L’ombra dell’Erdtree di jeuxvideo.com

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L’espansione Shadow of the ErdTree di Elden Ring è senza dubbio uno dei contenuti aggiuntivi più attesi dell’anno. Questo DLC, che segue il gioco votato “videogioco dell’anno” nel 2022, promette nuove avventure in questo gioco di ruolo d’azione a mondo aperto. Disponibile dal 21 giugno su PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series, questa espansione è all’altezza delle aspettative dei fan? Riesce a estendere gli eccezionali risultati di Elden Ring? La nostra prova.

Riepilogo

  • La storia resta nell’ombra
  • Un regno tridimensionale, un’architettura molto e troppo controllata
  • Tra ombra e luce: una direzione artistica che lascia senza parole
  • Simboli di gameplay e difficoltà del know-how di From Software

La storia resta nell’ombra

L’avventura inizia nel misterioso Regno delle Ombre, un luogo nuovo e sconosciuto nel gioco originale. Il giocatore mantiene il suo personaggio iniziale, uno Shardless. È portato a seguire le orme di Miquella: un semidio conosciuto soprattutto per la sua famiglia. Sua madre, Marika, è quella che ha dato inizio alla Guerra Frantumante (l’ambientazione della storia di Elden Ring). Sua sorella è Malenia. È la dea della putrefazione ed è considerata il boss più difficile del gioco.

Shadow of the ErdTree è quindi un’occasione per conoscere meglio uno dei personaggi predominanti nell’universo di Elden Ring. Decise di abbandonare la sua natura divina per andare nel Regno delle Ombre. Come di consueto lo studio FromSoftware fornisce poche spiegazioni su questo nuovo mondo. Lascia ai giocatori il compito di scoprire i segreti nascosti attraverso descrizioni di oggetti e rari dialoghi con gli abitanti del regno.

La narrazione di Shadow of the ErdTree resta quindi fedele a quella di Elden Ring, con una storia frammentata e misteriosa. Questo DLC introduce sette nuovi personaggi, ognuno con la propria missione. Queste missioni offrono molteplici rami e scelte che influiscono sull’evoluzione della storia. Tuttavia, questi nuovi protagonisti mancano di carisma e presenza, rendendo più difficile il coinvolgimento emotivo del giocatore. A differenza degli incontri significativi con personaggi come Ranni o Melina nel gioco originale, questi personaggi DLC faticano ad affascinare. E nel complesso, la trama di questo DLC non è molto significativa: dopo quaranta ore di gioco siamo poco avanzati come durante i nostri primi passi in questo nuovo regno..

Riusciamo però a percepire il loro peso, l’influenza delle nostre risposte alle loro domande. Trovarli attraverso i loro vagabondaggi nel regno delle ombre è spesso uno dei nostri obiettivi. Un obiettivo che non possiamo portare in primo piano ma che ben si sposa con l’esplorazione di questa nuova regione. Come Elden Ring, va bene, l’esplorazione è una delle qualità principali di questo DLC.

Un regno tridimensionale, un’architettura molto e troppo controllata

Il Regno dell’Ombra è vasto e vario, con aree distinte in termini di architettura e design. La verticalità della mappa è impressionante, aggiungendo letteralmente una dimensione extra all’esplorazione. Se si tratta effettivamente di una mappa 2D che viene visualizzata su nostra richiesta sul nostro schermo, non vediamo i diversi strati aggiuntivi che coesistono tra loro. Abbastanza per esserne sicuro. Hidetaka Miyazaki, capo dello studio e regista di Elden Ring, lo ha suggerito astutamente. Il Regno delle Ombre è equivalente in superficie a Necrolimbe ma ha un volume molto maggiore della prima zona di Elden Ring in termini di pavimenti.

