Cyber-flashing*, vendetta porno…: Kaspersky rivela che sempre più persone si scambiano nudi, esponendosi al rischio di abusi

Cyber-flashing*, vendetta porno…: Kaspersky rivela che sempre più persone si scambiano nudi, esponendosi al rischio di abusi
Cyber-flashing*, vendetta porno…: Kaspersky rivela che sempre più persone si scambiano nudi, esponendosi al rischio di abusi
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Cyber-flashing*, vendetta porno…: Kaspersky rivela che sempre più persone si scambiano nudi, esponendosi al rischio di abusi

In Francia :

• Il 13% degli intervistati ha già condiviso immagini di se stesso nudo con persone con cui esce o con cui chatta. Questa cifra aumenta significativamente tra i 16/24enni (34%) e i 25/34enni (31%).

• In modo allarmante, il 16% degli intervistati ha ammesso di aver condiviso tali immagini per vendetta. Circa 1 intervistato su 5 voleva intimidire il proprio target mentre 1 intervistato su 4 ha condiviso queste immagini “per ridere”.

• Più di un francese su tre (33,6%) rivela di aver subito o di conoscere qualcuno che ha subito abusi online (revenge porno, cyber-flashing,

• La vergogna delle troie** si sta normalizzando in modo preoccupante.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale (AI) consente di creare false foto intime con un clic, questo studio rivela fino a che punto i nudi siano oggi normalizzati: il 15% dei francesi ha foto esplicite di se stesso sui propri dispositivi connessi, un fenomeno molto più marcato tra le generazioni più giovani (36% dei 16/24enni e 39% dei 25/34enni).

Condividere foto intime con il partner o con persone romanticamente desiderate è una pratica ormai diventata un luogo comune: il 34% dei 16/24enni ha già condiviso immagini di sé nudo con persone con cui esce o con cui chatta, contro il 31% di 25 /34 anni. Un po’ più riservati i 35/44enni (22%). Queste pratiche possono purtroppo avere conseguenze dannose, in particolare quando queste immagini intime vengono utilizzate contro i loro autori per ferirli, intimidirli o umiliarli.

Anche la ricezione non consensuale di foto a sfondo sessuale (cyber-flashing) è un trend emergente che colpisce tutte le fasce di età poiché il 32% dei 16/24enni, il 42% dei 25/34enni e il 25% 35/44 i ventenni hanno già pagato il prezzo. Il 22% degli intervistati ha inoltre già ricevuto contenuti espliciti da una persona che non ha mai incontrato nella vita reale.

“Il nostro studio evidenzia la crescente normalizzazione di una pratica sociale con conseguenze problematiche: il pubblico, in particolare i più giovani, condivide immagini sempre più intime senza tener conto delle conseguenze a lungo termine che ciò potrebbe avere”, spiega Eric Buanga, eCommerce Manager France e NCWA. “Negli ultimi 25 anni, la tecnologia ha reso più semplice catturare e condividere queste immagini, e comportamenti e atteggiamenti nei confronti degli appuntamenti online si sono evoluti in modo significativo, accelerando la tendenza alla condivisione di messaggi intimi. La consapevolezza dei rischi connessi può consentire alle persone di fare scelte digitali più informate”.

Il 33% dei 16/24enni e il 31% dei 25/34enni hanno nudi di altre persone sui propri dispositivi. Preoccupante è che il 21% dei 16/24enni e il 13% dei 25/34enni ritengono accettabile la condivisione delle foto ricevute con terzi, salvo diversa indicazione dell’interessato, e quindi non richiedono il consenso. Ancora più preoccupante, il 54% dei francesi intervistati attribuisce alla vittima la responsabilità della diffusione della propria immagine a malintenzionati poiché sono loro all’origine della condivisione iniziale. Il 56% ritiene che le vittime debbano assumersi le conseguenze che potrebbero derivare dalla condivisione di foto intime. Questa inversione di ruolo è pericolosa, deriva dallo “slut-shaming”, dal considerare le vittime colpevoli del danno arrecato loro.

“Tutti devono essere consapevoli che una volta condivisa un’immagine, può essere difficile controllarne la diffusione o garantirne la rimozione, il che può comportare notevoli danni emotivi e morali. Poiché la condivisione di nudi diventa sempre più comune, aumenta il rischio di abusi, tra cui voyeurismo, cyber-flashing e vendetta porno”, afferma Louise Delavier, direttrice del programma dell’associazione En avant tout(s).

La piattaforma più utilizzata dalle generazioni più giovani per condividere questo tipo di contenuti è senza dubbio SnapChat (53% dei 16/24enni e 57% dei 25/34enni) seguita da Instagram (31% dei 16/24enni e 27% dei 25/34enni) e Whatsapp (22% dei 16/24enni e 30% dei 25/34enni). I 35/44enni preferiscono Whatsapp (33%), l’invio via email (29%) e Instagram (22%).

Consigli di Kaspersky e dell’associazione En avant tout(s) per stare al sicuro:

• Pensa prima di pubblicare. Scopri con chi condividi i tuoi dati e quando lo fai. Pensa sempre a come i contenuti che condividi online potrebbero essere interpretati e utilizzati da altri.

• Per tutelarti, cerca di non condividere foto in cui sei facilmente riconoscibile e identificabile, evitando di includere il tuo volto o altri segni distintivi.

• Avere cura di identificare i sistemi di messaggistica sicuri e quelli con crittografia end-to-end.

• Se pensi di poter essere vittima di abusi online, conserva le prove e segnalalo alla polizia e alle piattaforme dove pensi di aver trovato le tue foto.

• Controlla sempre le impostazioni di autorizzazione delle app che utilizzi, per ridurre al minimo la probabilità che i tuoi dati vengano condivisi o archiviati da terze parti (e non solo) a tua insaputa.


*Il “cyber-flashing” è l’atto di inviare un’immagine con una connotazione sessuale a qualcuno che non conosci senza il suo consenso. L’invio di “dick-pics” sui social network e/o tramite il sistema “Airdrop” di Apple sono casi comuni. Per “revenge porno” si intende la divulgazione sui social network, in particolare, di contenuti sessualmente espliciti da parte di una persona senza il suo consenso, con l’obiettivo di “vendicarsi”.

**Lo “slut shaming” è l’atto di stigmatizzare una persona per il suo comportamento, ritenuto provocatorio o troppo apertamente sessuale.

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