tutto quello che c’è da sapere sullo “slop”, il nuovo fastidio di Internet che sostituisce lo “spam”

tutto quello che c’è da sapere sullo “slop”, il nuovo fastidio di Internet che sostituisce lo “spam”
tutto quello che c’è da sapere sullo “slop”, il nuovo fastidio di Internet che sostituisce lo “spam”
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Slop è un nuovo fenomeno Internet legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e al suo utilizzo talvolta dannoso. Si riferisce alla proliferazione di pagine web, foto e video generati dall’intelligenza artificiale, pubblicati senza alcuna verifica e che inquinano Internet.

Questo è uno degli effetti dannosi della generalizzazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Da diversi mesi, per la sfortuna degli utenti, su Internet è apparso un nuovo fenomeno: lo slop.

Questo fastidio, erede dello spam, sta invadendo il Web a grande velocità, su diverse piattaforme: presente prima su forum frequentati dagli appassionati di Internet come 4chan, prima di approdare su YouTube in aree dedicate ai commenti, slop riunisce contenuti generati dall’intelligenza artificiale contenenti numerosi errori.

Come spiega in un editoriale il New York Times, l’impatto dello slop si fa già sentire su alcuni browser come Google, con suggerimenti di ricette di pizza contenenti colla non tossica o addirittura la presenza di gatti sulla luna. Di fronte a questi errori ormai ricorrenti, Google ha notevolmente ridotto alcune funzionalità della sua intelligenza artificiale, Google Gemini.

Un termine facile da ricordare per attirare l’attenzione degli utenti di Internet

Promotore del termine, il programmatore britannico Simon Willinson, indica che è necessario democratizzare l’uso della parola “slop”, in modo che gli utenti tradizionali di Internet siano avvertiti del pericolo.

“Prima che il termine ‘spam’ si diffondesse, non era necessariamente chiaro a tutti che i messaggi di marketing indesiderati fossero un cattivo comportamento. Spero che questo ‘slop’ abbia lo stesso impatto: far capire alla gente che generare e pubblicare contenuti non revisionati generati dall’intelligenza artificiale è un cattivo comportamento”, spiega nelle colonne del Guardian.

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