È il Castello Nero, situato al centro della mappa, che funge da crocevia principale collegando le diverse zone. Tuttavia, questa complessità può creare confusione. Alcuni passaggi sono difficili da trovare senza una guida, molti richiedono parecchie deviazioni. Alcuni addirittura chiedono articoli speciali. Impossibile sapere dove andare quando te ne rendi conto! Possiamo già immaginare la frustrazione di certi giocatori che non capiscono dove andare o non capiscono dove siano certi percorsi. Lo stesso regista ha riconosciuto che ci sono ancora miglioramenti da apportare per rendere i contenuti più facili da scoprire appieno.

Nonostante alcune aree meno ricche di contenuti, il DLC introduce alcune novità interessanti. Le fucine, ad esempio, permettono di raccogliere materiali per potenziare le armi, mentre mausolei senza nome, nascosti dietro enigmi, ospitano mini-boss che offrono preziose ricompense. I sigilli spirituali, da parte loro, bloccano le correnti ascendenti che devono essere sbloccate per accedere ai forzieri. Abbastanza per aggiungere un ulteriore livello di mistero e sfida all’esplorazione.

Personalmente ammetto che mi aspettavo qualche grotta o catacomba in più da scoprire. Detto questo, alla fine ci sono abbastanza cose da cercare da farti trascinare naturalmente da un posto all’altro. Ci divertiamo grazie a una variazione negli approcci. C’è il combattimento, ma anche gli enigmi. A volte sono sequenze di piattaforme.

Ma è soprattutto la sensazione di avventura che mi aspettavo molto da Shadow of the ErdTree. Rimasi a bocca aperta nel febbraio 2022 quando presi l’ascensore per Siofra per la prima volta. Questo è ciò che volevo rivivere con Shadow of the ErdTree. Un’aspettativa tanto più forte in quanto è uno dei motivi per cui questo DLC ha impiegato così tanto tempo ad arrivare. Shadow of the ErdTree, secondo Miyazaki, è il più grande DLC mai realizzato da From Software. Qualcosa che possiamo confermare oggi: ho terminato la mia avventura dopo circa quaranta ore. È quasi quanto il tempo che ho trascorso giocando a Bloodborne e Demon’s Souls (entrambi che ho completato) e quasi quanto tutti i vecchi DLC messi insieme. Due anni di sviluppo perché Miyazaki voleva “riprodurre quel sentimento di avventura” che aveva coltivato e sviluppato con Elden Ring.

Shadow of the ErdTree è molto più di un semplice DLC Elden Ring, è un videogioco eccezionale di per sé, punto.

Non ha fallito.

Sono rimasto regolarmente stupito durante tutta l’avventura. Ancora una volta From Software riesce a rinnovare costantemente questa sensazione di scoperta. Con Shadow of the Erdree ci incuriosisce! Impossibile non esclamare a volte grazie al level design, come abbiamo detto, sorprendente. E soprattutto quando è abbinato ad una direzione artistica sublime.

Tra ombra e luce: una direzione artistica che lascia senza parole

La direzione artistica di Shadow of the ErdTree è mozzafiato. Ogni zona offre un’identità visiva unica. Ci sono paesaggi che sembrano giardini dell’Eden che contrastano con l’arredamento apocalittico di altre zone. Dai paesaggi paradisiaci agli ambienti apocalittici, ogni nuova scoperta è una festa per gli occhi. Questo è anche ciò che ci spinge a esplorare con il pettine a denti stretti il ​​regno delle ombre, per quanto inospitale e pericoloso possa essere!

La colonna sonora, seppure discreta durante l’esplorazione, risalta particolarmente durante gli scontri contro i boss, con composizioni memorabili che accentuano l’intensità degli scontri.

Abbiamo potuto vedere dodici boss principali (ce ne sono sette obbligatori), ovvero poco meno della metà di Elden Ring. Non ci chiediamo nemmeno se siano quasi tutti più impressionanti di quelli del gioco originale perché erano così sorprendenti. C’è un po’ di questo lato masochista: vogliamo iniziare una partita con un altro personaggio solo per riscoprire l’adrenalina e la festa specifica di ogni confronto.

