“Per la pace in Medio Oriente noi studenti dobbiamo fare meglio dell’agitazione”

“Per la pace in Medio Oriente noi studenti dobbiamo fare meglio dell’agitazione”
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Ddal 24 aprile e dalla tua prima occupazione, a Sciences Po, poi alla Sorbona e in altri campus in Francia, non ho mai smesso di cercare le parole per far capire a voi, studenti mobilitati per la Palestina, che insieme dobbiamo fare meglio di così agitazione che non fa altro che promuovere rabbia e odio. Sto cercando di ascoltarti, come spero che tu proverai a leggermi.

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Come te, credo nel potere della mobilitazione studentesca. Abbiamo la responsabilità di opporci all’ingiustizia.

Poiché molti dei nostri anziani vorranno sempre metterci a tacere, qualsiasi forma di mobilitazione mi sembra legittima purché non violenta. Ci credo così tanto che, quando studiavo a Sciences Po, ho partecipato ai blocchi scolastici. Per due notti ho dormito nell’aula magna di Boutmy, ottenendo così l’introduzione nello statuto di Sciences Po della rappresentanza studentesca nel consiglio di amministrazione.

Poiché credo, come te, nel potere della voce studentesca di cambiare la società, qualsiasi forma di repressione del movimento studentesco mi spaventa. Non sarò mai felice di vedere il CRS entrare in un campus.

Come te, sono indignato

Il fatto che questa mobilitazione riguardi la sorte dei palestinesi non cambia nulla. Come te, piango quando vedo le immagini di Gaza. Come te, sono disgustato e indignato dai commenti di alcuni leader politici israeliani che descrivo senza batter ciglio come di estrema destra.

Più di ogni altra cosa: credo nel dialogo. I grandi progressi sociali in Francia sono sempre stati il ​​risultato della mobilitazione e anche del dibattito. Diritti umani, Fronte popolare, decolonizzazione, abolizione della pena di morte, istituzione del matrimonio per tutti: tutto è dovuto alla mobilitazione militante, ma nulla è stato ottenuto cercando di mettere a tacere i suoi avversari.

Invece ti biasimo per altri fatti, altre parole, che non posso accettare. Innanzitutto per la vostra incapacità di denunciare chiaramente l’antisemitismo, per il vostro atteggiamento che lascia aleggiare su di noi studenti ebrei una minacciosa sfiducia. La vostra permeabilità all’antisemitismo permette ad alcuni di affermare che voi siete l’unico pericolo, e quindi che l’estrema destra sarebbe la soluzione per ristabilire l’ordine.

Strumentalizzazione della tua causa

Ti biasimo anche per aver accettato lo sfruttamento della tua causa da parte di La France insoumise. Non vedi che ti sostengono solo per puro interesse elettorale? Voi siete lo strumento di un metodo classico: screditare i vostri avversari – qui, gli studenti ebrei – per autorizzarvi a rifiutare il dibattito e le domande. Applaudendo Jean-Luc Mélenchon, Rima Hassan, Aymeric Caron, Antoine Léaument e Thomas Portes, voi tradite il principio di indipendenza del movimento sociale e accettate che gli ebrei siano messi al pascolo.

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