La nostra società è immatura? – Umanità

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Sabato, a Châteauroux, un adolescente di 15 anni è morto per l’accoltellamento di un altro giovane coetaneo e di origine afghana. Nelle ore successive, il padre della vittima, che poteva incolpare il mondo intero, chiese solennemente che la morte del figlio non fosse oggetto di alcun recupero politico. Queste parole di assoluta saggezza provengono da un padre che sa già che la morte di suo figlio non appartiene più a lui ma riguarda l’intera società. Non per trovare soluzioni, per non pensare, per non mettere in discussione come gira il nostro mondo adulto, ma per lasciarsi strumentalizzare da un dibattito politico-mediatico che non farà altro che aggiungere sale alle ferite della memoria di suo figlio. In televisione, leader politici e commentatori parlano, senza saperlo, di giustizia troppo lassista, di genitori assenti… E il Raggruppamento Nazionale ha subito parlato dell’immigrazione che sarebbe la causa di tutte le disgrazie del nostro paese.

Volendo trovare risposte immediate e nominando i colpevoli più velocemente della nostra ombra, la nostra società è immatura? Durante la crisi del Covid, gli operatori sanitari erano una legione sui televisori. Durante questi tragici episodi di violenza tra giovani, psicologi, educatori e giudici minorili non vengono ascoltati. Nel suo discorso a Viry-Châtillon, sotto la pressione dell’estrema destra, il Primo Ministro ha suonato solo una nota: quella dell’autorità! Un’autorità necessaria ma più che insufficiente senza mezzi di sanzione, prevenzione ed educazione. E senza strumenti pubblici quotidiani per stringere le crepe ed evitare nuove tragedie!

Contrariamente alla saggezza convenzionale, il nostro Paese sanziona: 3.142 minorenni sono incarcerati in Francia, più che altrove in Europa. E in dieci anni c’è stato un aumento del 12% delle misure di tutela giurisdizionale. Ma, sul piano preventivo, c’è un solo giudice per 500 minorenni, 1.500 giovani per uno psicologo scolastico e, a Grigny, tre anni di attesa per cure psichiatriche infantili. Per quanto riguarda la nostra scuola, tutti i sociologi concordano nel considerarla la madre di tutte le battaglie poiché il fallimento accademico è il brodo in cui crescono tutti coloro che indulgono alla violenza. E, nelle famiglie in cui questi studenti crescono, per molti, regna la paura e la violenza dovuta a padri e madri che spesso si sentono sopraffatti dal lavoro più impegnativo del mondo, quello di essere genitori. Tutti gli operatori del settore, poliziotti, giudici, educatori, insegnanti invocano l’umiltà come primo rimedio per salvare vite stroncate nel cuore dell’adolescenza. È tempo di ascoltarli e dare loro i mezzi per lavorare!

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