Raymond Depardon: gli occhi dello stadio

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16 ottobre 1968, allo Stadio Olimpico dell’Università di Città del Messico. Issati sul podio dei 200 metri, gli atleti afroamericani Tommy Smith e John Carlos alzano i pugni per denunciare la situazione dei neri nel mondo. Un rovescio della medaglia immortalato dagli occhi dello Stade Raymond Depardon.
Le stampe del fotografo francese sono più che immagini. Fanno parte della storia. Meglio ancora, fanno la storia quando riprendono, ad esempio, la presa di ostaggi della delegazione israeliana da parte di un commando rivoluzionario palestinese, alle Olimpiadi estive di Monaco del 1972.
Al crocevia tra sport e storia, umanesimo e politica, le fotografie del nativo di Villefranche-sur-Saône ci invitano quindi ad aprire gli occhi sul mondo, al Frac Bretagne e agli Champs Libres.

Nato nel 1942, Raymond Depardon si è posto un obiettivo fin da piccolo: fotografare la fattoria di famiglia. La mostra “Rural”, proposta agli Champs Libres dal Musée de Bretagne, è per il fotografo un modo per chiudere il cerchio. Si riferisce anche alla situazione attuale di un mondo agricolo in crisi, schiacciato dagli appetiti dell’orco capitalista.


Le Villaret. Dipartimento della Lozère, Linguadoca Rossiglione, 1993 (Raymond Depardon – Magnum Photos)

Il Signore degli Anelli Olimpici

Le foto esposte sono state scattate tra il 1990 e il 2000 con la sua inseparabile macchina fotografica 6 x 9 Raymond Depardon ha viaggiato attraverso la Francia rurale ed esplorato il mondo rurale. Sono emerse immagini che raccontavano la terra, la gente, il lavoro manuale, l’isolamento e la fragilità delle piccole aziende agricole.
L’immaginere sa anche scrivere: “Questi uomini e donne che abitarono e persistettero a coltivare questi territori desolati erano saggi, filosofi, eroi, in anticipo rispetto al declino essenziale che doveva venire. Questo shock politico e ideologico è stato la forza trainante del mio progetto. »
Tornando a Magnum Photo nel 1979, Raymond Depardon non abbandonerà mai i suoi ideali umanisti, come quando conquistò l’Afghanistan durante l’invasione sovietica.
E anche quando si tratta delle Olimpiadi, le sue fotografie vanno oltre lo sport. Ripreso sei volte dal fotografo francese, il celebre concorso rivela nel corso degli eventi un uomo in anticipo sui tempi. In vista anche del momento T, quando cattura la disperazione di Michel Jazy, dopo la sua sconfitta nei 5000 metri di Tokyo, nel 1964.
La brillante gioia di Colette Besson, vittoriosa nei 400 metri, in Messico, nel 1968; la leggendaria tripletta dello sciatore Jean-Claude Killy, a Grenoble, nel 1968; la grazia e la perfezione della palestra rumena Nadia Comaneci, a Montreal, nel 1976. Queste immagini iconiche piene di emozione sono ora incise in lettere d’oro nel marmo della storia.
Intitolata sobriamente “I Giochi Olimpici, 1964-1980”, la mostra proposta da Frac Bretagne vi invita a una maratona di 165 fotografie. Mozzafiato, ovviamente.


Ritratto di una donna algerina

Algeri, 2019 (Raymond Depardon – Magnum Photos)

L’anello algerino

Presentata nello spazio Anita Conti a Les Champs Libres, la mostra “Il suo occhio nella mia mano – Algeria 1961 e 2019” fa finalmente una grande differenza nel tempo e nella vita di Raymond Depardon.
All’età di 19 anni, il giovane fotografo reporter ha catturato per l’agenzia Delmas la fine dell’era coloniale e ha catturato con delicatezza il dietro le quinte degli accordi di Evian da parte della delegazione algerina.
Quasi 60 anni dopo, Raymond Depardon ha voluto mostrare queste immagini mai pubblicate. Tornò addirittura in Algeria per completare la sua opera con un “poscritto” in cui emerge il suo rapporto di complicità con il poeta Kamel Daoud.

Cosa resta da dire di queste tre mostre dedicate a Raymond Depardon? Che queste immagini sono incolori, ma a tratti rabbiose; che sono in bianco e nero – il Nero di questi campioni afroamericani montati su questo podio bianco – prodotti da un maestro del fisting.

A Rennes, dall’8 giugno 2024 al 5 gennaio 2025, alle Frac Bretagna e a Campi liberi.

Jean-Baptiste Gandon

In giro per le mostre

Lo sport è in mostra al Palais Saint-Georges
Facendo eco alle mostre “Vivere lo sport” e “I Giochi Olimpici, 1964-1989” proposte dal Musée de Bretagne e dal Frac Bretagne, le fotografie sono esposte sui cancelli del Palais Saint-Georges. Immagini e foto d’archivio di Raymond Depardon che ci raccontano i tenui legami che uniscono sport e fotografia, da scoprire fino al 25 settembre.

E tanti altri eventi:

  • Incontro “Masterclass” con Raymond Depardon agli Champs Libres.
  • Ciclo di proiezioni all’aperto con Clair-Obscur, a tema sportivo.
  • Proiezioni di film documentari di Raymond Depardon
  • Incontro con lo storico dello sport Claude Boli, al Frac Bretagne…

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