Rodano nel Vallese: la brutale risposta della natura alla denuncia

Rodano nel Vallese: la brutale risposta della natura alla denuncia
Rodano nel Vallese: la brutale risposta della natura alla denuncia
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Il 28 maggio il consigliere di Stato vallesano Franz Ruppen ha presentato un rapporto in cui mette in discussione l’importante lavoro di messa in sicurezza del Rodano intrapreso dall’inizio degli anni 2000, la terza correzione del fiume. Questo rapporto è stato commissionato ad uno studio di progettazione di Losanna ed è giunto alla conclusione che il progetto seguito finora era troppo “catastrofico” e “sproporzionato”.

Alcuni hanno interpretato questo come un ordine del magistrato dell’Udc di ottenere conclusioni scientifiche, per corroborare le critiche mosse al progetto dal suo partito e dagli ambienti agricoli. Il Canton Vaud ha reagito con stupore a questa svolta vallesana. Aveva ragione ad essere preoccupato per la situazione nella regione dell’Aigle, dove domenica è stato necessario evacuare le zone a rischio.

Gli eventi di questo fine settimana, in particolare le inondazioni verificatesi nella regione di Sierre-Chippis, che hanno colpito duramente il settore industriale, sono serviti a ricordare che la natura non ha bisogno di segnalazioni. Inoltre la vulnerabilità di questo luogo in caso di inondazioni è nota da tempo… nei rapporti.

Certo, diremo che si tratta di un evento eccezionale, un’alluvione centenaria, ma è la seconda in 24 anni. Quando sarà il prossimo? Franz Ruppen dovrà rispondere alla domanda. Alcuni si sono schierati in sua difesa già domenica, affermando che il Rodano ha svolto perfettamente il suo ruolo di fiume trasportando queste enormi quantità di pioggia e neve sciolta verso il Lago di Ginevra, senza cedere né straripare. Tranne che a Sierre.

Alla luce di questi nuovi avvenimenti, le autorità vallesane dovranno riconsiderare la terza correzione del Rodano, mettendo da parte il prisma politico che circonda la questione. In particolare, andrebbero preservati gli allargamenti previsti nella pianura, che dovrebbero interrompere la dinamica di scorrimento del fiume che lo rende così minaccioso.

Questa domenica è stata la regione di Sierre a farne le spese. Ma se potessimo prevedere dove potrà sfociare il fiume, sarebbe più intelligente e soprattutto più rassicurante per tutti.

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