il viaggio dei sulfurei fedeli di Mitterrand

il viaggio dei sulfurei fedeli di Mitterrand
il viaggio dei sulfurei fedeli di Mitterrand
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ENel 2015 ha intitolato i suoi quaderni 1984-2014 “Politicamente scorretto” (Le Cherche midi). Questo titolo gli calzava a pennello, ma avrebbe potuto anche definirsi “Politicamente sulfureo”. Come il suo collega al timone e amico Jacques Vergès, Roland Dumas odorava di zolfo e non faceva nulla, anzi, per mascherare questo odore. Questo avvocato dal sorriso seducente e dai capelli abbondanti e curati rivendicava la sua libertà di pensiero, tono e morale.

Come François Mitterrand, di cui fu compagno fedele e responsabile di missioni segrete in Africa o in Medio Oriente, gli sono state attribuite molteplici avventure femminili. Il più pubblicizzato, quello con Christine Deviers-Joncour, l’ha portata a comparire in tribunale. Ma queste doppie vite non gli hanno impedito di restare sposato con la moglie Anne-Marie, erede dell’aperitivo Lillet e proprietaria della loro casa a Saint-Selve, nella Gironda.

Se nelle sue numerose battaglie elettorali ha sempre indossato l’etichetta socialista, non ha esitato a mettere in dubbio gli attentati dell’11 settembre o ad apparire accanto a personaggi del Fronte nazionale. Nel 1986, è grazie ai voti dei deputati lepénisti che ottiene la presidenza della prestigiosa commissione degli affari esteri dell’Assemblea nazionale. Difensore della causa palestinese, assicurava nel febbraio 2015 che il primo ministro Manuel Valls, allora in conflitto con il polemista Dieudonné, “era sotto l’influenza ebraica. » La frase suscitò scandalo ma lui rifiutò di chiedere scusa, difendendosi da ogni antisemitismo e rimandando i suoi detrattori alla sua giovinezza.

Più volte deputato

Nato a Limoges (87) il 23 agosto 1922, Roland Dumas ha partecipato alla Resistenza durante l’Occupazione. Fu arrestato dalla polizia francese nel maggio 1942 ma riuscì a scappare. Suo padre, invece, Georges Dumas, funzionario fiscale della città di Limoges, fu denunciato alla Gestapo per le sue attività di maquisard e fucilato a Brantôme (24), il 26 marzo 1944. Una tragedia che lo segnerà per sempre. vita.

Trasferitosi a Parigi, si divide tra studi di diritto e giornalismo economico. Iscritto all’albo degli avvocati nel 1950, uno dei suoi primi clienti fu l’ex combattente della resistenza comunista di Limougeau Georges Guingoin, dal quale ottenne l’assoluzione dall’accusa di omicidio. Difese anche François Mitterrand nel 1959 nell’affare dell’Osservatorio. L’inizio di una lunga amicizia, personale e politica, che una battuta così riassume: “Mitterrand ha due avvocati, Badinter per la legge, Dumas per quella storta. » Ricordiamo anche il suo abito leggero che lo distinse tra la folla che accompagnò il vincitore del 1981 al Pantheon.


Roland Dumas dietro il presidente François Mitterrand, nel 1991.

ARCHIVI SUD-OVEST

A partire dagli anni ’50, Roland Dumas svolse la sua duplice attività di funzionario eletto e di avvocato. Entrò nel Palazzo Borbonico nel 1956 e vi prestò servizio per molti anni. Deputato dell’Haute-Vienne dal 1956 al 1958 (rifiutò di votare per l’insediamento del generale de Gaulle) poi della Corrèze nel 1967, fu sconfitto l’anno successivo.

Dopo aver sfidato senza illusioni e senza successo Jacques Chaban-Delmas alle elezioni municipali di Bordeaux nel 1977, emigrò in Dordogna dove fu eletto tre volte, nel 1981 contro Yves Guéna con il quale i rapporti furono sempre avvelenati, nel 1986 e nel 1988. Fu picchiato nel 1993, dopo la promessa barocca all’ospedale di Sarlat di uno scanner offertogli dalla sua amante Nahed Ojjeh, figlia di un ministro siriano.


Roland Dumas e Jacques Chaban-Delmas nel 1977 a Bordeaux.

Parla di Picasso e Giacometti

Professionalmente, Roland Dumas è uno degli avvocati più importanti. Se sceglie alcuni dei suoi clienti per ragioni politiche, come Francis Jeanson, punta di diamante dell’indipendenza algerina, o “The Chained Duck”, difende anche le celebrità. Jean Genet, Georges Braque, Giacometti (che gli valse una condanna per complicità in violazione della fiducia nell’ambito del patrimonio dello scultore), Jacques Lacan… E soprattutto Pablo Picasso, che gli affidò la missione di rimpatriare il suo capo lavorare “Guernica”, da New York a Madrid, quando la Spagna sarà tornata ad essere una democrazia. Egli invoca anche capi di stato sulfurei quanto lui, come il colonnello Gheddafi o l’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo.


La regina Elisabetta II d’Inghilterra, in visita a Bordeaux, nel giugno 1992. Qui, in macchina con Roland Dumas.

François Mitterrand lo nominò ministro degli Affari esteri dal 1988 al 1993, nonostante l’ostilità di Michel Rocard che lo considerava troppo velenoso. Al Quai d’Orsay sarà testimone della riunificazione tedesca, del crollo dell’URSS e della Guerra del Golfo di cui è un sostenitore, come François Mitterrand. Lavora anche, invano, per la creazione di uno Stato palestinese.

Trascinato dall’affare Elf

È al Consiglio costituzionale che si conclude senza allori l’ultima sequenza pubblica di Roland Dumas. Nominato nel 1995 da François Mitterrand, succede a Robert Badinter e dovrà prima esaminare i conti della campagna presidenziale. Ha convalidato i conti di Jacques Chirac e Édouard Balladur nonostante gli eccessi e le irregolarità, anche se l’invalidazione avrebbe comportato l’annullamento dell’elezione del vincitore. Rivelata anni dopo, questa decisione è stata confermata dall’interessato nel 2015.


Roland Dumas e la sua amica ed ex collaboratrice Christine Deviers-Joncour, al Roland-Garros di Parigi, nel 1990.

ARCHIVI AFP

Due anni dopo, fu coinvolto nel vasto affare degli Elfi per la sua relazione con Christine Deviers-Joncour. La stampa rivela i regali che lei gli fa, grazie ai soldi della compagnia petrolifera, tra cui un magnifico paio di scarpe italiane. Lo scandalo Elf, uno dei più fragorosi del Ve Vincerà Repubblica, insieme a tanti altri imputati, compresa la sua ex amante. Condannato a sei mesi di reclusione, è stato assolto in appello nel gennaio 2003.

Nel frattempo, essendo la vendetta un piatto da servire freddo, Yves Guéna, entrato al Consiglio costituzionale nel 1997, ha ottenuto di dimettersi dalla presidenza dei Saggi nel marzo 1999 e, un anno dopo, di abbandonare completamente Montpensier. Riprende i panni di avvocato, più libero che mai. Nei suoi ultimi anni, Roland Dumas ha rivelato molti segreti. Probabilmente ne porta qualcuno con sé. Sempre con un sorriso.

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