trasformare l’UE in un capro espiatorio dell’innovazione

trasformare l’UE in un capro espiatorio dell’innovazione
trasformare l’UE in un capro espiatorio dell’innovazione
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Apple sta giocando un gioco pericoloso con l’Unione Europea. Tra innovazioni ritardate e comunicazioni ambigue, l’azienda Apple sembra voler fare dell’UE il grande cattivo della storia.

Immagine generata da noi su Midjourney

E se il tuo nuovissimo iPhone 16 fosse meno intelligente di quello del tuo cugino americano? Questo è lo scenario che Apple sembra prometterci per l’Europa nel 2024.

Ma dietro questo annuncio rabbrividente si nasconde un gioco molto più complesso tra il gigante della tecnologia e l’Unione Europea.

Perché Apple ha appena sganciato una piccola notizia bomba: gli utenti europei dovranno aspettare per poter usufruire delle ultime novità annunciate durante la WWDC 2024, in particolare” L’intelligenza di Apple« .

Il motivo addotto? Le “incertezze normative create dal Digital Markets Act dell’UE”. Una trovata comunicativa che solleva più domande che risposte.

L’UE, questo comodo capro espiatorio

Puntando il dito contro le normative europee e in particolare contro il DMA, Apple sta giocando un gioco pericoloso. L’azienda sembra voler trasformare l’Ue in un nemico dell’innovazione, un freno al progresso tecnologico.

Una strategia che flirta pericolosamente con il populismo tecnologico. Ma è davvero l’UE che sta bloccando, o Apple che tira i piedi di fronte alle normative che minacciano il suo modello economico?

Ciò che Apple non specifica è che queste famose funzionalità di intelligenza artificiale sono previste solo in versione beta limitata per la fine dell’estate, anche negli Stati Uniti. Il calendario successivo rimane poco chiaro. Omettendo questi dettagli, Apple crea l’illusione di un’Europa tecnologicamente arretrata, vittima della propria burocrazia.

Un diversivo ben orchestrato

L’annuncio di Apple arriva pochi giorni prima della pubblicazione dei risultati preliminari dell’indagine della Commissione Europea sulle sue pratiche.

Coincidenza? Non così sicuro. Concentrando l’attenzione su una funzionalità ritardata, Apple sta abilmente distogliendo lo sguardo dalle potenziali sanzioni che l’attendono per il mancato rispetto delle norme antitrust.

Ricordiamo che l’UE è riuscita a imporre ad Apple alcune delle più grandi concessioni della sua storia: apertura di iOS a negozi alternativi, introduzione di USB-C, apertura di Apple Pay… Cambiamenti che stanno sconvolgendo il modello economico di Apple , abituato a mantenere il controllo totale sul proprio ecosistema.

Le cifre che mettono le cose in prospettiva

Prima di piangere sul destino di Apple, ricordiamo alcune cifre: nel 2023, l’azienda ha realizzato un utile netto di 39,9 miliardi di dollari, superando ampiamente i suoi concorrenti come Microsoft o Google. Abbastanza per mettere in prospettiva le “difficoltà” incontrate nell’adattare le proprie innovazioni al mercato europeo.

Giocando questa carta della vittimizzazione, Apple corre un rischio. Se nel breve termine l’azienda riesce a mobilitare parte dell’opinione pubblica e dei suoi tifosi, nel lungo periodo si espone alle critiche per la sua mancanza di trasparenza e la sua volontà di eludere le normative. E poi, soprattutto, rischia una multa salata.


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