso garantire equo risarcimento del danno subito a causa degli attacchi diretti contro questo agente”, confermano i magistrati del tribunale amministrativo di Versailles nella loro decisione del 2 febbraio 2024 e che è stata appena resa pubblica.

Pertanto, «spettava al Comune, pervenuta in tal senso con lettera del 4 febbraio 2022, assicurare un congruo risarcimento del danno subito. [par le policier municipal] a causa degli attacchi subiti nell’esercizio delle sue funzioni”. I magistrati hanno quindi ritenuto che ci fosse motivo di concederglielo “450€” a risarcimento del suo “danno morale” e i suoi “disturbi di ogni genere” nelle sue “condizioni di esistenza”. Anche la città di Massy dovrà pagarlo 1.200 euro per coprire le spese legali.

D’altro canto, in una seconda decisione emessa lo stesso giorno dal tribunale amministrativo di Versailles, l’ufficiale di polizia municipale ha chiesto di essere “riclassificato” a un livello superiore, al grado di “capo di brigata”. Ha infine appreso, il 4 agosto 2021, che “il suo distacco non sarebbe stato rinnovato” e che sarebbe stato quindi “allontanato dal mondo del lavoro” della polizia municipale di Massy dal 1° ottobre 2021. Resta il fatto che non ha presentato ricorso “entro un termine ragionevole” – che, in questo caso, “non poteva superare un anno” – dopo essere venuto a conoscenza della sua “ riclassificazione” al 5° livello, con efficacia “dal 1° ottobre 2018”.

CB / StampaPepper

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