Shadow of the ErdTree è molto più di un semplice DLC Elden Ring, è un videogioco eccezionale di per sé, punto.

Simboli di gameplay e difficoltà del know-how di From Software

Con Shadow of the ErdTree continuiamo a goderne per i nostri occhi e le nostre orecchie, ma anche per i nostri volti. Va detto che il gameplay rimane fedele alla formula collaudata e raffinata di FromSoftware: è un grosso picco di difficoltà quello che attende i giocatori fin dalle prime ore. Un modo per lo studio di accogliere. Una scelta molto saggia!

I nemici sono formidabili e richiedono cautela e strategia da parte del giocatore. Abbastanza per rimettere subito tutti in vena. Soprattutto, quanto basta per rompere il piedistallo di certi veterani che potrebbero stancarsi di un’esperienza troppo permissiva. I più esperti potranno contare anche sulla presenza di nuove categorie di armi, nuovi equipaggiamenti, incantesimi e incantesimi. Ci sono quindi molte cose da testare tra armi da lancio, pesci spada leggeri o anche lame rovesce che possono aggirare la guardia del nemico. Abbastanza per riuscire sempre a trovare una soluzione contro i boss recalcitranti quando possono resistere alla magia o all’alterazione dello stato di sonno, ad esempio. Una vera mancanza per me in Elden Ring, Shadow of the ErdTree non corregge l’assenza di una funzionalità che consenta di affrontare boss già sconfitti. Oggi è ancora necessario ricreare un personaggio con buone statistiche se vogliamo mettere alla prova la nostra nuova scoperta. Un investimento di tempo ed energia che pochi saranno disposti a investire.

In secondo luogo, questa difficoltà introduce sottilmente il sistema di progressione specifico di Shadow of the ErdTree: si basa sulla raccolta di schegge e ceneri. Loro permettono grosso modo parlando permette di migliorare le proprie capacità offensive e difensive (la prima del personaggio, la seconda di evocazione e Torrent), rendendo l’esperienza di gioco più fluida. Nel nostro gioco, abbiamo dovuto mettere da parte la nostra frustrazione nei confronti dei primi due boss per scoprire una curva di progressione soddisfacente: combattimenti impegnativi e punitivi, ma tutt’altro che insormontabili. E ci diciamo che dopo aver terminato la nostra avventura sconfiggendo il boss finale sotto la campana della quarantesima ora (Miyazaki questa volta non si sbagliava), che questo è ciò che siamo venuti a cercare.

Conclusione

Punti forti

  • Combattimenti contro i boss eccezionali, a tutti i livelli
  • Una durata colossale per un DLC
  • Design di livello impressionante
  • Una curva di difficoltà controllata
  • Una curiosità sistematicamente premiata
  • Direzione artistica sublime, con tutte le zone memorabili
  • Gameplay comunque solido
  • Un ritmo senza tempi morti

Punti deboli

  • Una mappa a volte troppo difficile da leggere
  • Il gioco trarrebbe vantaggio da una storia meno sussurrata
  • L’assenza di una funzionalità per rifare i boss sconfitti come desiderato
  • Disuguaglianza nella densità delle aree, alcune appaiono vuote rispetto ad altre

Shadow of the ErdTree è di per sé un videogioco che porta con sé tutte le qualità del titolo originale. E’ vero, si notano alcune imperfezioni. La trama avrebbe meritato un po’ più di attenzione. Allo stesso modo non sarebbe mancata una mappa più leggibile. Punti negativi che vengono schiacciati di fronte a un level design padroneggiato, un viaggio che rinnova costantemente la curiosità e combattimenti sempre epici. Se l’Albero Occulto di Shadow of the ErdTree è all’ombra del suo omonimo di Between the Earth, il DLC ha tutto per brillare sotto gli stessi riflettori del videogioco originale. Shadow of the ErdTree è molto più che un contenuto aggiuntivo di Elden Ring: è un’avventura eccezionale di per sé. E attende i giocatori il 21 giugno su PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series.

Le opinioni dei lettori

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